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Proprio così. Questa sorta di "prima direttiva" enunciata da Krafft Ehricke dovrebbe essere il vero motivo spirituale e ideale per andare nello spazio, in altri pianeti e restarci. Invece di cercare vita (intelligente o no) altrove, esiste un dovere morale per noi uomini e donne di espandere la biosfera terrestre oltre i suoi confini naturali come sono stati finora conosciuti e considerati. Per quanto ne sappiamo, siamo le uniche creature dotate di intelligenza, creatività, capacità di sognare, consapevolezza di esistere e di morire. Perché rischiare di perdere questa unicità, questo patrimonio straordinario che è nelle nostre mani e menti, per esempio per via di una catastrofe naturale, se non peggio? E' dunque tutt'altro che irragionevole pensare che esista un imperativo per esplorare e colonizzare altri mondi, a partire dal nostro Sistema Solare. L'uomo ha pieno diritto di cittadinanza nel cosmo. Secondo le più recenti teorie la vita sulla terra potrebbe essere stata portata da comete e meteoriti che impattando la superficie terrestre hanno lasciato sul terreno di una giovane Terra nel corso dei millenni i mattoni fondamentali e costituenti del fenomeno straordinario della vita come è conosciuta oggi. E' arrivato il tempo di tornare alle nostre vere origini e cercare nelle immensità da dove forse tutto è cominciato.

Di certo l'entusiasmo è sempre grande negli States per qualsiasi evento riconducibile all'esplorazione dello spazio, di altri pianeti e alla creazione di una nuova frontiera. Come è certo anche che negli Stati Uniti esistano le capacità e le dimensioni per creare di nuovo un programma spaziale che permetta di tornare sulla Luna e poi progettare il primo sbarco su Marte. Il programma spaziale Americano ha raggiunto straordinari livelli di popolarità negli anni '60 proprio perché tutti, ma proprio tutti, potevano immedesimarsi col proprio astronauta preferito. Il problema forse è trovare un altro Presidente come Kennedy, con lo stesso coraggio e la stessa impudenza, sostenuto dal Congresso e soprattutto dal pubblico. In quest'ottica il nostro progetto di prototipo di tuta, appositamente e specificamente progettato e costruito per me, è stata una mossa certamente azzeccata.
Senza dubbio, amerei far parte di una spedizione del genere. Riguardo la lunga permanenza nello spazio personalmente auspicherei l'uso di gravità artificiale per ridurre gli effetti negativi di una permanenza di sei mesi a gravità zero. Esistono le capacità ingegneristiche per costruire grandi strutture che, una volta messe in rotazione, possono fornire la gravità artificiale di cui abbiamo bisogno per non risentire di tutti gli spiacevoli effetti dovuti all'assenza di peso. Il maggiore problema per una missione su Marte infatti non è la durata, né la mancanza di tecnologie. Il timore maggiore riguarda proprio gli effetti dell'assenza di peso come osteoporosi, perdita di tono muscolare, sbalzi di pressione sanguigna e altro ancora. C'è chi vorrebbe contrastare questi effetti negativi con l'uso di medicine, ma non sono d'accordo. Sarebbe molto meglio costruire una grande struttura rotante capace di ricreare con la forza centrifuga un certo livello di gravità, anche se non sappiamo ancora bene qual è il livello minimo di gravità di cui abbiamo bisogno per non ammalarci. Insomma, datemi un buon sistema di gravità artificiale, tipo quello della stazione spaziale rotante di 2001: Odissea nello spazio, e sarei di sicuro tra i primi volontari per un viaggio su Marte!

Sì, sono un grande fan di Star Trek. Sono convinto che parecchi dei migliori episodi potrebbero essere usati in classi di filosofia, storia, educazione civica e scienze sin dalle scuole medie. Il messaggio umanistico nel più vero senso della parola di fiducia nelle quasi illimitate potenzialità del nostro intelletto e in un futuro migliore fatto di cooperazione, studio, fratellanza e conoscenza è qualcosa che dovrebbe ricevere ben maggiore attenzione da parte di molti. Le mie serie preferite rimangono l'originale e The Next Generation, mentre Deep Space Nine, Voyager e il recente Enterprise hanno fatto troppe concessioni a temi e personaggi che non rientrano nella migliore ricetta di Star Trek: viaggiare nel cosmo per scoprire e capire chi siamo come esseri umani, guidati da ragione e sentimento. Questi sono gli apporti che la migliore fantascienza può dare alla nostra vita quotidiana, ai nostri sogni e a quello che sarà il nostro posto nel futuro.
2 se bush quei soldi li spendesse, ad es, per medicinali generici per il terzo mondo, invece di sostenere le industrie che fanno causa alle aziende che, legalmente li producono in loco, ecc ecc ecc... ecco, questa sarebbe davvero FANTASCIENZA (scusate)
» postato da tzenobite alle 20:07 del 26-09-2006
3 «Ecco perché la nostra tuta è diversa da quelle che vediamo usare dagli astronauti in orbita nello Space Shuttle e nella Stazione Spazione Internazionale »
Stazione Spazione Internazionale? ![]()
» postato da Sim Dawdler alle 14:42 del 16-11-2006
4 Spezzo una lancia in favore di Sau. Difende Bush solo per quello che riguarda la sua politica nei riguardi della NASA. Non mi sembra di leggere da nessuna parte una difesa della sua politica estera. Mi viene da pensare che l'antipatia per il personaggio vi impedisca di valutare obbiettivamente quel (poco?) di buono che ha fatto.
» postato da Capt. Crik alle 15:06 del 16-11-2006
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1 George Bush ha fatto un ottimo lavoro? Mah... se quei soldi che spende per guerre personali e per "esportare democrazia" li usasse in altri progetti, per esempio l'esplorazione spaziale... allora sì che farebbe un buon lavoro. E speriamo che il governo americano non "esporti democrazia" anche sugli altri pianeti, quando sarà... D'accordo su tutto il resto, ma su Bush proprio no. Saluti
» postato da Zio Zofu alle 18:12 del 26-09-2006