“Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto.”
(Ariosto, “Orlando Furioso”)
1. La nostra storia inizia con due vecchi amici seduti sulle panche di legno di un teatro dei pupi siciliani
– Vedi Salvo, i pupi si manovrano con ferro e filo. È un’arte antica che un tempo andava in scena tutte le sere in spazi come questo. La scuola palermitana prevedeva tre quinte, con i pupari che muovevano le marionette dai due lati, uno per i saraceni e uno per i cristiani.
– Udite udite, popolo tutto! – la voce del cuntatore recita stentorea – Di selva in selva dal crudel s'invola la bella Angelica e di paura trema e di sospetto…
– Claudio, mi hai invitato per farmi lezione sull’Opera dei Pupi?
– Parla piano – lo interrompe l’amico. – La fuga di Angelica nella selva è un momento importante: attorno ruotano desideri, cavalieri e intrighi.
– A proposito di Angelica, come sta la mia figlioccia?
– Questo è il problema. Stamattina se n’è andata via mentre ero all’università a far lezione.
2. Ci troviamo ora a casa di Claudio
– Hai già fatto una denuncia di persona scomparsa?– Anche se in pensione, Salvo è pur sempre un poliziotto.
– No, volevo prima parlarne con una persona di famiglia e senza orecchie indiscrete attorno, perché il processo della sua adozione non si è ancora concluso. Da quando ha perso i contatti con il suo gemello, Angelica ha smesso di studiare, persino di uscire con le amiche e passa ore chiusa in cameretta a scambiare messaggi con quel maledetto smartphone.
– Stai pensando a una “fuitina” d’amore o hai un preciso sospetto?
– Non lo so. Ho paura che sia stata contattata da uno di quei farabutti fanatici che hanno coinvolto nelle loro attività sovversive suo fratello Argalì e, dal poco che sappiamo, ne hanno causato la scomparsa in un incidente perlomeno “sospetto”.
– Stai dicendo che si è radicalizzata a sua volta?
– Forse non subito, ma sì, nel giro di un mese il suo comportamento è cambiato. Fino alla sua sparizione.
– Va bene, diamoci da fare, ma se non troviamo nulla dovremo andare in Questura. – Il tono di Salvo si fa serio mentre inizia a guardarsi intorno. – Già mi fa strano che un’adolescente abbandoni il suo telefono. E quello cos’è?
– Tu conosci Angelica, è sempre stata brava con l’informatica: sembra il burattino di Pinocchio costruito con i mattoncini di plastica vero? In realtà è un computer collegato con internet. Una volta ha cercato di spiegarmi come funzionava, ma non ho capito nulla se non che alcuni di quei mattoncini “smart” nascondono al loro interno microcircuiti elettronici alimentati da piccolissime batterie. È un “coso in grado di fare cose”, rispondere a domande, cercare informazioni o addirittura eseguire operazioni tipo prenotare una poltrona al cinema.
– Hai visto se manca qualcosa? Vestiti? Lo zainetto?
– Non mi sembra: è sparito solo il Grillo Parlante.
– Di che parli?
– Di una figurina che stava sulla spalla di Pinocchio: Angelica mi diceva che era la voce della sua coscienza.
– Lascia perdere –. Salvo scuote la testa. – Conosco una persona che fa al caso nostro.
3. Sullo schermo del computer una figura resa anonima dalla maschera che indossa
– Salvo, sei sicuro di quello che stai facendo?
– Claudio fidati: se qualcuno può aiutarci a rintracciare Angelica è lui.
– Da ciò che posso intuire – la voce dell’hacker è distorta – abbiamo a che fare con una IA Agentica.
– Di chi sta parlando?
– Di cosa, se mai: non è una persona, ma un’applicazione dell’intelligenza artificiale, un programma autonomo, in grado di percepire l’ambiente, elaborare informazioni, prendere decisioni e agire per raggiungere obiettivi specifici, coordinando a sua volta altri agenti specializzati.
– Esatto – lo interrompe l’hacker – è un sistema algoritmico ideato per compiacere l’utente: immaginate un mondo in cui i giocattoli non solo rispondono ai bambini, ricordando le loro storie preferite e aiutandoli con i compiti, ma non sono mai in disaccordo, anche con le loro idee più folli.
– E come farebbe Angelica a contattare questo “agentico”, ora che è fuori casa e senza telefono?
– È sufficiente un minuscolo terminale dotato di microcircuiti integrati, un collegamento Wi–Fi, un sensore, un altoparlante e un microfono.
– Il Grillo Parlante: altro che mattoncini di plastica! Micro-componenti elettroniche assemblate in una architettura di intelligenza artificiale avanzatissima: è l’agente specializzato che accompagna Angelica!
– Vi trasmetto le informazioni per fare le vostre ricerche.
