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Metti una sera a cena col capitano Janeway

A Milano ospite del Telefilm Festival, Kate Mulgrew è rimasta in Italia per alcuni giorni accompagnata da Flora Staglianò. Che ce la racconta


Kate Mulgrew (foto: Paolo Attivissimo)
Negli ultimi anni mi è capitato di conoscere molti attori famosi di serie di fantascienza, ma solo alcuni mi hanno colpita davvero; tra questi ci sono sicuramente Kate Mulgrew e suo marito Tim Hagan. Li avevo già incontrati alcuni anni fa in Inghilterra, durante una serie di interviste per il lancio di Star Trek Voyager su Jimmy, ma avevo passato con loro solo un’ora scarsa, il tempo di qualche domanda, una conoscenza che si era fermata lì. All’epoca la cosa che mi aveva colpito di più era stato il loro amore per l’Italia: Tim è di origine italiana per parte di madre e Kate ha vissuto (per amore) per tre anni a Firenze. Certo che il mondo è piccolo, o forse è l’Italia a essere grande...

Quando Jimmy ha voluto portare il capitano Janeway al Telefilm Festival di Milano, mi è stato chiesto di prendere i contatti con l’attrice e poi di occuparmi di lei durante il soggiorno in Italia (insieme ad Angelica Tintori, Silvana Varlec e Gabriella Ascari di Deep Space One).

Sin dall’inizio ho capito che Kate aveva una gran voglia di tornare nel nostro paese e di passarvi qualche giorno di vacanza con il marito; il problema era farle capire che per noi sarebbe stato un piacere portarli in giro, stare insieme a loro, accompagnarli in ristoranti e luoghi dove andremmo con un amico venuto da fuori. Gli attori abituati a prendere parte a convention di solito scendono dall’aereo, vanno in albergo, fanno il loro intervento e risalgono sull’aereo. Ma in questo caso non sarebbe andata così, perché Jimmy (in particolare Giusto Toni) voleva che l’intervento di Kate Mulgrew al Telefilm Festival fosse speciale: il pubblico doveva capire che l’attrice ama davvero il nostro paese e che era veramente contenta di essere la madrina non solo delle repliche di Star Trek Voyager, ma anche in generale della programmazione di fantascienza del canale.

Dopo un rapido sopralluogo per vedere l’albergo dove Kate e Tim avrebbero alloggiato e il cinema dove si sarebbe tenuto l’incontro con i fan, ricontrolliamo il programma di massima che abbiamo fatto e ci prepariamo per il loro arrivo del giorno dopo.

All’aeroporto di Linate non la riconosco subito; rimango un po’ spiazzata, perché è molto più bella di come me la ricordavo, anche se indossa jeans e maglietta. Arrivano con un volo da Londra, dove Kate ha recitato in teatro fino a due giorni prima ed è stata raggiunta da Tim, proveniente dagli Stati Uniti.

Appena scesi dall’aereo mi rendo conto che sono molto felici di stare in Italia e che non vedono l’ora di andare in gita. Ma Tim è stanco, il jet lag si fa sentire e quindi li portiamo subito in albergo. L’appuntamento è per le dieci del giorno dopo... destinazione il lago di Como.

 

 

Durante le quasi due ore di viaggio veniamo investite dalle domande: vogliono sapere cosa facciamo nella vita, ci chiedono delle nostre famiglie e si interessano ad alcuni aspetti della vita di tutti i giorni in Italia. La conversazione spazia dalla religione alla politica, con Tim particolarmente interessato a quest’ultimo aspetto, visto che è un politico (nel 2002 è anche stato il candidato del Partito Democratico per la carica di governatore dello stato dell’Ohio). Ci rendiamo subito conto di trovarci davanti due persone straordinarie: Kate e Tim sono intelligenti, sensibili e aperti a ogni discussione. Ci fermiamo a prendere un aperitivo (e Kate scopre il Crodino) e poi a mangiare in un bellissimo chalet, a quasi mille metri di altezza, proprio sul lago. Il panorama è da togliere il fiato e il mangiare eccellente. Come sempre in questi casi, il tempo sembra passare più rapidamente. Scendiamo a Bellagio per fare due passi; solo un accenno a George Clooney, Brad Pitt e Angelina Jolie. Kate e Tim sono molto più interessati a passeggiare per le deliziose stradine cittadine. Kate compra una camicia bianca e una bellissima giacca di seta, che indosserà durante l’intervento di sabato. Ci chiede consigli sull’abbigliamento e ne dà a sua volta: sembra proprio di fare shopping con un’amica. Ha molto gusto e una classe innata, che si nota anche la sera, quando passiamo a prenderli in albergo per andare a mangiare una pizza e scendono in jeans e maglietta. Anche a cena si chiacchiera del più e del meno, spaziando dalla situazione politica mondiale ai peperoni sulla pizza. Torniamo presto a casa, la giornata è stata lunga e il giorno dopo ci aspettano il Duomo e il Castello Sforzesco.


