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Già da queste due prime prove sarebbe stato possibile intuire che non era nato un mero autore di fantascienza, ma un autore con una personalità maggiormente profonda, imbevuta di arte, surrealismo in particolare, e del bisogno di una maggiore letterarietà, che considerava la fantascienza più un mezzo espressivo che un puro e semplice fine. Ripetutamente Ballard in varie interviste esplicitò come ritenesse la fantascienza l'unica forma di letteratura possibile nell'età contemporanea ed è chiaro che non di mera evasione stava parlando. Al centro della sua riflessione, perché di riflessione come vedremo più avanti, possiamo parlare, c'è un discorso sull'uomo di tipo psicologico e tutto l'armamentario della fantascienza, da Marte al viaggio nel tempo alla catastrofe, non serve ad altro che a mettere l'uomo di fronte a situazioni che consentano di sbucciarlo dalle sovrastrutture sociali e culturali per ridurlo alla pura psiche. Nel 1962, su influenza probabilmente di altri autori prima di lui, giunse a teorizzare il cosiddetto Inner Space in contrapposizione all'Outer Space che era l'interesse principale della fantascienza: la fantascienza deve quindi, secondo Ballard, rivolgersi all'esame dell'uomo e della sua psiche, è questa la sfida, la conoscibilità non di Saturno ma di ciò che si agita nelle circonvoluzioni del cervello umano. Dopo quanto detto è quasi ovvio notare come Ballard fu uno dei principali autori che si strinsero intorno alla rivista New Worlds durante la direzione di Michael Moorcock. Fu inoltre uno degli esponenti di maggiore spicco, nonché teorizzatore, della cosiddetta New Wave inglese, ma va tenuto presente che la sua attività personale era comunque precedente a questa, in un certo senso quindi Ballard fu socio fondatore della New Wave e travasò in essa molti degli stimoli che lo avevano agitato sino a quel momento.
Si ringrazia Ernesto Vegetti per l'uso del suo catalogo, gli errori sono naturalmente nostri, nelle citazioni bibliografiche si è fatto riferimento sempre all'ultima edizione disponibile, sperando che fosse al tempo stesso la più facilmente reperibile.
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