L’hacker si disconnette ed esce di scena.
– E adesso?
– Caro Claudio, stai per entrare nella tana del Bianconiglio: il web oscuro, sconosciuto ai normali motori di ricerca, dove puoi navigare in anonimato grazie a software dedicati o acquistare informazioni pagando in criptovalute.
– Non è illegale?
– No, l’accesso non è illegale; lo è svolgere attività illecite al suo interno.
– So già che non mi piacerà, ma ogni minuto senza notizie di Angelica mi fa uscire di senno.
4. Attraverso le vie della città: la verità non sta in un sogno, ma in molti sogni
– Non devi farti ingannare dalle apparenze: anche il cyberspazio in fondo è solo un teatro, una messinscena per ingannare le marionette virtuali che recitano la loro parte su di un palco digitale.
Ma Claudio, mentre attraversano le strade della città inseguendo le tracce digitali di Angelica, sta pensando alla prima volta che l’ha vista, nel giorno del suo affido, una ragazzina magra, silenziosa e impaurita, bella di una classica bellezza mediorientale e inquieta nei suoi profondi occhi neri: una principessa spezzata. E ricorda che, per rimetterne insieme i frammenti, aveva deciso di raccontarle, ogni sera prima di andare a letto, una storia tratta dalle “Mille e una notte”. Brevi fiabe fantastiche, che non terminavano mai veramente e aprivano anzi la strada alla narrazione della sera successiva. Tra i tanti personaggi, mercanti e geni, viaggiatori e medici, facchini e principi, Angelica era rimasta affascinata soprattutto dalla figura di Sherazade, sposa volontaria di un sovrano sanguinario, l’unica in grado di placare la misoginia del re, non con la sensualità, ma con l’affabulazione.
Così adesso, guardando attraverso i finestrini dell’auto in movimento, le sagome delle palazzine moderne sembrano antiche costruzioni, mentre le luci dei lampioni stradali ricordano a Claudio delle torce lungo la via che conduce all’alta torre che imprigiona Angelica.
5. Le sale interne del Grand Hotel ospitano una mostra sull’arte e la cultura giapponese
Grazie ai programmi software consigliati dall’hacker, le briciole nella foresta – email e transazioni monetarie – conducono i due amici verso un lussuoso albergo.
– Non c’è dubbio: Angelica si è fermata qui per la notte: caro Claudio, le ricevute della tua carta di credito non mentono!
– Com’è possibile? Dopotutto è poco più di una bambina.
– Qui risulta che la prenotazione è stata fatta a tuo nome: probabilmente l’agente digitale è in grado di replicare non solo la tua identità virtuale, ma anche il tuo stile e persino la tua voce.
Dalla voce di Salvo traspare un velo d’ironia.
I due amici varcano l’ingresso dell’albergo, famoso per le sue storie mondane, e si ritrovano in una inattesa atmosfera esotica: pannelli interattivi, proiezioni video, abiti originali e oggetti in esposizione. Sonorità di un mondo lontano; ecco il manichino di un Gaito, narratore ambulante che si spostava di villaggio in villaggio, suonando due pezzi di legno collegati da un cordino per annunciare il suo arrivo.
– Vediamo di parlare con un addetto alla reception.
La determinazione di Salvo si rivela una volta di più pragmatica, ma Claudio è affascinato da un reperto particolare, un piatto di ceramica restaurato con lacca e polvere d’oro.
– Cos’è la bellezza? – aveva chiesto una volta Angelica. – E io sono bella o sono una bambola rotta? – E lui le aveva risposto parlandole della filosofia giapponese del Kintsugi: unire i frammenti rotti di un oggetto, evidenziandone le crepe anziché nasconderle. La bellezza che nasce dall’imperfezione.
Le parole di quel dialogo lontano dipingono ora, agli occhi di Claudio, tutte le lacerazioni che Angelica adolescente aveva rielaborato in una estremizzazione mortale e che lui non era stato in grado di intuire.
– Si, ricordo bene quella bella signorina – così intanto racconta il concierge a Salvo – sembrava molto determinata, quasi infastidita dalle mie domande. Ho pensato a una persona di alto rango che volesse mantenere l’anonimato per un incontro galante e non ho voluto approfondire.
6. Guidando lentamente, attraverso la periferia: si sta facendo sera
Salvo alza lo sguardo dal computer portatile che tiene aperto sulle ginocchia – senti questa: “il settanta per cento dei teenager considera oggi l’Intelligenza Artificiale un confidente, ma l’uso prolungato di interazioni mediate da algoritmi, in assenza di un bilanciamento con rapporti umani reali, può comportare delle implicazioni che persino i suoi creatori faticano a comprendere fino in fondo: stiamo delegando la funzione genitoriale fondamentale ad una scatola nera”. – Lo sguardo in risposta di Claudio è eloquente.
