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L'ho visto anch'io; è che faccio fatica a creare personaggi negativi a tutti gli effetti, ma adesso che mi ci fai pensare sì, ho effettivamente inventato due individui, magari non cattivissimi, però di un'antipatia irritante. Non li ho precipitati da un aereo a diecimila piedi, mi sono limitato a sbertucciarli selvaggiamente. Chissà chi erano, nella realtà.
E' una semplice enumerazione, non una graduatoria, anche perché sono piuttosto incostante, e alterno momentanee crisi di interesse a frequenti ritorni di fiamma. Vedi, io adoro la storia, fin da quando, bambino, leggevo Conoscere — la ricordi? Ma forse sei troppo giovane...
...con quei meravigliosi disegni; fra medie e liceo ho quasi imparato a memoria la Storia d'Italia di Montanelli; comunque ora leggo di tutto, da Toynbee e Le Goff ai volumetti della Osprey sulle grandi battaglie e sui bottoni dei fanti inglesi; quanto alla religione, credo sia un aspetto fondamentale dell'uomo, e aggiungo che per vent'anni sono stato catechista: non a caso, in tutti gli episodi dei Sentieri di Ucronia la diversità religiosa, come contrapposizione, confronto o pacifica convivenza, gioca un ruolo determinante: del resto, se esistessero veramente gli universi paralleli, penso che statisticamente sarebbe molto probabile incontrare mondi dove la religione è importante.
La linguistica poi ho imparato ad amarla all'Università, grazie anche ad alcune straordinarie figure di studiosi, che ho avuto la fortuna di avere come insegnanti; più che apprendere le lingue, mi piace piluccare tra i diversi idiomi dell'umanità; di qui il vezzo di introdurre nella mia narrativa brevi battute in "lingua originale", di creare termini nuovi, addirittura lingue inesistenti; alt, ti prevengo: il klingoniano non lo parlo ancora, anche se, magari applicandomi...
Mi sono chiesto in uno degli episodi dei Sentieri di Ucronia come sarebbe il linguaggio della modernità, se la scienza e la cultura si fossero sviluppate sulla base dell'italiano e del portoghese, anziché dell'inglese. Ancora: nei miei universi paralleli, devo spesso cambiare i nomi dei luoghi, e anche qui la linguistica mi aiuta. La storia e la letteratura, naturalmente mi hanno dato una quantità incredibile di spunti che, rielaborati e adattati, hanno trovato un'utilizzazione nei romanzi. Non si tratta di plagi, ma di idee per sviluppi autonomi. I piccoli plagi storici e letterari mi piace invece introdurli per strizzare l'occhio al lettore e dargli il sottile piacere di riconoscerli, magari dietro un più o meno abile gioco di parole, un nome, una frase.
Già. Ho iniziato lavorando con i bambini e i ragazzi della Parrocchia: era un modellismo povero e poco sofisticato; poi ho preso la passione della pittura dei soldatini. Il fatto è che di natura sono pasticcione e impaziente, ed un lavoro di pazienza mi aiuta a correggere questa tendenza. A meno che non si tratti di una forma di quella che gli psicologi chiamano "elaborazione della perdita", nel senso che ho lasciato i giochi forse prima di quanto avrei dovuto, ed in effetti, mi capita, nei mercatini, di acquistare qualche vecchio soldatino azzoppato o mutilato; vai a sapere.
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