La vita non è stata generosa con Jim Pendrake, ha perso un braccio in guerra e non può più volare, vive con una pensione da fame e raccogliendo oggetti da rivendere al rottamaio.
La ruota gira di colpo quando si imbatte in un manufatto davvero strano, una specie di motore dalle caratteristiche molto strane, che addirittura gli fa ricrescere il braccio.
Niente di strano che qualcuno sia molto interessato ad averlo, forse troppo interessato.
Nato da tre racconti completamente diversi tra di loro La città immortale rappresenta bene le opere del primo Alfred Elton Van Vogt: invenzioni clamorose, colpi di scena, associazioni segrete, viaggi nel tempo, superuomini e tensione continua, anche a costo di un po' di coerenza.
La quarta di copertina
Sul fianco di una collina, semisommerso nel terreno, giace qualcosa che non dovrebbe esistere: un misterioso oggetto metallico color grigio azzurro. Ci batte la pioggia, viene cotto dal sole estivo, i ragazzi del posto ci si siedono sopra senza capire cosa sia. Nel suo nucleo, intanto, ruota un campo di forze tanto potente da poter ridurre carne e ossa in vapore. Jim Pendrake lo trova per caso. Ex pilota militare, ha perso un braccio in guerra e da tre anni marcisce in una casetta ai margini di Crescentville, con la magra pensione da veterano e la sola compagnia di Dandy, il suo cavallo. Così, quando si avvicina al misterioso oggetto piantato nel terreno, Jim vuole soltanto capire quanto possa valere allo sfasciacarrozze. Ma ogni materiale con cui l’artefatto entra in contatto viene risucchiato da un campo di forza che gli imprime una rotazione a velocità terrificanti. E il moncherino del braccio perduto di Jim presto comincia a dolergli… e a ricrescere. Mentre conduce i suoi esperimenti, il mondo attorno a lui vive un’accelerazione tecnologica senza precedenti. È forse a causa dell’influenza dello strano oggetto? Non passa molto tempo prima che altre persone comincino a interessarsene: sconosciuti che fanno domande, figure che osservano nell’ombra e persino uomini armati. Perché il misterioso motore è la chiave di un segreto custodito da anni, e potrebbe non appartiene affatto alla Terra…
L'autore
Alfred Elton van Vogt, scrittore per ogni genere di riviste ma specializzatosi in fantacienza sul finire degli anni Trenta, è nato in Canada nel 1912 ed è morto in California nel 2000. Ha dato al genere numerosi classici, tra cui: Crociera nell’infinito (Urania Collezione n. 82), Le armi di Isher (n. 20), Hedrock l’immortale (n. 46), Slan (n. 8), Non-A (n. 87), La guerra contro i Rull, La casa senza tempo, Pianeti da vendere. Van Vogt è uno dei maggiori rappresentanti della sf tecnologica fiorita sulla rivista di John W. Campbell, Astounding, anche se il suo perdurante richiamo sui lettori fa perno piuttosto su altre attrattive: i veloci cambi di scena, l’andamento onirico dell’azione e protagonisti di statura mitica. Al di là del futuro (Future Glitter, 1973) fa parte della sua seconda fase creativa.
A. E. van Vogt, La città immortale (The Beast, 1963), Mondadori collana Urania Collezione n. 281, Euro 7,90, ebook Euro 5,99.











