- Vediamo... - ripeté l'ammiraglio - In questa missione suicida andrà... - fece lievitare la tensione - Tozzi-Fan!

Si udì un tonfo. Le compatte file dell'equipaggio si aprirono, rivelando il corpo privo di sensi del pilota che aveva cercato di nascondersi.

- Caricate uno Zero di esplosivo e mettetelo ai comandi. - ordinò Nagumo.

- In fretta! - aggiunse Kelso - Non vedo l'ora di rompere il culo a ET.

- Com'è umano lei... - balbettò flebilmente il pilota nipponese semisvenuto.

Il signore di flotta Atvar era indeciso se stracciare i rapporti e ingoiarli o fare lo stesso con i membri del Consiglio di Flotta. Scorse ancora una volta la terrificante lista di cattive notizie.

- Attacchi suicidi contro le nostre truppe in California... Furti e assenteismo nelle fabbriche a Napoli... Produzione sabotata... Il governatore militare Tomasll ricoverato per esaurimento nervoso... Nel quadrante sud pacifico un equipaggio di blindato deferito alla corte disciplinare perché... - la voce di Atvar si spezzò - ...ha dipinto di rosa il veicolo assegnatogli!!!!

- Per il sacro uovo dell'Imperatore! - ruggì - Siete degli incompetenti totali! Io vi scaravento tutti fuori dallo scafo!

Atvar tacque aspettandosi, se non qualche scusa accettabile, almeno implorazioni di perdono. Ma non ci fu alcuna reazione: i suoi sottoposti mostravano tutti un'aria straordinariamente rilassata e soddisfatta.

- Branco di idioti! - sbraitò - Non avete neanche il coraggio di giustificarvi! Ma io vi strappo la lingua dal becco, io vi...

- Eccellentissimo signore di flotta, ti vedo troppo agitato. - interloquì serenamente Kirel - Assaggia anche tu un po' di questa squisitezza: vedrai come ti calmerà.

Atvar roteò gli occhi, scandalizzato. - Tu, Kirel! Sei... sei un lecca-zenzero?

- No, cazzutissimo signore di flotta, non è zenzero. Un maschio di nome Pshing, che abbiamo appena liberato da un campo di prigionia dei Deutsche, ne ha portato a bordo una cassa. Provala...

Meditando quale spaventosa punizione infliggere ai membri del Consiglio, Atvar prese bruscamente in mano il vasetto di vetro. I caratteri toseviti stampati sull'etichetta recitavano "Nutella". Il signore di flotta annusò la sostanza, poi vi immerse il becco.

- Per... per l'imperatore! - ansimò, quando finalmente riuscì a riacquistare il controllo di sé. Guardò il vasetto, e all'improvviso si sentì perduto: era vuoto.

- Dammene ancora, Kirel, presto!

- Com'era quella storia di sbatterci fuori dallo scafo, flatulentissimo signore di flotta? - replicò sornione l'altro.

- Non dire stronzate e dammi un altro vasetto! - chiocciò Atvar, con la bava alla bocca.

Sospirando, Kirel distribuì un barattolo di Nutella a ogni membro del Consiglio, riservando l'ultimo per Atvar, che vi affondò di nuovo il becco con frenesia.

- E la guerra, petulantissimo signore di flotta? - disse ancora Kirel.

- Non rompere le palle! - tagliò corto Atvar, con macchie di Nutella a sporcargli le pitture corporali - Ci penseremo nel prossimo romanzo.

L'intero Consiglio di Flotta assentì vigorosamente. E con questo la seduta fu chiusa.

FINE