Londra si specchia nel Tamigi: da qui comincia il viaggio di Cayce nella storia sotterranea della Rete.
Londra si specchia nel Tamigi: da qui comincia il viaggio di Cayce nella storia sotterranea della Rete.
Ma nella dittatura del logo, Cayce ha saputo anche mettere a frutto la sua sensibilità, trasformandola in una professione. Ed è proprio come consulente per un produttore di scarpe intenzionato a rinnovare l’appeal delle sue linee che Cayce approda in Gran Bretagna, il “Mondo allo Specchio” come lo definisce lei per via della guida a sinistra e del senso di disorientamento indotto tanto dalle affinità quanto dalle divergenze culturali. A Londra, ospite di Damien, un amico artista lontano per lavoro, Cayce patisce i sintomi del jet lag (che nella teoria di Damien si manifesta con un “ritardo dell’anima”, come se la sua fosse rimasta chilometri indietro sospesa nel cielo dell’Atlantico, da qualche parte tra New York e la Cornovaglia).Svolta la consulenza, Cayce incontra il miliardario belga Hubertus Bigend, che con lei condivide una passione: entrambi sono infatti affascinati da un misterioso film indipendente che un regista sconosciuto da un po’ di tempo riversa in rete a spezzoni di pochi secondi. Le sequenze potranno richiamare alla memoria del lettore attento le scatole trasparenti confezionate nel suo eremo orbitale dall’IA di Giù nel cyberspazio, ma in realtà rappresentano un’altra profezia riuscita di Gibson (in extremis, essendosi avverata praticamente nel giro di un paio d’anni, anche se i primi barlumi di queste nuove potenzialità erano già annunciati nella Trilogia del Ponte): parliamo del Web 2.0, ovvero della possibilità di usare la rete come canale di diffusione del prodotto (artistico, multimediale, informativo), per una distribuzione non più confinata nei consueti circuiti dell’establishment.Cayce è entrata da diversi mesi in una comunità virtuale sorta intorno al sito FETISH:FOOTAGE:FORUM. Nei thread del forum si confronta praticamente quotidianamente sul significato delle sequenze con altri appassionati come Parkaboy (un gender-bait che assume disinvoltamente atteggiamenti femminili come meccanismo di captatio benevolentiae nei confronti degli altri utenti maschili del forum). Il culto dell’artista misterioso ha visto emergere diverse linee di pensiero: chi crede che si tratti di un’opera compiuta e chi di un
Shinjuku: il quartiere della vita notturna di Tokyo. Una tappa inevitabile nell'indagine di Cayce Pollard.
Shinjuku: il quartiere della vita notturna di Tokyo. Una tappa inevitabile nell'indagine di Cayce Pollard.
lavoro in corso d’opera; chi è convinto che si debba individuare una qualche logica per ricostruire la sequenza temporale dei vari frammenti e chi invece opta per attendere il completamento del film per poi passare a mettere insieme i vari tasselli del mosaico. Da fenomeno underground, ormai, il culto delle sequenze sta diventando una moda senza frontiere, e Bigend ha fiutato la possibilità dell’affare: incarica quindi Cayce di scovare l’artefice del video, mettendole a disposizione tutte le illimitate risorse della sua organizzazione.Accettando a malincuore il lavoro offertole dal miliardario, Cayce si mette sulle tracce degli esili indizi in suo possesso. Da Londra a Tokyo e poi in Russia e attraverso la rete (frequenti gli appuntamenti in chat, gli scambi di e-mail, i messaggi sul forum), la ricerca la farà entrare in contatto con diverse altre realtà sotterranee, dagli otaku giapponesi ai nerd britannici innamorati di vecchi personal computer (come il Sinclair ZX 81) o calcolatori meccanici (come i rarissimi Curta, che eseguono i calcoli senza elettricità né componenti elettroniche, inventati a Buchenwald da un prigioniero austriaco perché i suoi carcerieri potessero farne dono al Führer a guerra finita). E dovrà inevitabilmente superare gli ostacoli opposti al suo cammino da un nemico variabile, che sembrerebbe servirsi di un’organizzazione criminale internazionale capace di insinuare ovunque i suoi tentacoli.