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Les Italiens

Luca Masali
Quando i biplani volano in Svizzera

Quando il fenomeno Evangelisti era ancora caldo, arrivò Luca Masali con I biplani di d'Annunzio, stabilendo nuovi record di vendita per Urania. Fu allora che si capì che la fantascienza italiana poteva avere un futuro e che il fenomeno Evangelisti avrebbe potuto non essere irripetibile.
Dopo un secondo romanzo uscito su Urania, ora Masali pubblica una nuova edizione del suo primo romanzo presso un editore svizzero.


Luca Masali

Personalmente ho sempre ammirato i tuoi lavori: quando scrivi fantascienza, bene, scrivi con molta classe. Solitamente i libri di fantascienza sono scritti in modo sciatto, poi, se si tratta di traduzioni, spesse volte c'è da mettersi le mani nei capelli, almeno questa è la mia impressione. Quando ho conosciuto te come artista attraverso le pagine di Urania con La balena del Cielo, mi son detto: "Masali non scrive solo per raccontare una storia... scrive con spirito artistico". Questa mia prima impressione non è stata smentita: La perla alla fine del mondo e I biplani di D'Annunzio sono due capolavori di fantascienza nostrana, romanzi che rimarranno sicuramente nella storia della SF. Todaro Editore di Lugano nella nuova collana Meteore ha riedito quest'anno I biplani di D'Annunzio, un romanzo che, a mio giudizio, è un po' la bibbia della fantascienza italiana: vorresti spiegare ai lettori di Delos l'idea di fondo del romanzo?

Quando ho cominciato a scrivere I biplani, era in corso la guerra che Serbia e Croazia combattevano a distanza sulla testa degli sventurati bosniaci. Erano tempi di massacri etnici, di un marasma di violenza che rendeva impossibile capire chi avesse ragione, chi fosse l'aggressore e chi l'aggredito. E non basterà certo l'istruttoria di Carla Dal Ponte, che ha mandato assolti occidente e croati per addossare ogni nefandezza al peraltro effettivamente nefando Milosevich a far chiarezza su quella guerra vergognosa. Che sembrava l'impossibile rivincita della prima Guerra Mondiale, conflitto orrendo che ci ha lasciato in eredità da un lato il fascismo e dall'altra l'irrisolta questione balcanica. Che difatti ci è tornata sulla testa, mostrando la codardia politica dell'Europa che non ha saputo far nulla per evitarla, ha lasciato mano libera alla Nato per bombardare la gente a Belgrado e poi ci mette la squallida e ipocrita foglia di fico del tribunale dell'Aia. I biplani di d'Annunzio nasce da quel clima cupo, e mette l'accento su una parte poco conosciuta, eppure importantissima, della Grande guerra: la nascita dello stato Jugoslavo.

Matteo Campini, protagonista del romanzo, capitano triestino della RFA: chi è? Ti identifichi un po' nel suo personaggio? E se sì, quanto e perché? E poi, Matteo Campini si rende conto di trovarsi dalla parte sbagliata solo quando il suo biplano viene tirato giù... Cosa significa per te essere (o trovarsi) dalla parte giusta?

Campini è una persona semplice. Cerca di fare onestamente il suo lavoro, crede in quello che gli hanno sempre insegnato e non si pone troppe domande: si sente austriaco solo perché è nato in Austria, combatte perché è il suo lavoro, la disciplina militare e la routine gli tolgono il fastidio di pensare. Si perde nelle piccinerie dei pettegolezzi tra ufficiali, fa quello che gli dicono di fare e non si interessa di politica. E' un soldato mediocre e un uomo mediocre.

Quando il suo aereo viene abbattuto, lo shock gli è salutare. Tocca l'orrore della guerra, vede morire i suoi amici, si rende conto di essere un ingranaggio per quanto privilegiato di una macchina di distruzione. Non ci sta più, qualcosa si incrina in lui. Ma non è in grado di pensare con la sua testa; così si aggrappa a Flavia, che si prende cura di lui e gli fa da mamma. Se ci pensi, la scena dell'abbattimento con cui si apre il romanzo è un parto, il pilota rinasce nell'acqua calda e salata della laguna, è indifeso nelle mani di Flavia. E da bravo bambino ubbidiente, Campini fa quello che gli chiede la figura materna della donna del futuro.

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Autore: Giuseppe Iannozzi - Delos Science Fiction 73 - Data: 20 settembre 2002

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