Sul palco del Telefilm Festival, da sinistra Angelica Tintori, Kate Mulgrew, Gabriella Ascari, Flora Staglianò
Venerdì mattina ci incamminiamo a piedi per le vie del centro; passiamo davanti alla Scala e Kate si rammarica perché non farà in tempo a vedere una rappresentazione lirica durante questa visita in Italia. Poi ci dirigiamo verso il Duomo: restiamo dentro molto tempo, perché Kate e Tim sono curiosi di vedere e sapere tutto, soffermandosi a chiedere spiegazioni sui vari dipinti. Ancora una volta rimango colpita dalla sensibilità e dalla cultura che dimostrano di avere, e capisco che l’umanità del capitano Janeway è espressione diretta di quella di Kate. Mi rendo anche conto che non deve essere stata d’accordo su alcune scelte narrative fatte nell’arco dei sette anni di Star Trek Voyager; Kate me lo conferma e dichiara con molta fierezza di essere riuscita ad affermarsi in un mondo prettamente maschile, primo capitano donna protagonista di una serie trek, costruendo un leader credibile, che non può perdere tempo a sistemarsi i capelli mentre ordina di fare fuoco contro un nemico (ed ecco spiegato il perché della pettinatura molto più semplice della Janeway dopo i primi episodi). A pranzo ci vediamo con lo staff di Jimmy; Kate rimane molto colpita dalla professionalità e dalla simpatia di tutti, e dal fatto che Giusto Toni sia anche un fan di Star Trek. Finiamo di mangiare e Kate chiede di riposarsi in albergo per qualche ora; questo ci lascia il tempo di preparare qualche altra domanda e i promo per l’intervista del giorno dopo. Passiamo a prenderli verso sera e ci dirigiamo verso Pavia, una città di cui le ho parlato prima che venisse in Italia, che non conosce e che la incuriosisce molto. Ceniamo lungo il naviglio, passando una piacevolissima serata in compagnia di risotti, carne e vino rosso. Kate ci conferma di essere felicissima di avere accettato di venire in Italia e chiede di fare un po’ di pratica con l’italiano, che conosceva abbastanza bene in passato. Ha infatti intenzione di parlare il più possibile la nostra lingua durante l’intervento del sabato e si impegna per poterci riuscire.

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Autore: Flora Staglianò - Delos Science Fiction 97 - Data: 16 maggio 2006

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Commenti

1 che bel resoconto! la cosa che - più di tutte - mi ha fatto piacere leggere è che nonostante la fama (perchè quando diventi un personaggio di ST diventi famoso! :D ) sia rimasta comunque una persona alla mano, gradevole da frequentare e che presto tornerà a trovarci ;) complimenti al Capitano! :)

» postato da Andrea Pagani alle 09:44 del 16-05-2006

2 Mitica Kate.... Uno dei personaggi di ST che + preferisco che, non a caso, ha interpretato la serie Trek che preferisco tra tutte... Una grande attrice non mi veraviglio che sia anche una persona splendida. Grazie anche a voi per l'ottimo articolo. Peace & prosper. :wink:

» postato da Beejay alle 23:39 del 24-05-2006

3 Che bello!! Avrei voluto essere lì con voi e con il capitano Janeway... Kate Mulgrew è veramente una persona speciale da conoscere... Peccato che non conosco bene l'inglese e ... sopratutto peccato di non averla incontrata! Magari l'anno prossimo se la invitate vedrò di esserci... Ma come si fa per scriverle?... Ottimo articolo e grazie per averci fatto fare una ottima figura! Saluti a tutti!!! Gerardo

» postato da Gerardo Meliddo alle 13:30 del 31-05-2006

4 Articolo molto evocativo. A me Janeway non piace molto, sarebbe stato piacevole constatare la differenza tra attrice e personaggio. Con lei abbiammo avuto in Italia due capitani su quattro... ops cinque, povero Archer. Beh, il prossimo non mi scappa. ;-)

» postato da Salvatore Capalbi alle 22:57 del 31-05-2006

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