Super Mario Galaxy – Il film segna un’espansione ambiziosa dell’universo Nintendo sul grande schermo, passando dal Regno dei Funghi a un’odissea intergalattica che mescola action, umorismo e introspezione familiare. Nato dal successo planetario del primo capitolo del 2023 (1,3 miliardi di dollari), questo sequel diretto da Aaron Horvath e Michael Jelenic punta a un salto di scala visivo e tematico, ma non sempre con la stessa immediatezza e profondità narrativa.
La trama ruota attorno a , che trascina Mario, Luigi e un cast ampliato di personaggi intraprenderanno una missione nello spazio, con Peach che è accorsa in soccorso di una persona legata al suo passato. Tra tra planetoidi e alleanze inaspettate, quella che prevale è l’ambientazione galattica, direttamente ispirata al videogioco del 2007, motore dell'azione: gravità mutevole e fonte di set paradossali come un casinò stellare, nebulose calde e luminose, un cosmo “invitante” anziché ostile.
La fantascienza si fa pop, piegando lo spazio a una logica giocosa che privilegia lo stupore visivo sulla verosimiglianza.
Il ritmo narrativo per fortuna non soffre di questa grandiosità: l’espansione concettuale non di diluisce l'azione, che è frenetica. Le sequenze d’azione, visivamente spettacolari, non sono prive di tensione, anche se l'esito è tutto sommato previsto e prevedibile, a differenza dell'interattività del videogioco, in cui tutto è determinato dalla bravura, dai riflessi e dalla memoria del giocatore.
Chi ha la passione del gioco però avverte quasi la mancanza del joypad, per poter aiutare i protagonisti.
Se c'è un tema da considerare prevalente è quello della famiglia, declinata nel consolidamento del legame fraterno tra Mario e Luigi, nel desiderio di riscatto di Bowser Jr, che vuole dimostrarsi degno del padre, nel legame che unisce la principessa Rosalinda con i Luma. Il dramma familiare si mescola alla space opera, con echi di crescita personale: Peach indaga le sue origini; Bowser Sr. inizia un goffo percorso di redenzione, nel tentativo di ristabilire un legame con se stesso e forse, con il figlio trascurato; Luigi emerge come fratello pacato rispetto all'intraprendenza di Mario, a cui è sempre leale. È il cuore emotivo, indirizzato alla famiglia, del film. Ma il messaggio appare a tratti didascalico, quasi un manuale dei valori aziendali Nintendo.
Nella sintesi della sceneggiatura, a perdere sono i personaggi comprimari, che pur se hanno una minima evoluzione, restano però in parte ancorati a stereotipi videoludici, senza spazi di evoluzione narrativa.
Sul fronte visivo, la Illumination ormai dimostra tutta la sua maturità: pianeti sferici e campi stellari catturano l’essenza ludica del mondo di Super Mario Galaxy, trasformando lo spazio in un parco giochi tridimensionale. La colonna sonora di Brian Tyler fonde i temi Nintendo con orchestrazioni epiche, creando un ponte nostalgico-innovativo che eleva ogni sequenza.
Super Mario Galaxy – Il film vince come celebrazione videoludica e avventura di e per famiglie, ma inciampa nel bilanciare epica fantascientifica e cuore. Per i genitori, fan di una fantascienza più strutturata, potrebbe sembrare troppo leggero.
Da segnalare, nella versione italiana, l'ottimo lavoro di doppiaggio di Claudio Santamaria, che non copre con la sua voce il personaggio di Mario, bensì si adatta ai suoi registri con efficacia, privilegiando la qualità del risultato alla immediata riconoscibilità. Un'eccezione in un panorama di doppiatori tante volte troppo coprenti.
Per gli amanti della space opera pop, è un trionfo colorato e affettuoso. In ogni caso è un film da vedere per chi cerca fantascienza che scalda il cuore anziché gelarlo, che ti faccia uscire dal cinema con un sorriso.













