Star Trek ha quarant'annni. E con questo? Che cosa ha a che spartire una serie televisiva di fantascienza con la letteratura, sia pure di fantascienza? Tutti sanno che letteratura e televisione, ognuna acquattata nella propria buca, si controllano attentamente da dietro i mirini dei loro fucili! Al massimo, quando proprio dice bene, sono due universi paralleli che occupano lo stesso spazio ma in una dimensione differente. Quindi perché affrontare il discorso letteratura unito all'anniversario di Star Trek? Cos'altro è se non una provocazione?

E invece no. L'argomento c'entra e molto, c'entra perché Gene Roddenberry con fine intuito, volendo produrre una serie di solida fantascienza che si staccasse da prodotti come Lost in Space, chiamò intorno a sé alcuni dei più importanti autori di fantascienza del periodo, e stiamo parlando di nomi del calibro di Robert Bloch, Richard Matheson, Theodore Sturgeon, Harlan Ellison, e scusate se è poco. Gente che non aveva alcuna remora a considerare la fantascienza televisiva parte integrante della fantascienza in senso lato, un luogo in cui si poteva operare senza tema di sporcarsi le mani. Soprattutto gente, al contrario di quanto si sarebbe potuto immaginare, che non era specializzata nella Space

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