Le due presentazioni milanesi del “Quinto principio”

Pubblicato il 5 Febbraio 2010 in Tempo presente | 3 Commenti »

La prima delle due presentazioni milanesi del romanzo “Il quinto principio” si è svolta in serata nei locali della manifestazione ”Galaxy Days”, ospitata nella Casa dei Giochi, in via Sant’Uguzzone, 8 (qui numerosissime foto, scattate da Emanuele Manco).

La presentazione del volume, condotta da Andrea Grossi (v. foto), constava di una prima parte conFoto di Emanuele Manco domande sulla mia attivita’ in ambito fantascientifico, a partire dalla pubblicazione del mio primo racconto (1962), poi la vincita della prima edizione del Premio Urania (Mondadori, 1990), il mio rapporto con il pubblico di lettori non abituali della fantascienza, i seminari nelle università, gli interventi nelle scuole; la fanzine barese “THX 1138″ (seconda metà anni ‘80); l’attività fantascientifica anche teatrale, radiofonica, all’interno del “gruppo barese” degli anni ‘70/80 (che includeva anche Eugenio Ragone, Guido Bottone, Roberto de Marinis, Antonio Scacco e altri)… e così via.   

Si e’ poi passati al mio recente romanzo, con domande circa la genesi dell’opera, l’insolita lunghezza, la sua struttura a mosaico, i numerosi personaggi, i temi sviluppati, e insomma piu’ o meno le consuete domande che vengono poste in questi occasioni…

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“Il quinto principio” milanese

Pubblicato il 28 Gennaio 2010 in Tempo presente | 2 Commenti »

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A Milano, domenica 31 gennaio, ore 11:30, presentazione del romanzo “Il quinto principio” di Vittorio Catani - Relatori: Giuseppe Lippi (curatore della collana “Urania“, Mondadori) e il noto scrittore di fantascienza Dario Tonani - Presso la Libreria Centofiori, Piazzale Dateo 5, Milano.

(Stralcio da un ”Commento e Recensione” nel sito di “La Biblioteca Galattica“) :

“Il romanzo è una potente distopia che ritrae una Terra del 2043, sconvolta dal degrado ambientale e assoggettata al dominio di una élite, 90 milioni di persone (su una popolazione totale di 11 miliardi) che si cela al resto del mondo a Diaspar, mega-città delle meraviglie, costruita nel mezzo di quella che era la foresta Amazzonica, e dove questa nuova aristocrazia si dedica a una vita di sfrenata dissolutezza. Questo centro di potere occulto amministra direttamente o indirettamente l’intero pianeta e i suoi abitanti, mentre i governi ufficiali sono organi svuotati di potere e le cui cariche, anche a livello locale, hanno assunto carattere ereditario e un ruolo ormai più che altro onorifico.

La grande crisi finanziaria del 2008 ha dato vita a una carenza economica terminata soltanto nel 2015 con l’introduzione e la rapida diffusione su scala mondiale delle PEM, protesi cerebrali che permettono di comunicare istantaneamente e con un semplice atto di volontà - una specie di Internet mentale - e che però  possono rendere la mente di ciascuna persona vulnerabile, come un qualunque computer, a intrusioni e attacchi esterni. Le speculazioni finanziarie non sono comunque terminate; anzi ora qualsiasi persona può indebitarsi senza controllo ed emettere “bond” personali di durata pluriennale. In tutto il mondo è stata resa nuovamente legale la schiavitù, che ha ufficializzato la terribile condizione di vita di una larga fetta di popolazione. In questo scenario infernale irrompono gli E.E., ”Eventi Eccezionali”, fenomeni fisici inspiegabili, forse le prime prove di una nuova teoria fisica proposta da uno sconosciutissimo fisico, Ehrlic Axel Golfusenberg: il cosiddetto Quinto principio. E intanto viene scoperta una realtà parallela, il Mondo B, che sembra promettere felicità e serenità a milioni di diseredati…”  [Qui il seguito]. 

                               I  LETTORI  SONO  TUTTI  INVITATI !!!!!!                                                                                                                                                                [Cliccare qui sotto su "Leggi il resto" per eventuali commenti].

