.

Che Benedetto XVI contesti Darwin, che nel migliore dei casi cerchi di adattarlo (stravolgendolo) alle Sacre Scritture, è anche comprensibile, sebbene operazioni del genere mostrino di solito plateali forzature, se non colpevole ignoranza delle basi su cui la scienza si fonda (a volte però sembra perfino malafede, o forse sbaglio…) Ma che critiche all’autore di L’origine delle specie (1859) vengano da un uomo sedicente “di scienza”, che per di più occupa una primaria carica di Vicepresidente del CNR (Centro Nazionale delle Ricerche), è fatto che davvero supera ogni decenza.

La notizia in verità non è recentissima. Parlo del creazionista Roberto De Mattei, autore del volume Evoluzionismo. Tramonto di un’ipotesi, che assembla gli atti di un seminario dallo stesso De Mattei organizzato nello scorso febbraio. Volume - udite udite - pubblicato con un contributo di 9.800 euro elargiti dal CNR medesimo (il quale, si sa, naviga nell’oro…).

Siamo al delirio totale.

Ma tutto questo va invece più che bene per De Mattei, il quale sostiene vigorosamente che gli scienziati siano ormai una casta intoccabile che non vuole aprirsi alle idee alternative, e neanche prendere in esame “i contributi critici che abbiamo portato nel nostro seminario (…) La verità è che nessuno finora è riuscito a dimostrare le teoria evoluzionistica (…) la quale è invece una vera e propria posizione filosofica, cioé basata su convinzioni generali di fondo e non su evidenze sperimentali”.

Come si può facilmente dedurre, per incominciare troviamo già una montagna di corbellerie. Chiaro che la teoria di Darwin non si può “dimostrare”. Così come molte teorie scientifiche - funzionanti - non si possono ”dimostrare”, a cominciare dal Big Bang. Infatti non avremo mai la possibilità di assistere nuovamente alla nascita dell’universo. Né alla nascita della vita sul nostro pianeta. Non per questo, però, non siamo in grado di comprendere formazione ed evoluzione di stelle e galassie, espansione del cosmo, energie che lo compongono, la sua possibile “morte”, e così via. Per questo motivo il darwinismo - come il Big Bang - è “teoria”: ma teoria - se non dimostrabile direttamente, con un esperimento ripetibile - comunque sempre più suffragata da grandi o piccole conferme, si tratti di ritrovamento di reperti, o di verifiche indirette che avvengono nei laboratori di biologia (basti pensare alla mutazione dei virus): un insieme di eventi che concordano con quanto Darwin asseriva. Chiaro che restano “buchi”, anche grossi; chiaro che ogni tanto si debba dare una sterzata ad alcune convinzioni: è il normale, sano e inevitabile procedere di tutta la scienza. Ma certo non al punto da dover gettare la teoria alle ortiche.

E d’altro canto - inutile girare intorno al problema - finora non esiste nessuna altra teoria alternativa in grado di spiegare quanto spiega invece quella evolutiva.

Ancora il De Mattei: “Non dico che il mondo sia stato creato in sette giorni, credo però che Adamo ed Eva siano personaggi storici e siano i progenitori dell’umanità. Penso che su evoluzionismo e fede religiosa, nel mondo cattolico, ci sia una grande confusione, su cui occorrerebbe discutere…”

Il discorso del Vicedirettore del CNR prosegue, ma preferisco farla finita qui. Sì, davvero nel mondo cattolico c’è una grande, immane confusione. Ne constatiamo i risultati. Ma purtroppo ed evidentemente, ancora maggior confusione esiste in alcuni settori - mi auguro minimali - del mondo scientifico.

Ad ogni modo, e contrariamente alle mie abitudini, stavolta NON mi sento di acquistare né di leggere il tomo del Vicepresidente CNR Roberto De Mattei. So che l’avversario si controbatte con ragionate e puntuali confutazioni, ma a parte il fatto che forse non sarei in grado di farlo - non avendo io una profonda cultura scientifica - semplicemente ora credo che non valga neanche la pena. Forse pecco di presunzione, ma le premesse del Vicepresidente CNR De Mattei sono già, da sole, tarate in partenza. Scoraggiano. Per carità, risparmiatemi l’ennesima rottura di scatole di seguire arzigogolamenti già buttati alle ortiche migliaia di volte. Se - per ogni argomento - dovessimo ricominciare sempre da capo, il mondo si fermerebbe. Sarò interessato ai concetti del Vicepresidente CNR solo se e quando egli vorrà proporre qualcosa di nuovo “in favore” (non a sfavore) di Darwin e dei suoi epigoni; solo se e quando potrà far progredire (non regredire) lo scibile umano.

Se poi qualcuno di coloro che leggerà queste righe avesse preso conoscenza del tomo pubblicato dal predetto Vicepresidente CNR, e volesse benevolmente - in poche righe - accennarmene il contenuto, gliene sarei comunque riconoscente. Se non altro, per lo sforzo che costui avrà dovuto fare a sua volta: mandar giù un calderone di ulteriori corbellerie.

.