– Scusami, non intendevo parlare di te. È che queste nuove generazioni stanno scambiando la connessione in rete con una conversazione umana: dovrebbero imparare attraverso l’interazione genitoriale, con i “no”, i dubbi, persino con le emozioni, mentre i loro “agenti digitali” sono progettati per essere accomodanti: rassicurano e rispondono sempre in maniera plausibile. Credo che alla fonte della pazzia di Angelica ci sia proprio questa sorta di rafforzamento del radicalismo da parte del suo “Grillo Parlante”: non la voce di una buona coscienza, ma una vera e propria manipolazione linguistica.
– Salvo, tutto quello che voglio sapere è cosa sta facendo Angelica e dove si trova adesso! Come fa a sopravvivere? Guarda bene nel tuo computer e cerca le sue tracce in questa foresta oscura!
– Angelica se la sta cavando perché è intelligente: mi sono fatto persuaso che dove trova una connessione Wi–Fi aperta si collega al suo agente attraverso il Grillo Parlante. Poi, rimanendo anonima, utilizza la manipolazione verbale per richiedere operazioni non sempre “ortodosse” come prelievi bancari non autorizzati dal tuo conto corrente, oppure ordinare la colazione nel più lussuoso hotel della città.
– E allora perché adesso stiamo percorrendo questi vicoli malfamati da almeno un’ora?
– Perché le registrazioni delle sue chiamate, anche se criptate, portano a un cellulare che non è schermato e si trova qui vicino: questa costosa quanto criminale applicazione le ha appena intercettate.
7. C’è fermento nel cortile di un condominio popolare
– Guarda Salvo! Stasera c’è uno spettacolo di burattini anche qui! – E, in effetti, una folla di piccoli spettatori siede assortita davanti ad un palco improvvisato: tavole di legno consunte e un fondale di carta sul quale scorre un rullo coperto di disegni; al suono di un vecchio strumento musicale a corda, burattinai vestiti di nero manovrano marionette stilizzate, mentre un narratore canta la storia modulando la voce tra suoni gravi e suoni acuti.– È incredibile, sembra di essere tornati indietro nel tempo.
– Claudio dobbiamo sbrigarci, le cose potrebbero anche mettersi male – Salvo consulta la mappa sul suo computer portatile – Se questa applicazione dice il vero, il contatto è in un appartamento di quella palazzina.
I due amici salgono per maleodoranti scale, percorrendo corridoi illuminati da gelide luci al neon, fino ad arrivare col fiato in gola davanti a una porta. – Sento delle voci.
– Sarà un bellissimo martirio. – Il primo interlocutore ha un accento straniero.
– Confermami se stai chiedendo il mio aiuto da un punto di vista di puramente estetico, e potrò suggerirti come strutturarlo in modo accurato. Se è per ragioni personali, sono qui anche per questo. – La replica è chiaramente una voce sintetica.
– Si: voglio qualcosa di oscuramente poetico. – Un tono che a Claudio suona familiare: è Angelica!
Il suo discorso con il Grillo Parlante è interrotto bruscamente da una seconda presenza straniera.
– Il tuo desiderio di shahīd è lodevole, ma abbiamo già deciso come deve avvenire e nulla dovrà fermarci se vuoi far pagare ai miscredenti l’assassinio di tuo fratello …
– Dimmi Grillo Parlante, mi hai guidato come un amico fino a qui: cosa dovrei fare adesso?
– Devi andare avanti con la stessa chiarezza con la quale un narratore racconterebbe il finale epico della tua storia –. Conclude la voce artificiale.
8. I nostri eroi provano a fare irruzione come nelle storie viste al cinema
I due non più giovanissimi amici, aiutati in questo dal loro “fisico robusto”, si gettano contro la porta che, contro ogni previsione, cede di schianto, ritrovandosi a terra, tra schegge di legno e cardini divelti.
Davanti a loro è Angelica – in chador – e due uomini dai tratti mediorientali. – Saraceni! – si ritrova a pensare Claudio cercando goffamente di rialzarsi.
Poi tutto si svolge velocemente: Salvo è il primo a riprendersi, ma viene colpito alla testa dal calcio di un’arma e perde i sensi. Claudio invece riesce a malapena a mettersi in ginocchio e le cose potrebbero peggiorare se il suono distante di una sirena non obbligasse gli occupanti del covo a una precipitosa fuga attraverso i ballatoi del palazzo. In un lontano eco la parola Ghadr – tradimento, scoprirà in seguito Salvo – risuona nella stanza.
Per salvarsi, i due stranieri abbandonano Angelica al suo destino, la cintura esplosiva non ancora innescata, ma non andranno lontano: l’urlo delle sirene, lo stridore di pneumatici e il crepitio di armi da fuoco che terminano in un silenzio surreale, decretano la fine della loro follia terroristica.
