Archive for the ‘Amadeus’ Category

Antonio Vivaldi a “L’Eccezione”

Posted on Marzo 26th, 2012 in Amadeus | 2 Comments »

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Sabato 31 marzo, alle ore 18,30 presso Puglia Teatro - “L’Eccezione”, di Rino Bizzarro, in via Indipendenza 75 (Bari), avrà luogo il terzo e ultimo appuntamento con il ciclo “Musica Divina - Le note dell’anima”, a cura di Vittorio Catani.

 

Dopo i due precedenti “incontri” con George Gershwin e Piotr I. Ciajlovskij, questo è dedicato a un altro “grandissimo”, il compositore sei-settecentesco veneziano Antonio Vivaldi. Autore molto prolifico, ai suoi tempi famoso e stimatissimo in tutta l’Europa, preso quale esempio da Johann Sebastian Bach, il sacerdote Vivaldi – detto “Il Prete Rosso” per la sua capigliatura – dedicò l’intera vita a una torrenziale, variegata produzione musicale, e tuttavia morì dimenticato, a Vienna, sepolto - come Mozart - in una fossa rimasta anonima. Dopo un lungo oblio, fu riscoperto nella prima metà del ’900 acquistando una vastissima popolarità postuma per l’estro, la vitalità e le innovazioni delle sue composizioni.

 

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La pianista Martina Filjak

Posted on Novembre 29th, 2008 in Amadeus | No Comments »

Un successo caloroso per un’artista bravissima

Mercoledì 26 novembre era in cartellone per “Il Coretto”, presso il Kursaal Santalucia di Bari, un recital della giovane pianista croata Marina Filjak (nella foto). Dal dépliant illustrativo apprendiamo che è stata una bimba prodigio, ha debuttato all’età di dodici anni con i notissimi Solisti di Zagabria, nel Concerto per pianoforte e orchestra KV 449 di Mozart; si è esibita in formazioni di tutto rilievo (Amsterdam, Bruxelles, Ljubljana, Mosca, Parigi, Sofia, Vienna, Okido [Giappone], Belgrado e altre città); il suo repertorio comprende autori quali Beethoven, Brahms, Rachmaninov, Grieg, Šostakovič, Bartók, Prokofiev, Kabalevskij. Negli anni, la Filjak ha accumulato riconoscimenti da riempire due colonnine del dépliant, l’ultimo lo scorso anno con la vincita del 1° premio al 58° Concorso pianistico Viotti (Vercelli), dove è risultata prima fra 122 candidati di 26 nazioni. Per la serata erano in programma la Sonata per pianoforte Op. 110, di Beethoven, la bachiana Ciaccona in Re minore BWV 1004 nella rielaborazione di Ferruccio Busoni; Une barque sur l’océan di Maurice Ravel; il Notturno per la mano sinistra, Op. 9 di Scriabin; le brahmsiane Variazioni su un tema di Paganini, Op. 35; infine Triana (da Iberia) di Isaac Albéniz.

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Sergej Koudriakov a Bari

Posted on Novembre 28th, 2008 in Amadeus | 1 Comment »

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Un travolgente virtuosismo…

Di notevole interesse il concerto del giovane pianista russo Sergej Koudriakov, la sera di lunedì 3 novembre presso la Sala Giuseppina del Kursaal Santalucia, Bari, nell’ambito delle programmazioni de “Il Coretto”. Nato a Mosca nel 1978, Koudriakov vanta numerosi riconoscimenti fra cui il primo premio al Concorso Internazionale Géza Anda (Zurigo). Questo artista è soprattutto un notevole, talora stupefacente virtuoso della tastiera.

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Le musiche in programma concedevano in effetti ben poco a un’esecuzione che non fosse tecnicamente impegnata: la Sonata n. 9, Op. 19 di Alexander Scriabin, sei Lieder di Schubert/Lisz (Auf dem Wasser zu singen, Die Forelle, Gretchen, Städchen, Aufenthalt, Erlkönig); i Quattro Impromptus, Op. 90 di Schubert; un pot-purri di arie da Le nozze di Figaro, di Mozart/Liszt/Busoni.

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Aiuto, aiuto, i Globolinks!

Posted on Ottobre 13th, 2008 in Amadeus | No Comments »

“Aiuto, aiuto, i Globolinks!” - Opera lirica di Gian Carlo Menotti (1969), Filarmonica di Stato di Amburgo - ArtHaus Studio Musik - Durata 71 minuti - Prezzo 21,50 euro.

Un Dvd musicale assolutamente insolito, una curiosità più unica che rara questo Aiuto, aiuto, i Globolinks!, che merita attenzione per più d’un motivo. Anzitutto si tratta di un’opera — anzi un’operina — lirica (dura 71 minuti); inoltre è di fantascienza. Ancora: è una messa in scena (in studio) filmata nel 1969, dopo la prima mondiale presso l’Opera di Stato di Amburgo (1968). “Un’opera per ragazzi” recita una didascalia nei titoli di testa “e per chi abbia ancora un cuore giovane”, libretto in tedesco, sottotitoli in italiano.

