Sotto spirito
a cura di Francesco Grasso

Lo scrittore della CIA

Nel nostro vasetto sotto spirito, questo mese, troviamo ancora una volta uno scrittore ben lontano (almeno apparentemente) dalla fantascienza: il celebre e invidiatissimo (se non altro per i miliardi sul conto in banca) maestro dei romanzi d'azione e/o spy-stories tecnologiche Tom Clancy.

Classe 1947, laureato in lettere, militare di carriera mancato (la forte miopia gli impedì, da giovane, di arruolarsi e di condurre la vita da soldato che sognava), impiegato per anni in una compagnia di assicurazioni, appassionato sino all'ossessione di tutto ciò che anche lontanamente riguardi strategia, spionaggio e tattica militare, Tom Clancy esplode (giustappunto) in campo letterario nel 1984, col best seller The Hunt for the Red October, romanzo singolare e innovativo sotto molti aspetti, che ci permettiamo indegnamente di parodiare nel seguito del presente articolo.

Sull'onda del primo strepitoso successo editoriale, Clancy si allarga poi in un buon numero di buoni romanzi (usiamo il termine "allarga" a proposito, visto quanto sono corpose le ultime opere, e ovviamente non manchiamo di aggiungere, con la consueta perfidia, che negli States gli scrittori sono pagati a parola).

Tra i suddetti romanzi citiamo Uragano rosso, Il Cardinale del Cremlino, Pericolo Imminente, Debito d'onore, Potere esecutivo, Politika, alcuni dei quali transitati con buoni risultati anche sul grande schermo.

Il buon Clancy è uno scrittore assolutamente particolare, tant'è che per il suo genere di narrativa gli inevitabili critici hanno dovuto coniare apposite definizioni quali "Tecno-thriller" o "romanzo high-tech". Il suo è un modus narrandi che richiede una conoscenza da maniaco di luoghi, apparecchiature, armamenti e sarchiaponi vari, conoscenza che il nostro Clancy sbandierata tra le righe in un tono che non suona saccente, ma terribilmente saccente.

Altra invenzione riuscitissima, il personaggio di Jack Ryan, l'analista della CIA protagonista praticamente in tutti i romanzi del nostro, interpretato al cinema prima da Alec Baldwin e poi (magistralmente) da Harrison Ford. A rendere irrestistibile Ryan è la percezione, chiarissima già dopo poche righe, che egli sia l'eroe-antieroe che Clancy avrebbe sempre voluto essere: cultura mostruosa (a confronto Martin Mystere fa la figura dell'analfabeta), acutissimo, sensibile, pragmatico, disincantato, clamorosamente bravo e piacevolmente sfigato, con un senso etico tutto suo e capace di dare del leccaculo a un generale a quattro stelle nonché di mandare a cagare un presidente nel suo studio ovale. Un mito, Jack Ryan: peccato che, se fosse vero, in America gli avrebbero già sparato.

Attualmente Clancy vive a Baltimora, ove possiede un poligono di tiro personale, una Beretta 92 e un carro armato M60 (riteniamo che non abbia problemi a sbarazzarsi dei Testimoni di Geova alla porta, né abbia mai discussioni sui vicini su chi debba potare la siepe o pulire il cassonetto). Ha più miliardi sul conto corrente lui che avvisi di garanzia Berlusconi, è celebre in mezzo mondo, viene considerato un Padreterno anche dai militari e dagli agenti segreti "veri", e insomma dovrebbe essere ben soddisfatto di sé e in pace col mondo, se non fosse che...

Diciamolo: un problemino, il nostro, ce l'ha: l'ex presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, durante un intervista, anni fa definì Clancy uno "scrittore perfetto". Be', gente, rendersi conto di essere l'autore preferito di Reagan è davvero dura. Povero Tom!

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Autore: Francesco Grasso - Delos Science Fiction 89 - Data: 20 aprile 2004

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