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Dal mito alla fantasy tra metallo bianco e silicio
La leggenda e il mito sono le radici dalle quali si è nutrita per secoli la letteratura fantastica moderna. La mitologia celtica e quella nordica hanno certamente contribuito più di quella greca o latina all'ispirazione di moderne saghe fantasy ma oggi, volendo andare a scorrere nuovamente versi e pagine dimenticate dal tempo ci si accorge che il Mito continua a conservare quel fascino che forse anche i migliori romanzi di fantasia eroica non riescono a trasmettere.
Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione in tutto o in parte del testo e delle fotografie senza la previa autorizzazione della direzione di Delos Science Fiction e degli aventi diritto.E non è un caso che questo revival dedicato alla mitologia abbia visto di recente per protagonista una delle saghe nordiche di maggiore spessore contenutistico e culturale attraverso media assai diversi tra loro ma, per l'universo giovanile, ugualmente efficaci. La leggenda dei Nibelunghi, nata sulle sponde del Reno tra il V e il VI secolo, venne diffusa oralmente in tutta la Scandinavia e si concretizzò nella raccolta epica dell'Edda di Snorri. Tra i personaggi più significativi di questa epopea violenta e sanguinaria ma al contempo romantica e struggente è sicuramente Sigfrido, uccisore di draghi e possessore del tesoro dei Nibelunghi.
Non mi starò a dilungare sulle caratteristiche tecniche di Ring o sulla sua giocabilità. Vi basti sapere che una sola occhiata al risultato grafico del lavoro di Druillet nel sottofondo delle musiche wagneriane vale la spesa per questo mastodontico progetto virtuale in ben 6 cd ottimizzato per le caratteristiche di un Pentium di ultima generazione. Non si tratta di una novità da scaffale e, anzì, al momento dell'uscita Ring è stato ingiustamente ignorato. Ma si tratta di una creazione da non lasciarsi sfuggire.
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