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Borderline
a cura di Giovanni De Matteo

William Gibson: modelli emergenti nel tessuto della storia

Nessun autore ha saputo rivoluzionare il mondo della fantascienza come ha fatto lui: con un romanzo subito impostosi come manifesto di una nuova letteratura e una manciata di racconti è riuscito a dischiudere un’intera sterminata frontiera immaginifica agli scrittori della sua generazione. Un’influenza che continua a esercitare ancora oggi, e ben oltre i sempre più labili confini del genere. Cantore di un futuro distopico, talento visionario senza pari, se il mondo che ci circonda è come lo conosciamo lo dobbiamo in parte anche a lui: William Gibson

 

Eccoci alla seconda e ultima puntata di questo articolo dedicato all'opera di William Gibson. La volta scorsa ci siamo soffermati sui racconti degli esordi e sul suo romanzo di maggior successo, facendo una rapida panoramica sullo svolgimento della Trilogia dello Sprawl. Con questa puntata probabilmente diventeranno chiare le ragioni che ci hanno spinto a presentare questo autore in una rubrica dedicata a scrittori attivi lungo il limite (comunque nebuloso e sfuggente, grazie alla continua metamorfosi che coinvolge il nostro comune immaginario) estremo della fantascienza.

Gibson è forse l'autore di fantascienza di maggior successo al di fuori del genere. Lo dimostrano i dati di vendita di Neuromante, ma anche il prestigio di cui gode presso la critica specializzata, come pure la considerazione che personaggi di culto del mondo dello spettacolo continuano a dedicargli. La lista sarebbe lunga ma possiamo citare almeno alcuni celebri attestati di stima: Bono e The Edge degli U2 hanno preso parte attiva al documentario No Maps for These Territories realizzato sulla vita e il pensiero di Gibson da Mark Neal (1999) e avevano addirittura pensato di proiettare brani tratti da Neuromante sul maxischermo che li sovrasta in concerto; i newyorkesi Sonic Youth, band di spicco nella scena dell'hardcore punk, hanno dedicato più di una canzone ai lavori di Gibson, dal primo Sprawl al recente Pattern Recognition; discorso analogo per Billy Idol, discussa rockstar britannica che dopo un exploit mondiale negli anni Ottanta si azzardò a uscire nel 1993 con un album ispirato dalla lettura del capolavoro di Gibson e intitolato non a caso Cyberpunk, che fu un mezzo flop e lo spinse nel baratro della tossicodipendenza; nella miniserie TV Wild Palms, prodotta da Oliver Stone e transitata fugacemente sugli schermi americani nel 1993, Gibson fa una breve apparizione nelle vesti del padre pentito del cyberpunk; sempre in ambito televisivo, insieme con Tom Maddox il Nostro è stato anche chiamato da Chris Carter a sceneggiare due storici episodi della serie culto X-Files: Killer Switch (undicesimo episodio della quinta stagione, trasmesso dai palinsesti italiani come Intelligenza Artificiale) in cui gli investigatori del mistero Fox Mulder e Dana Scully si trovano alle prese con un'intelligenza artificiale ribelle (eco di Neuromante, con un'accattivante protagonista che ricorda sotto molti aspetti proprio Molly Millions) e First Person Shooter (High-tech, tredicesimo episodio della settima stagione), in cui è la realtà virtuale a essere esplorata dalle indagini dell'FBI. Nel 1990 William Gibson ha anche cominciato a collaborare con il San Francisco Museum of Modern Art, scrivendo prima un articolo sulla decadenza della città della baia in collaborazione con gli architetti Ming Fung e Craig Hodgetts, che ispirò nel 1991 il racconto Skinner's Room (La Stanza di Skinner *1), originariamente pubblicato nel catalogo della mostra Visionary San Francisco e poi integrato nel romanzo Luce Virtuale 2.

 

Basterebbe questa breve rassegna per farsi un'idea dell'impatto di Gibson sullo scenario culturale degli ultimi anni. La sua attività continua a svolgersi con un ritmo frenetico per tutti gli anni Novanta, che si aprono con un balzo vertiginoso dal futuro prossimo al collasso del ciclo neuromantico all'epoca vittoriana.

I riferimenti bibliografici sono tratti dal Catalogo SF, Fantasy e Horror a cura di Ernesto Vegetti, Pino Cottogni ed Ermes Bertoni. Eventuali omissioni, inesattezze o imprecisioni sono responsabilità dell'autore.

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Autore: Giovanni De Matteo - Delos Science Fiction 101 - Data: 27 aprile 2007

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