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Blocco 13

Racconto terzo classificato alla edizione 2001 del Premio Omelas

Ogni tanto il brusio si addolcisce, come il dolore.

Ma torneranno tutt'e due, prima o poi.

In questi momenti l'acqua sembra più calma, quasi limpida. Non c'è orizzonte, ma sento ugualmente lo sciabordio delle onde sugli scogli. Un rumore senza significato.

schaac

schaac

Forse c'è uno spicchio di terra, un'isola magari; oppure è un lago dai confini troppo lontani. La visione è breve, comunque.

Eccola che ritorna, l'oscurità che precede il dolore. Il silenzio è una bruma evanescente, poi il brusio: più forte, più convinto.

L'acqua si fa schiumosa, mi gorgoglia in bocca piena di certezze fasulle.

schaac

schaac

 

Nell'alone opaco della lampada sembrava tutto in ordine. Poi il sibilo lanciò il suo richiamo. Un attimo ancora ed eccola lì, con i suoi geroglifici che si rincorrevano sullo schermo e la stanza che d'un tratto diventava troppo piccola.

L'addetto 221 si dibatté nella sua divisa grigioverde, il colletto che si era improvvisamente trasformato in una morsa ferrea. La strumentazione era a pieno regime, nessun malfunzionamento. Attivò la procedura di verifica, pochi secondi, tutto nella norma.

Di nuovo. Più vivida però, se possibile.

Prese in mano il telefono e s'inserì sulla linea interna. Non ebbe bisogno di parlare, nell'alloggio ufficiali una spia eruttò il suo segnale colorato.

Un minuto, forse anche meno. La porta si spalancò e l'addetto 221 fece solo in tempo a notare i tre rombi bianchi sulle mostrine. Un capitano, addirittura.

— Addetto 221, postazione 4C — disse, la schiena rigida, il volto che di scatto tornava a fissare il monitor.

— Spero per te che non sia solo un contatto di routine — ringhiò l'ufficiale alle sue spalle.

— No capitano, una traccia ECG, due volte in... ancora!

Lo schermo del monitor si ravvivò una terza volta. La scia verde sfumò in diagonale, contornata da tenui riflessi rossastri. L'apparecchiatura automaticamente registrò l'emissione. I dati comparvero quasi all'istante sulla destra dello schermo.

— Attività di... quarta magnitudo! — Le parole dell'addetto 221 si smorzarono in un bisbiglio: non aveva mai visto niente che andasse oltre un secondo livello d'emissione.

— Che procedura hai usato sul soggetto? — chiese il capitano, il tono decisamente meno arrogante.

— Niente che non fosse nel programma neurologico approvato dalla commissione medica. La stimolazione corticale diretta è nella norma.

L'ufficiale prese il telefono e borbottò qualche parola sottovoce. Poi si avviò a passi svelti verso la porta. La tessera con i codici di sicurezza sbucò dalla sua tasca e scomparve nella serratura a combinazione. I blocchi schioccarono nel silenzio, sigillando l'ingresso. Da fuori arrivò lo scalpiccio attutito dei piantoni.

— Registra i dati e stila un rapporto. Prepara anche un prospetto dell'attività cerebrale dell'ultimo mese e attiva lo scanner di rilevazione. Voglio tutti i sistemi efficienti e a piena potenza. — Si avvicinò alla vetrata e subito i riflessi verdi lo avvolsero. La vasca era dall'altra parte, a solo un palmo di distanza. Il telefono emise uno squillo breve e nervoso.

— Lyudin — rispose secco il capitano.

— Sono io — si limitò a rispondere la voce all'altro capo della linea.

Lyudin, senza rendersene conto, si mise sull'attenti. — Una traccia signore, d'intensità mai registrata.

— Cause?

— Non lo sappiamo ancora, abbiamo appena iniziato un esame approfondito. Tra pochi minuti il software avrà terminato la rilevazione e saprò essere più preciso.

pagina 1 di 13 - continua
Autore: Alberto Cola - Delos Science Fiction 79 - Data: 20 aprile 2003

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