Roma con e senza Papa

Pubblicato il 16 Febbraio 2013 in Tempo presente | Nessun commento »

.                                                                                                                                                                        La fantascienza è, a mio modesto parere, una scansione a 360 gradi del reale, nel senso che non ha come temi solo guerre stellari e raggi laser e Ufo, ma il suo campo è esteso,  direi, a ogni aspetto della vita quotidiana. Non c’è da meravigliarsi, quindi, se questa narrativa si è Papa robot appena elettomolte volte occupata anche del Papa, con risultati spesso notevolissimi. Ne è una dimostrazione il testo che segue, da me ripreso - con qualche aggiunta finale - dal blog di Daniele Barbieri (testo intitolato Papi da fantascienza). Grazie, Daniele!

Fumata bianca o nera? Nel racconto Buone notizie dal Vaticano (1979), di Robert Silverberg, si discuteva in Piazza San Pietro, in attesa che il Conclave eleggesse l’ennesimo successore di Pietro, di come la Chiesa stesse adattandosi ai nuovi tempi. Finalmente la proclamazione: e subito papa Sisto VII si sollevava verso il Cielo su una scia infuocata, mentre un cardinale commentava: «Ogni epoca ha il papa che si merita: oggi è un robot, domani sarà una balena o una montagna».

Fantascienza, certo. Ma che ci parla del complesso rapporto fra la Chiesa di Roma (forse vale per tutte le religioni) e la modernità. Se, con Giovanni Paolo II, il Vaticano scelse un profilo innovativo, almeno nei media, e con Ratzinger finì su twitter, altre sorprese non sono da escludere. Nulla di nuovo, obietta qualcuno: se il cristianesimo (come potenza oltre che come idea) resiste da un paio di millenni, è perché ha saputo – seppure con grandi ritardi – adattarsi ai tempi.

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Addio ad Antonio Caronia

Pubblicato il 5 Febbraio 2013 in Tempo presente | 2 Commenti »

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Nato nel ‘44 a Genova, ma residente a Milano, Caronia studiò matematica, laureandosi con una tesi su Naom Chomsky. Dal ‘64 al ‘77 svolse attività politica, prima nella sinistra del PSI, poi nella sezione italiana della Quarta Internazionale, dirigendo per un paio d’anni il giornale “Bandiera Rossa”;  fino al ‘91 insegnò nella scuola secondaria superiore. Dal ‘78 data il suo ingresso nel mondo della fantascienza italiana, allorché si unì all’attivissimo collettivo milanese “Un’ambigua utopia” (UAU), denominazione che riprendeva il sottotitolo del celebre romanzo di Ursula K. LeGuin I reietti dell’altro pianeta (The Dispossed, 1976). In quel collettivo – per vari anni vivacissimo punto di riferimento per un’ala della fantascienza italiana – Caronia collaborò a numerose iniziative: alla rivista omonima, ai dibattiti, alle manifestazioni, nonché a una sorta di vivacissima contro-convention rimasta famosa, “L’invasione dei mar/x/ziani” (Milano, settembre 1978).

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L’immortalità è una piccola medusa

Pubblicato il 21 Gennaio 2013 in Tempo presente | Nessun commento »

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 Ma quale può essere il limite massimo di vita dell’uomo? Nel giugno scorso è morta nel Congo, a Kinshasa, Antoinette Mbinga: età 130 anni. Aveva 9 figli, 88 nipoti e 130 pronipoti. Probabilmente era la donna più anziana del mondo. Davvero una bella età, se vissuta senza troppi malanni.

Una longevità, però, che passa in second’ordine se entriamo nel regno animale. Per non dire di quello vegetale. Nel novembre 2006 morì per un attacco cardiaco la tartaruga gigante Harriet, che aveva festeggiato i 176 anni. Viveva in uno zoo di Sydney, in Australia, e si dice che l’avesse prelevata Darwin nelle isole Galápagos, quando l’animale aveva cinque anni (era, si noti bene, il 1835), facendone accurato soggetto dei suoi studi. Ma ancora più “anziano” è un esemplare di vongola oceanica della specie Arctica islandica: 376 anni. C’è di più: la Spugna antartica, che ha un ciclo vitale estremamente lento e si ritiene che alcuni esemplari superino i 1.550 anni.