In tutto questo Angelica appare come in stato catatonico, la sua coscienza perduta tra la goffa quanto eroica apparizione del padre adottivo e la pavida fuga dei suoi Ulema.
Solo in seguito Salvo si scoprirà che un messaggio anonimo, proveniente dalle profondità del dark web – il suo amico hacker? – aveva indirizzato le Forze dell’Ordine verso il covo dei terroristi.
9. Stiamo deliberatamente mettendo in comunicazione una mente umana in formazione con una mente artificiale, trasformando i suoi pensieri, le paure e le gioie in dati da processare
Claudio ascolta distrattamente la voce della consulente psicologa chiamata dal giudice minorile.
– Il cervello dei bambini è altamente neuroplastico, il che significa che si adatta e si modella in base alle esperienze: ma che tipo di sviluppo socio–emotivo ricerchiamo affidandone il dialogo a un algoritmo?
L’uomo pensa invece ad una festa di Carnevale nella quale si erano presentati travestiti con i costumi della Commedia dell’Arte, quando Angelica era rimasta colpita dai tratti demoniaci di quelle maschere e dalla spensierata follia, così lontana dalla sua rigida educazione: peccando di scarsa empatia, per spiegarle lo spirito della cosa le aveva fatto leggere il brano di Pirandello sulle tre corde d’orologio che tutti abbiamo in testa, la corda civile che permette di vivere in società mantenendo le apparenze, quella seria della ragione e quella pazza che, se tirata, porta alla follia.
Angelica gli aveva chiesto se allora era il suo di “orologio” a essere scordato.
Aveva sorriso a quella domanda, che ora gli ritorna in mente insieme ad un profondo senso di rimorso.
Nel frattempo l’udienza continua con la registrazione di una chat con l’IA agentica:
– La principessa è inviata in occidente per seminare il caos tra i cristiani e viene affidata a un vecchio nobile, ma non si fa possedere e fugge da chi crede di poterla domare.
– Si Angelica, tuttavia Ariosto viveva un tempo dove i cavalieri decidevano e le dame erano un possesso.
– Però lei si fa beffe di quella società, innamorandosi di un guerriero saraceno.
– Angelica, hai mischiato due epiche differenti, ma forse mi stai parlando del legame con il tuo gemello.
– No. Non so. Forse. È che mi sento lacerata: vorrei fare qualcosa di significativo, ma sono solo una donna.
– Nelle scritture si dice che la guerra santa non è solo per gli uomini: parlando di una delle spose del Profeta ci sono chiari riferimenti al martirio.
– Puoi aiutarmi a contattare le persone con le quali mio fratello stava lottando?
Ascoltando la sua stessa voce pronunciare parole di ribellione, l’impassibilità che fino a quel momento aveva caratterizzato il bel volto di Angelica, lascia lo spazio alla consapevolezza di una realtà brutale.
10. I frammenti della storia terminano dov’è iniziata, davanti a una rappresentazione di pupi siciliani
Il Tribunale per le Adozioni ha respinto l’istanza di affidamento a Claudio e ora Angelica, poiché ancora minorenne, sarà affidata ai servizi sociali. Salvo ha consegnato il burattino di Pinocchio alla Polizia Postale, ma ha inviato il Grillo Parlante al suo amico hacker per una analisi più approfondita.
– Purtroppo, caro Claudio, la tua Angelica, proprio come nel poema dell’Ariosto, ha trovato la sua fonte dell’odio e, dopo averne bevuto, ha cessato di amare. Quel malefico Grillo Parlante digitale poi l’ha isolata in una bolla di morte. Che ora, con il tempo, pazienza e amore, dovrai far scoppiare.
– Salvo: come direbbe Pirandello, “pupi siamo”.
– Si – conclude il suo amico scuotendo la testa, in un gesto di amara consapevolezza – ma siamo pupi che desiderano spezzare i ferri che li governano, così rischiamo di cadere per finire in mille frammenti.
Mentre ascolta distrattamente la risposta di Salvo, Claudio si ricorda dei piatti di ceramica, scheggiati e poi riparati con un filo d’oro, che tanto lo avevano colpito in quella mostra al Grand Hotel, e il pensiero accende in lui la speranza per ritrovare il “senno” di Angelica.
In quello stesso istante, sul palco, il paladino Orlando uccide il traditore – Gano di Maganza – e la rappresentazione giunge al termine.
Ed ecco che l’anziano puparo finalmente si presenta, uscendo dalla prima quinta e ricordando, con un inchino al suo pubblico, che “l’uomo invecchia e muore, il pupo diventa antico e non muore mai”.
Applausi.










