Quattro brevi poesie 

In fondo

nel buio

io serbo di te

una immagine

fresca mai

contaminata.

Aspetterò

che tu mi appaia

all’improvviso

e tenda

le tue braccia

leggere

di morte.

 

 

 

 

Quando non ci sarò

le ceneri immobili

gireranno col mondo

cieche.

Il treno non giunse alla stazione

per me tu non ti apristi

l’eco straziata

del mondo non si udì

il sogno volò sul nulla

di fratelli ignari

alla notte.

 

 

 

 

Lucertolina in città

piccolo

fulmine grigio

confondi il cemento

hanno strappato alle zolle

il tuo smeraldo

ora estrai lampi

dal selciato.

 

 

 

 

Buio a Marina di Sibari 

 

È struggente

questo pomeriggio di dicembre

vestito d’autunno

appassito.

Ibiscus accesi e lillà

delle quindici e trenta

moriranno fra un’ora

le cime dorate dei pini

protendono radici di notte

le ore troppo rapide

dilapidano

l’anima.