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Un moderno Buon Natale a tutti

Pubblicato il 24 Dicembre 2012 in Il mestiere di vivere | Nessun commento »

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Anche Babbo Natale si aggiorna.
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Purtroppo e’ invecchiato, ha qualche
secolo addosso e ormai non riusciva piu’
a mantenere la giusta velocità nella distribuzione
dei regali. E Greepeace, a buona ragione, ha protestato
per lo sfruttamento delle renne. Spero pero’ che gli ecologisti
a loro volta non protestino per l’inquinamento che un
veicolo inevitabilmente genera se deve visitare
qualche miliardo di famiglie in una sola
nottata. Alleluia!.
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Salvate Terramatta

Pubblicato il 21 Dicembre 2012 in Storie d'ordinario infinito | Nessun commento »

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La carriola era pesante da spingere e Xeno, arrancando per la strada in salita e aprendosi un varco nella folla berciante, ogni tanto tirava fuori una bestemmia. Giornata di merda. Alla lettera. Per terra il manto stradale tempestato di buche, rifiuti, sterco di animali e certamente anche di persone; in alto l’eterna cappa di nuvole grigie gonfie di decenni di polveri vulcaniche, industriali e altri veleni. E lui in mezzo. Erano le sedici ma pareva fosse quasi notte. 
Qualcuno gli mise una mano sulla spalla. — Amico, perché non sorridi? — La voce a Xeno suonò sconosciuta. Si girò.
Era un vecchio con un cappellaccio di traverso e occhi dalle iridi appuntite. Sorrideva a sua volta, mostrando qualche dente in un vuoto nero. — Ascolta! —  bofonchiò additandogli il logo sulla camicia gualcita. — Dai retta ai Consigli dei Mistic. Non hai a cuore la Salvezza?
— Togliti dalla mia strada, vecchio —  rispose Xeno esasperato. — Non è la serata giusta. Ho il mio daffare. Quanto ai Mistic, possono andare a impalarsi sulle aste delle loro bandiere. — Dette una lieve spinta all’uomo, che brontolò qualcosa.
Riprese la salita.
I Consigli dei Misticheggianti!
Già il governo aveva decretato lo stato di estrema emergenza, e vivere stava diventando un’assurdità. Razionata al massimo l’energia, proibito l’uso di vetture, motorini, aerei, treni. Disattivati telefono e tv. L’ossessione dell’EI, l’Energia Inquinante. Le strade diventavano intasate, impraticabili, specie in una città con tre milioni di abitanti. Incidenti, malattie, divieti…

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Ballata del III Millennio

Pubblicato il 14 Dicembre 2012 in Storie d'ordinario infinito | 5 Commenti »

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QUESTA  È  LA  STORIA  DI  ETHOS  E  MIRINA
LUI  PERSE  IL  SUO  LAVORO  UNA  MATTINA

“Allora” disse Mirina “per favore vuoi raccontarmi tutto per bene?” Ethos si lasciò cadere  su una sedia. Era giugno, il caldo andava oltre le peggiori previsioni meteo, e il foruncolo sul collo per il morso della zecca gli bruciava più di ieri. “Cos’è, un altro tribunale?” esclamò irritato.
Lei gli prese una mano. “Ma no, che dici…”.
“Era nell’aria, maledizione!” sbottò Ethos. “Ci avrei giurato. E ora che facciamo?”.  
“Tesoro, qualcosa faremo…”.

MASHITA  DISSE:  GLOBALIZZAZIONE!
SOLO  UN  COMPUTER  VAL  MILLE  PERSONE!

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Casa mia, casa mia, per robotica che tu sia…

Pubblicato il 25 Novembre 2012 in Tempo presente | Nessun commento »

“Domotica”: da molti anni, ogni tanto la stampa torna a occuparsene. Di recente se n’è parlato in un programma tv. Il termine viene dal latino “domus”, che significa “casa”, e il fine della domotica è, in breve, migliorare la qualità della vita domestica e in generale dei luoghi in cui si vive, grazie all’automazione, all’elettrotecnica, all’informatica, ai nuovi materiali dell’ingegneria edile.

Si tratta quindi di una scienza interdisciplinare a vasto raggio, che interessa argomenti quali la sicurezza, la riduzione dei costi domestici, l’assunzione di mansioni servizi e controlli finora eseguiti dall’uomo. Quest’ultimo punto assume particolare importanza allorché ci si riferisce ai disabili, ma è in ogni caso importante perché influisce favorevolmente sul “tempo libero” di ciascuno di noi.