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Artisti dell’inconscio

Pubblicato il 23 Gennaio 2010 in Tempo presente | 2 Commenti »

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Sono un musicista dell’arte inconscia. Forse ancora ignorate questa interessante forma di espressività. Per essere un vero compositore dell’inconscio occorrono doti innate, ma potete sperare che con esercizio e pazienza anche voi riuscirete a creare qualcosa di sensato, se non di autenticamente artistico. Ad ogni modo è un’arte molto liberatoria. Io non sono mai andato a scuola: con l’Abolizione Scolastica del 2023, anche io ora acquisto i CD-rom mentali ai quali accedo psichicamente traendo tutte le notizie che mi interessano, in ogni campo dello scibile: a che serve la scuola? E l’esperienza, inoltre, la si è fatta sempre sul campo della vita, mai tra i banchi. Dunque: abolita la scuola ciascuno si industria da sé dovendo essere uno “studioso di se stesso”, come ha acutamente osservato il nostro Capo di Governo. Abolire la scuola ha portato un beneficio economico enorme al bilancio statale, anche se molta gente è rimasta a spasso, ma per strada oggi c’è sempre una gran folla e non si notano differenze. Comunque: io mi collego al mio CD-rom psicomusicale, innestato in un apparecchietto che traduce in suoni tutto quanto accade nel mio cervello: le infinitesimali correnti elettriche, i pensieri più diversi, sentimenti, sensazioni, tutto si trasforma in materiali sonori secondo codici ben definiti, e può uscirne l’opera d’arte. Che volete, ho un cervello particolarmente “fonogenico”: i suoni che emette, e riascolto, sono decisamente originali, complessi, rilassanti, talora anche inquietanti e catastrofici. Ad ogni modo “questa musica si amalgama in un tutto coerente e originale”, ha scritto di me un noto critico psicomusicale, e fa di me un grande artista inconscio. Vorrei tanto che ascoltaste i miei suoni, non hanno eguali. Restereste conquistati, ammaliati, ipnotizzati. Prezzi modici. [L'immagine animata: Idealizzazione dell'artista dell'inconscio].

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I suoni del silenzio, con parole e musica

Pubblicato il 18 Gennaio 2010 in Storie d'ordinario infinito | Nessun commento »

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Martedì 19 gennaio alle ore 18,30, a Bari, presso la nota Casa musicale GIANNINI, Vittorio Catani presenta il suo ultimo libro “I suoni del silenzio” (Florestano Edizioni, Bari). Relatori Massimo Del Pizzo e Alessandro Romanelli. Letture di Elisa Robino.

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 La musica è fonte di misteri: “cantare” ha la medesima radice di “incantesimo”. La musica rappresenta un controsenso: è un linguaggio asemantico, che cioè ci parla di qualcosa, ma paradossalmente non sapremmo dire con precisione di cosa. La musica è l’unica arte invisibile e che esiste solo come fuggevole sequenza temporale, in quanto mondo impalpabile di suoni in successione… Per queste e altre peculiarità insolite, la musica possiede una sua essenza concreta ma enigmatica che da sempre ha originato leggende. Come nelle tre che si raccolgono nel libro I suoni del silenzio (Florestano Edizioni, Bari).

Arnold Schönberg (1874-1951) e l’”universo parallelo” del suo “metodo di composizione con i dodici suoni” (dodecafonia); Jean Sibelius (1865-1957) con i personaggi del poema epico finnico Kalevala e la sua mai ritrovata Ottava Sinfonia; infine (nel futuro prossimo) il compositore Shani e il suo “blocco creativo”, che prelude a un’inverosimile domanda: se sia davvero infinito il numero dei temi musicali possibili. Tre racconti, tre paradossi che assumono valenze metaforiche extramusicali.

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C’è la verifica sperimentale del darwinismo

Pubblicato il 4 Gennaio 2010 in Tempo presente | 14 Commenti »

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In un commento al precedente post ”CNR e Creazionismo”, Davide Mana precisa che la teoria darwiniana ha avuto anche conferme sperimentali, contrariamente a quanto si continua ad affermare da parte di creazionisti, pseudoscienziati, giornalisti di “Libero” e “Il Giornale” con relativi lettori, e da Benedetto XVI con i suoi fedeli. Riporto l’intero paragrafo di Mana:

“(…) Una puntualizzazione: la teoria dell’evoluzione attraverso la selezione naturale è verificata sperimentalmente. Il lavoro di Richard Lenski alla Michigan State University ha dimostrato la trasmissione di caratteri selezionati casualmente attraverso quarantacinquemila generazioni di Escheria coli. In perfetto accordo col principio galileiano di indagine scientifica, la teoria di Darwin è stata utilizzata per fare delle previsioni che poi sono state verificate sperimentalmente attraverso l’osservazione.
Bello liscio.
Il mio riferimento bibliografico è Il grande spettacolo del mondo. Le prove per l’evoluzione, di Richard Dawkins (2009). Dite al Vicepresidente del CNR dottor De Mattei di spegnere le luci, Mentre se ne va. E controllate che non si freghi la carta del fax o le matite “.

