Dobbiamo rassegnarci: è abbastanza improbabile che vedremo uomini camminare su Marte in un futuro prossimo.
Sono accadute due cose recentemente che hanno scoraggiato chi si era appassionato a questi progetti.
Mars Sample Return
La prima è l'abbandono ormai definitivo del programma NASA's Mars Sample Return, che prevedeva il recupero dei campioni raccolti dal rover Perseverance (trentatré tubi fino a oggi) per portarli sulla Terra per analisi più sofisticate di quelle eseguibili in loco. L'idea prevedeva l'invio su Marte di un dispositivo in grado di prelevare i campioni e ripartire, tornando poi sulla Terra. Il costo non era uno scherzo, originariamente undici miliardi di dollari, poi scesi intorno ai sette. Il congresso americano non solo non ha approvato lo stanziamento, ma ha deciso esplicitamente di abbandonare il programma.
In realtà, la Cina sta lavorando a un progetto simile, che sembra ancora in piedi.
Spaceship
Nel 2016 aveva annunciato che avrebbe portato l'uomo su Marte entro il 2024, dove avrebbe fondato una città e una colonia stabile. La città sarebbe stata costruita a partire dal 2022 con missioni senza uomini a bordo.
Stiamo parlando di Elon Musk, il fondatore di SpaceX. Ancora nel 2025 sosteneva che la prima missione su Marte sarebbe partita entro pochi anni.
Ora è tutto cambiato: nei giorni scorsi sul suo social X Musk ha annunciato che la sua azienda ha definitivamente spostato il suo interesse da Marte alla Luna, dove intende costruire una città capace di auto-sostenersi entro dieci anni. Musk ha fatto notare che i viaggi verso Marte sono possibili solo ogni 26 mesi, quando l'orbita di Marte lo porta più vicino alla Terra; al contrario, la Luna è sempre allo stesso posto e ci si arriva molto più rapidamente. Tutte cose, in effetti, che erano ben note anche nel 2016.
Uno dei motivi di questa decisione può essere l'imminenza della quotazione in borsa di SpaceX, recentemente fusa con xAI, l'azienda che sviluppa la AI Grok. L'abbandono di un progetto dai costi potenzialmente enormi e dalle prospettive di remunerazione abbastanza dubbie favorisce le quotazioni dell'azienda, che, ricordiamo, oltre ai voli spaziali offre il solido servizio StarLink.
Tra poco più di un mese arriverà la quarta stagione di For All Mankind, serie ucronica nella quale la corsa allo spazio è andata avanti dopo la conquista della Luna. Una linea alternativa che, a quanto pare, si allontana sempre di più.







3 commenti
Aggiungi un commentodetta così, sembra che Musk abbia abbandonato definitivamente l'idea di arrivare su Marte. E invece, nello stesso messaggio dell'annuncio, ha scritto:
un po' diverso dai toni catastrofistici usati.
E ricordo bene che poco più di un anno fa, S*, commentavate così il fallimento di un test:
Insomma, oggi dovreste essere contenti, no? O preferireste che "una delle persone più negative del pianeta", con "tante colpe" ci portasse su Marte in tempi brevi?
Purtroppo la situazione è quella che è. L'astronautica è sostanzialmente ferma a 60 anni fa, con immensi serbatoi di carburante che portano su minuscole astronavi, con le (strette) finestre di lancio e con i rientri in caduta libera e gli scudi termici a salvare la pelle degli astronauti. E se uno solo di questi elementi ha un piccolo difetto, tutti morti - altro che astronavi tipo la Firefly, che oggi avremmo potuto costruire se nei decenni scorsi avessimo investito cifre importanti. Il problema sta nel fatto che i progressi sono veloci solo se c'è convenienza economica - dopo il viaggio di Colombo le traversate transoceaniche si sono moltiplicate in pochissimi anni, con tutti che se fregavano dei rischi, mentre prima neanche ci provavano. Perché? Perché le nuove terre si potevano sfruttare commercialmente. Luna e Marte no, non ancora (costi troppo alti, il gioco non vale la candela) e quindi siamo ancora qui a illuderci, 57 anni dopo la Luna, che "domani" si vada su Marte (non ci si andrà mai, non finché non arriverà la convenienza commerciale). E la stessa Luna: ci si è arrivati solo perché in quel momento c'era una gara fra USA e URSS a chi ce l'aveva più lungo. Risolta la questione, a nessuno gliene è più fregato nulla, della Luna, e poco gliene frega ora.
Morale della favola: non mi stupisco. Scordiamoci Marte, e neanche è detto si torni sulla Luna. E scordiamoci anche le città lunari di cui vaneggia Musk.
per fortuna che c'è almeno UN uomo - Elon Musk - che invece di fare questi ragionamenti sterili e disfattisti punta alle stelle. E ci arriva pure, visti i risultati ottenuti dalle sue compagnie.
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