Vissuto fra Italia e Usa, Menotti (1911 - 2007) è stato uno dei compositori più importanti ed eclettici del ’900 italiano, fra l’altro fondatore nel 1958, nonché direttore, del prestigioso Festival dei Due Mondi (Spoleto), di rinomanza internazionale. Tema dell’opera è l’invasione terrestre da parte dei Globolink, creature misteriose e maligne che al semplice tocco trasformano in Globolink gli esseri umani. Si scoprirà che contro simili esseri malvagi esiste un’unica arma: la musica. E sarà la musica, suonata da ragazzi e adulti, a salvarci: mentre non scamperà alla… “globolinkzazione” il buffo e retrogrado direttore scolastico, nel finale trasformato (e deformato) a sua volta in Globolink!

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Čajkovskijana

Posted on Ottobre 2nd, 2008 in Amadeus | 3 Comments »

PETER ILYTSCH TSCHAIKOWSKY

Sämtliche Werke für Klavier solo - Michael Ponti - 5 CD/Set

 

Ho acquistato di recente un cofanetto distribuito dalla Membran Music Ltd. (www.membran.net, il sito è in tedesco), contenente 5 CD che raccolgono l’opera omnia per solo pianoforte di Pëtr Il’jič Čajkovskij, pianista Michael Ponti. Prezzo, una ventina d’euro. In realtà si tratta della ristampa integrale di sei dischi di vinile, divisi in due volumi, commercializzati a suo tempo dalla Vox Record. “A suo tempo” dovrebbe significare, andando a memoria, la seconda metà degli degli anni ‘70 o giù di lì: posseggo i due volumi, che peraltro difettano accuratamente di qualsiasi elemento possa accertarne la data di produzione. Quanto alle date d’esecuzione dei circa cento brani musicali da parte di Michael Ponti, l’unica certezza è che sono stati registrati prima (magari anche vari anni prima) della loro messa in commercio in blocco unico:-)

Il cofanetto della Membran contiene un utile opuscolo di commento (tedesco/inglese); il testo include numerose foto del compositore. Foto anche rare, che lo ritraggono da giovane o insieme ad altri personaggi. Probabilmente amici, parenti, uomini illustri. Chi sono dunque costoro? Anche qui buio totale: non vi sono didascalie.

Eccettuati alcuni “pezzi”, peraltro rarissimamente eseguiti nei concerti (la Dumka, qualche Studio, brani dal ciclo Le Stagioni, la Sonata Op. 37) o diffusi presso gli studenti di pianoforte (la Canzone triste, l’Album per la gioventù), la produzione pianistica del buon Pëtr Il’jič è praticamente sconosciuta ai più. Ed è un vero peccato. Sia chiaro: non ci sono, nel contesto, opere da far gridare al miracolo. E tuttavia sono “pezzi” per la maggior parte grandemente gradevoli - sovente d’una certa difficoltà - e soprattutto totalmente čajkovskijani. Il che dovrebbe bastare, unitamente al prezzo molto accessibile, per non farsi mancare questa raccolta nella CD-teca. Anche quando il Compositore si ispira apertamente ai grandi Maestri del passato (l’Album per la gioventù Op. 39 reca la dicitura: “nello stile di Schumann”), la sua personalità emerge in modo chiaro. Anzi, proprio questa graziosa raccolta di brevissimi brani resta certamente tra i suoi capolavori pianistici. E a differenza dell’ispiratore, il cui analogo Album non sempre è adatto alle dita dei principianti, questo lo è totalmente. Altri brani notevoli sono la già citata Sonata Op. 37, i dodici componimenti di Le Stagioni Op 37a (che lo stesso Svjatoslav Richter amava eseguire), la Humoresque Op. 10 n.2 (Strawinskij, che venerava Čajkovskij, ne riprese il tema nel suo balletto Petruška) e numerosi altri. Quanto all’esecutore, sappiamo che Michael Ponti, di origine tedesca, è un virtuoso che ha il grosso merito d’aver rispolverato opere ingiustamente dimenticate di numerosi autori, anche noti, del periodo romantico. Il suo pianismo a volte può non convincere: certi tempi, un tantino accelerati, lo portano forse a sacrificare l’espressività, ma siamo sempre ad un esecutore di elevato talento. Più d’una volta si è esibito anche a Bari.

Il cofanetto è decisamente una scoperta per chi poco conosca questo aspetto del musicista russo. Al riguardo, potremmo azzardare un paragone con Jean Sibelius: anche il grande finlandese vanta una produzione pianistica di brani brevi, altrettanto vasta e misconosciuta (eccettuati tre o quattro pezzi, a suo tempo ripescati con grande intuito da Glenn Gould). E anche il Sibelius dei tasti bianchi e neri risulta riconoscibile e decisamente personale.