Ebbene, incuriosito dall’argomento ho fatto un giro in rete andando fra l’altro a sbattere - guarda caso - contro il sito “Sulle tracce delle Origini. Eco creazionista”. Riporto qui di seguito titolo e relativo sommario:

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CNR e creazionismo

Pubblicato il 24 Dicembre 2009 in Tempo presente | 51 Commenti »

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Che Benedetto XVI contesti Darwin, che nel migliore dei casi cerchi di adattarlo (stravolgendolo) alle Sacre Scritture, è anche comprensibile, sebbene operazioni del genere mostrino di solito plateali forzature, se non colpevole ignoranza delle basi su cui la scienza si fonda (a volte però sembra perfino malafede, o forse sbaglio…) Ma che critiche all’autore di L’origine delle specie (1859) vengano da un uomo sedicente “di scienza”, che per di più occupa una primaria carica di Vicepresidente del CNR (Centro Nazionale delle Ricerche), è fatto che davvero supera ogni decenza.

La notizia in verità non è recentissima. Parlo del creazionista Roberto De Mattei, autore del volume Evoluzionismo. Tramonto di un’ipotesi, che assembla gli atti di un seminario dallo stesso De Mattei organizzato nello scorso febbraio. Volume - udite udite - pubblicato con un contributo di 9.800 euro elargiti dal CNR medesimo (il quale, si sa, naviga nell’oro…).

Siamo al delirio totale.

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Giuseppe Lippi intervista Vittorio Catani

Pubblicato il 9 Dicembre 2009 in Tempo presente | Nessun commento »

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Giuseppe Lippi - Curatore di “Urania”, Mondadori - intervista Vittorio Catani, che torna in questi giorni sulla nota collana di fantascienza con la pubblicazione del suo ultimo romanzo Il Quinto principio.

Domanda: Vittorio, nei circa 50 anni di frequentazione della fantascienza in veste di autore, tu hai prodotto quasi esclusivamente opere brevi e brevissime. Lo testimonia, fra l’altro, la tua raccolta di racconti L’essenza del futuro edita nel 2007 da Perseo Libri, circa 650 pagine. L’unico tuo romanzo, finora, è stato Gli universi di Moras, che nel 1990 inaugurò la serie dei premi Urania. Come mai ora questo corposo volume, che solo un “Urania” Speciale ha potuto accogliere?

Risposta: È vero, mi sono sempre ritenuto uno scrittore di opere brevi. La mia bibliografia annovera inoltre quattro o cinque titoli intorno al centinaio di pagine ciascuno. Il quinto principio, in verità, è nato quasi per caso. Era la fine degli anni ’90 ed Elisa, la mia compagna di vita, mi ripeteva con insistenza che racconti ne avevo scritti anche troppi ed era il caso che mi presentassi al pubblico dei lettori con un’opera di maggior respiro. Secondo lei potevo farcela, o almeno tentare. Anche io sentivo il bisogno di esprimermi attraverso un testo più ampio, articolato, d’una maggiore complessità, possibilmente ricco di eventi e situazioni, di umori, e soprattutto che – in accordo con la mia personale visione della fantascienza – ponesse in campo alcuni radicali cambiamenti che stavano avvenendo nel mondo e nella vita di tutti i giorni. Il cyberpunk aveva saputo egregiamente “cantare” la controversa epopea delle nuove telecomunicazioni, era il caso, ora, di romanzare nuovi, spregiudicati portati della globalizzazione e d’una “allegra” gestione della politica, della finanza, dell’economia, dell’ambiente, di nuove tecnologie. Insomma, la vastità della scelta fra questi temi mi appariva davvero allettante.

[L'intervista prosegue sul blog di "Urania" , da cui è ripreso il brano sopra riportato].

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Forestieri per il giorno di San Nicola

Pubblicato il 6 Dicembre 2009 in Tempo presente | Nessun commento »

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Ieri sera (5 dicembre) l’incontro all’Eccezione - si veda il post precedente - è andato benissimo, ringrazio chi mi ha ospitato e gli intervenuti, in particolare il gruppetto di giovani giunti da fuori città, così interessati all’argomento “fantascienza” e pieni di “voglia di fare”. 

Oggi 6 dicembre è San Nicola. Pescando nel mio stesso blog, recupero un raccontino - per chi non lo conosca - in cui c’entra il Santo: un omaggio scherzoso a un “personaggio” di rinomanza internazionale, da parte di un non credente.  E’ un’occasione per riproporlo in questa giornata. Il titolo del racconto è “Forestieri”.