La domotica è anche il creare reti comunicative in casa rendendo “intelligenti” oggetti ed elettrodomestici. Gli esempi sono numerosi, e partono da apparecchiature già oggi in uso, per proseguire con quelle che – si ritiene – presto vedremo.

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Nella nostra famiglia

Pubblicato il 18 Novembre 2012 in Accadde... domani | 2 Commenti »

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Stamattina eravamo seduti e mentre aprivo il distributore di biscotti per un caffellatte appena espulso dalla cucina, papà ha detto con espressione tesa:

«Da lunedì prendo una settimana di ferie. Non sopporto più questa storia. Voglio guardarmi intorno». 

«Antonio» gli ho risposto «non ci credo. Lo ripeti da due mesi». Mio padre lavora in una grossa azienda di prospezioni geologiche per ricerche petrolifere. Le sedi sono a Roma, Istanbul e Manila, con laboratori anche in Antartide. Le cose vanno male, il petrolio comincia seriamente a scarseggiare ed estrarlo diventa più difficoltoso, costoso e inoltre più si va giù, peggiore è la qualità. L’ho sempre chiamato Antonio. D’altronde mica è mio padre genetico, è solo il marito di mamma Ingrid.

«Ettore» mi ha detto mamma con tono dolce, «tuo padre sta attraversando il suo momento peggiore». Poi, rivolta ad Antonio: «Inutile agitarsi tanto. Di geologi oggi c’è più bisogno che mai non solo per il petrolio. Tu sei in gamba».

«Uhm» ha fatto lui, cupo. Una volta promise di portarmi a visitare il Polo Sud. Beve in un sorso ciò che resta nella tazza e si alza. «Vado a sprofondare nell’inferno. Buona giornata a tutti».

Mamma mi guarda un tantino contrariata. E’ molto bella. Trentun anni, capelli biondi, occhi celesti penetranti, modo di porgersi sempre dolce e paziente. I suoi genitori sono di origine svedese. Non mi meraviglio che Antonio abbia perso la testa per lei…

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L’arte di essere un cadavere

Pubblicato il 11 Novembre 2012 in Tempo presente | Nessun commento »

.                                                                                                                                                                       Fa molto discutere la mostra itinerante Body World, giunta anche in Italia (dapprima Roma, alle Officine Farneto, ora a Milano alla Fabbrica del Vapore) che esibisce corpi di defunti posizionati in vari atteggiamenti, sottoposti a plastinazione.

Si tratta di una tecnica che sostituisce i liquidi del corpo umano con polimeri di silicone, e può essere considerata una evoluzione tecnologica dell’antica imbalsamazione: il procedimento rende i corpi – o i reperti organici – inodori e rigidi, mentre lascia intatti i colori. Ne è ideatore e proprietario del brevetto l’anatomopatologo tedesco prof. Gunther von Hagens, che da decenni lavora a questi progetti e ha al contempo avuto l’idea di esporre corpi plastinati in atteggiamenti vari, talora quotidiani, o ripresi da celebri dipinti e sculture, o anche in pose atletiche. Altre volte invece i corpi sono sezionati a puro scopo didascalico.

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Le nubi barocche di Marte

Pubblicato il 8 Novembre 2012 in Tempo presente | 3 Commenti »

                                                                                                                                                                Ricordo bene, sulla Terra doveva essere il settembre 2035, su Marte chissà che stagione era e comunque era identica a un settembre…

D’altronde Marte, freddo glabro e spoglio com’è, con quella luce giornaliera tra il rosa e il color cenere, a noi astronauti è sempre apparso un eterno autunno, o un eterno tramonto. Un pianeta silente, immobile, forse inutile. Sì, ricordo bene quel pomeriggio. Tu, Liza, facevi parte della spedizione al Polo Nord e dovevi restare alla Base per altri tre mesi, ma era in arrivo dalla Terra la navetta delle turnazioni e io avevo deciso di ripartire. Non era indispensabile la mia sostituzione, pure mi ero intestardito a tornarmene.

Uscimmo dalla Base, formata da tante stanze semisferiche allineate. Sembravano igloo, collegati da piccole gallerie. Uscimmo per appartarci e salutarci, lasciando dentro Wachowski, Corbett, Nakamura e Delillo.

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