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L’ultimo assassino

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CONDUTTORE: Ehm… ci sono novità dalla caccia?VOCE DELL’INVIATO: Nessuna.  Posti di blocco ovunque. Ma nessuna traccia. Il nostro cameraman... CONDUTTORE: Scusa non ti sento bene…Il conduttore fa cenno agli assistenti di studio, di sfumare l’audio, mimando il gesto di tagliarsi la gola. Meglio lasciare in sospeso i telespettatori sulla sorte del cameraman. Alza l’audience.CONDUTTORE: Dicevamo…

SOUBRETTE: Che cosa è “sbagliato”?

PSICOLOGO (dottrinale): Sbagliato è violare la legge. Sbagliato è uccidere.

SOUBRETTE: Oh... E come agite per impedire agli individui di sbagliare?

VOCE DELL’INVIATO:  Lo hanno trovato! Immagini esclusive dal posto di blocco. L’auto dell’inseguito ha cercato di forzarlo. Veloce inverte la marcia;  ma tutte le auto della polizia sono all’inseguimento. In esclusiva per voi dalla nostra postazione sull’elicottero tutti i particolari.

Il conduttore si ricorda dei suoi doveri.

 

(Spot)

 

La caccia all'ultimo assassino riprende dopo la pubblicità.

 

Il conduttore ricorda ai telespettatori l’accaduto. Sangue e violenza sulla scia dell’ultimo assassino.

CONDUTTORE: Dicevamo… C’era una bella domanda.

PSICOLOGO (gongolante, proteso verso la soubrette): All’inizio il problema c’era. Ma l’abbiamo brillantemente risolto. Prima gli istinti sbagliati erano rimossi dopo l’errore. Ma questo aveva un costo sociale non indifferente. Poi si è  cominciato a  operare alla nascita. La teoria alla base è che il libero arbitrio non è necessario. Le leggi sono scritte ed è inutile aspettare che qualcuno le infranga. Se di qualcosa non riusciamo a concepire l’esistenza, non ne sentiamo la mancanza.

CONDUTTORE (incalzante): Ma col nostro assassino questa pratica terapeutica non ha funzionato.

PSICOLOGO:  Niente è mai semplice. Alcuni individui, pochi per fortuna, erano resistenti al trattamento, anche a quello di base, operato alla nascita. Li abbiamo dovuti isolare, poverini, per il loro stesso bene. Per impedirgli di sbagliare.

SOUBRETTE: Ma, forse, potevano decidere per conto loro di non sbagliare, no?

PSICOLOGO (con aria di sufficienza): Mia cara. Se una cosa può andare male, ci andrà. Come disse il grande Murphy. La società non può tollerare questo rischio. Infatti la ricerca è andata avanti. La nuova cura si è rivelata efficace nella totalità dei casi. Tant’è che per sicurezza siamo stati tutti sottoposti a questa cura, che non è in contrasto con l’operazione alla nascita. E’ bastato diffonderla nell’aria. Purtroppo il nostro individuo doveva avere una unica e inconcepibile anomalia genetica, che lo ha reso immune anche al trattamento definitivo. S’immagini, lui è fuggito dalle amorevoli cure della società. Si è rivoltato contro coloro che, per il suo bene, lo curavano sin dall’infanzia. E, come volevasi dimostrare, ha ucciso e brutalmente i suoi custodi. Il primo delitto dopo anni di pace. Uccise coloro che vegliavano sul suo bene, tenendolo separato da un mondo di persone vaccinate dal male. Quanto bene ha fatto all’umanità la rimozione del libero arbitrio! Il nostro illuminato premier, capì, per esempio, che per impedire alle persone di sbagliare nel voto, attribuendo voti a sterili opposizioni, era giusto rimuovere quest’insano impulso.

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Autore: Emanuele Manco - Delos Science Fiction 108 - Data: 7 settembre 2008

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Commenti

1 Questa purtroppo non è fantascienza!

» postato da (Simone Pierini) alle 19:00 del 07-09-2008

2 A me sembra SF con anticipazione di una situazione oggi non esistente, ma verosimile. Piuttosto, per ottenere lo stesso effetto sociale della soppressione del libero arbitrio, non ci sono metodi meno radicali? Come il condizionare l'opinione pubblica tramite i media? E se accadesse (spunto SF) che un solo potente politico potesse controllare la maggior parte dei media in un paese (vedi Orwell, 1984) che fine farebbe il libero arbitrio, che è alla base dell'ordinamento democratico moderno? Riflettiamo, amici, riflettiamo.. Anche la fattoria degli animali (sempre Orwell) è pronta per chi dissente.

» postato da (Claudio Di Silvestro) alle 00:42 del 24-10-2008

3 E bravo Emanuele! Mi piace il tuo stile incisivo e asciutto. Ottima gestione dei dialoghi. Efficace l'espediente/personaggio della soubrette. E il finale era l'unico possibile. Complimenti!

» postato da Irene Vanni alle 11:44 del 10-11-2008

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