FORESTIERI                                                                                                              Come fu che salii sulla stazione spaziale internazionale Freedom 3, alla rispettabile età di 74 anni? È presto detto. Mi aveva chiamato il Direttore per una proposta:
— Vittorio, tu continui a lavorare per la “Gazzetta” da quasi trent’anni. Ti sei sempre occupato di fantascienza e nuove tecnologie. Bene. Cosa di più fantascientifico per te, se non fare un servizio stampa sulla Freedom, alla tua età? Toccheresti con mano la tua fantascienza salendo a quattrocento chilometri di altezza! —
Non avevo saputo dire di no. Sarebbe stata una magnifica, inattesa conclusione della mia tardiva carriera di giornalista-scrittore. E l’idea mi metteva addosso un’energia che non provavo da tempo.
Fu così che dopo una serie turbinosa di contatti, telefonate, appuntamenti, visite mediche specialistiche (sopportare l’accelerazione della partenza di un razzo non è cosa facile per gli anziani), mi ritrovai a bordo di qualcosa che avevo conosciuto per la prima volta - ma solo in versione fantastica - nei lontanissimi anni Cinquanta, appena quattordicenne, grazie a un romanzo di Arthur C. Clarke: una stazione orbitante. Il libro di Clarke si intitolava Isole cosmiche e mi aveva fatto sognare per anni.

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Se l’Eccezione è Vivere contro

Pubblicato il 4 Dicembre 2009 in Tempo presente | 3 Commenti »

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Sabato 5 dicembre alle ore 18:30, presso L’Eccezione - Cultura e Spettacolo di Puglia Teatro, via Indipendenza 75 (Bari), per gli appuntamenti spettacolo della stagione artistica 2009-2010, si inaugura il ciclo “VIVERE CONTRO: R.A.C. - Ridotte Attitudini Conformistiche”.

 

 

Cosa può significare trascorrere una vita dedicando una buona porzione del proprio (poco) tempo disponibile alla fantascienza, viverla in questo modo a partire dai primi anni ’50? E’ tutto  “rose e fiori”, è una serie di felici e sognanti immersioni nei futuribili mondi del possibile? Tutt’altro!

 

È questo il tema che Vittorio Catani si propone di trattare e raccontare sabato 5 dicembre, alle 18,30, presso L’Eccezione - Cultura e Spettacolo di Puglia Teatro, nell’ambito del ciclo di incontri “Vivere contro: R.A.C. - Ridotte Attitudini Conformistiche”. Catani narra, tra il serio e il grottesco, la storia della grande scoperta (“Urania”) nel 1952 - appena dodicenne - e le peripezie, gli ostacoli, spesso lo scherno se non l’insulto, che lo hanno accompagnato da sempre nel  difendere la validità e un legittimo status della narrativa di fantascienza. Ciò, a partire da anni in cui l’Italia era una nazione prevalentemente agricola, con un alto tasso di analfabetismo, mentre nell’ambito della cultura “alta” restavano schiaccianti i fantasmi del classicismo e di Benedetto Croce. Parlare seriamente - per esempio - di “viaggio alla Luna” faceva sghignazzare l’interlocutore, per non dire dei viaggi nel tempo - incomprensibile roba da ricovero in manicomio. E così giù, fino ai tempi nostri, che peraltro solo in apparenza hanno sdoganato (come si usa dire) la science fiction.

 

Persiste infatti - specie verso la narrativa fantascientifica, molto meno per il cinema, praticamente nulla per il fumetto, tutto ok per i videogame - una prevenzione presuntuosa, sovente stizzosa. Un atteggiamento trasversale che non distingue tra persone acculturate o meno, dipendente in genere da errate convinzioni circa l’argomento, ma in parte anche dal persistere dei fantasmi del passato. Quasi sempre i detrattori non hanno mai letto libri di fantascienza o ne hanno letto uno, scegliendo a caso, e quindi male.

 

Condurrà l’“incontro” Eugenio Ragone, che leggerà anche brani dal nuovo Urania “speciale” di Catani Il quinto principio (Mondadori). 

 

 

 

 

 

        

 

 

 

 

 

 

 

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Il quinto principio

Pubblicato il 30 Novembre 2009 in Tempo presente | 25 Commenti »

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Ho il grande piacere di annunciare che è appena uscito in edicola il mio romanzo “Il quinto principio” - Mondadori, Urania “speciale”, pagg. 543, € 5,50.

Mi piace riportare qui di seguito l’immagine della copertina, di notevole impatto, creata dal  bravissimo Franco Brambilla (cliccando sul nome potrete visitare il suo sito, e lo raccomando caldamente). Il blog di Urania intanto già da qualche giorno ha dato notizia dell’uscita, con commenti. Segnalo anche l’intervista gentilmente richiestami di recente da Carmine Treanni (per “Delos”), in occasione del ventennale del premio Urania e nella quale rispondo anche a domande su questo mio nuovo romanzo. Ovviamente sarò lietissimo di ricevere i pareri, positivi o meno che siano, di coloro che vorranno leggere “Il quinto principio”. Di seguito riporto comunque brevi notizie sul contenuto.

Si tratta di un lavoro ‘corale’, in cui alle storie di alcuni protagonisti di maggiore evidenza si aggiungono quelle d’una decina di personaggi secondari; alcune di queste storie confluiscono nel finale. Lo scenario si delinea attraverso le vicende narrate e si colloca nel 2043.

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