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La problematicità della trasposizione di Dune sta nella sua costruzione narrativa particolarmente complessa. Non solo perché la trama elaborata da Herbert è complicatissima e basata spesso sul non detto, sull’elemento solamente accennato, ma anche perché a livello stilistico l’autore fa ricorso a espedienti come quello di riportare i pensieri dei personaggi sotto forma di monologhi interiori se non addirittura di dialoghi tra parti diverse della propria coscienza, una tecnica che crea problemi nella trasposizione. Nel suo approccio smaccatamente anticonvenzionale, Lynch decise di non inventarsi soluzioni alternative per aggirare questo ostacolo ma di realizzare una — molto discutibile — vocalizzazione dei pensieri dei personaggi che in realtà costituisce forse la maggiore nota stonata del film, in quanto l’effetto di fondo è piuttosto caricaturale e indebolisce la performance recitativa dei protagonisti.
Il cast vede in primis Kyle MacLachlan (che ha recitato tra l'altro ne I Segreti di Twin Peaks e nel film Velluto Blu, tutte produzioni di Lynch) nelle vesti del giovane Paul Atreides, il protagonista. La scelta è abbastanza buona a livello estetico ma nella recitazione MacLachlan si dimostra inizialmente troppo adulto rispetto al Paul Atreides delle pagine iniziali del romanzo, un "semplice" sedicenne di stirpe reale. Tuttavia, in seguito, l'attore riesce a dare a Paul la profondità di questo personaggio: arrogante, autoritario, torturato

Scenograficamente parlando, Dune presenta ambienti poco vari ma ben rappresentati, in particolar modo per gli interni, che riflettono come si deve tutto il senso di ambientazione medioevale che il romanzo originale trasmette. Lynch cura molto i particolari estetici, dalle divise cupe e severe degli Atreides alle parate militari, per dare al tutto un gusto "nazista" che ha prodotto non poche polemiche verso il regista e addirittura verso lo stesso Herbert. Si tratta tuttavia di un effetto voluto, come si può facilmente intuire, ed è inoltre una delle migliori scelte registiche del film, che a livello scenografico riprende alcuni degli esperimenti poi abbandonati realizzati dallo staff di Jodorowsky (in particolare da Hans Ruedi Giger).
2 «Dune è stato pubblicato nel 1965. Se no come faceva a vincere i premi Nebula e Hugo nel 1966? (e relativamente all\'articolo, come faceva nel 1975 Jodorowski a elaborare un progetto per il film?)» Hai ragione, il 1986 è la data di morte di Herbert, probabilmente un errore di editing. Ho corretto io. Dune è stato pubblicato in volume nel 1965, ma era già uscito diviso in due parti (Dune World e The Prophet od Dune) a loro volta divise in puntate su Analog, a partire dal 1963. S*
» postato da S* alle 08:23 del 05-04-2008
3 Da quello che sapevo io era la versione originale del film ad essere di più di tre ore poi ridotta ai canonici 130 minuti per imposizione della distribuzione che giudicava il film troppo lungo per il grosso pubblico. La scarsa comprensibilità del film sarebbe dovuta appunto al abbondante taglio di scene. N.B. Non ho mai avuto modo di vedere la versione completa, qualcuno sa se ne esiste una versione in DVD?
» postato da (Andrea Dona') alle 11:35 del 25-05-2008
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1 Dune è stato pubblicato nel 1965. Se no come faceva a vincere i premi Nebula e Hugo nel 1966? (e relativamente all\'articolo, come faceva nel 1975 Jodorowski a elaborare un progetto per il film?)
» postato da Bruno Codan alle 07:36 del 05-04-2008