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Avatar

Il futuro del cinema è sul pianeta Pandora

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Il soggetto originario fu scritto da James Cameron già nel 1994, per un totale di ben 114 pagine. Già all'epoca era previsto l'uso delle più avanzate tecnologie di computer-grafica per mettere su schermo quell'avveniristico progetto, etichettato “Project 880”. Ma i costi previsti, eccessivi per i tempi, e soprattutto l'ancora pionieristica CGI incapace di dare forma concreta ai sogni di Cameron, costrinsero il regista a mettere da parte temporaneamente il progetto. Sarà solo con Il Signore degli Anelli che Cameron deciderà che i tempi sono maturi: le straordinarie performance del motion-capture utilizzate dalla Weta di Peter Jackson nella realizzazione del personaggio di Gollum saranno alla base dell'imponente lavoro di Cameron e dei suoi maghi degli effetti speciali (non a caso proprio quelli della Weta) nel garantire una completa fusione tra attori reali e attori creati al computer, con un rapporto stimato 40 a 60%. Nel casting figurano diversi attori 'in carne e ossa', in parte già conosciuti dal regista in parte nuovi: Sigourney Weaver, l'eroina della saga di “Alien”, è la mentore di Jake Sully, il protagonista del film, impersonato da Sam Worthington, già visto in Terminator Salvation; Stephen Lang, che interpreta uno dei villain, il colonnello Quaritch, fu scartato per una parte in Aliens e ripescato da Cameron appositamente per questo film. Tra i volti emergenti quello di Zoe Saldana, l'eroina di Avatar, quasi irriconoscibile nei suoi panni di aliena, ma già vista nello Star Trek di J.J. Abrams dove interpretava Uhura, e l'attrice Michelle Rodriguez che sempre Abrams ha lanciato nei panni di Ana Lucia nella serie-cult Lost. Numerosi volti nuovi sono stati invece appositamente scelti dal casting tra quasi perfetti sconosciuti con il preciso incarico di abbattere i costi degli attori: i 300 milioni di dollari (cifra approssimativa) spesi per Avatar sarebbero infatti aumentati se Cameron avesse voluto dalla sua nuovamente un Leonardo Di Caprio o una Kate Winslet, mentre l'immenso budget — il più grosso della storia del cinema — è stato assorbito inevitabilmente dal settore effetti speciali per quasi la sua interezza.La più innovativa delle tecnologie introdotte dal regista nella realizzazione di Avatar consiste probabilmente nella decisione di girare il film con una speciale macchina da presa digitale Fusion capace di ricreare, già nell'atto delle riprese sul set reale, l'ambientazione finale in cui lo spettatore sarebbe stato immerso nella visione della pellicola definitiva: l'irruzione della pura immaginazione nella realtà. Analogamente il motion-capture è diventato in tempo reale: gli attori chiamati a impersonare i Na'vi, gli alieni di Pandora, portano caschi capaci di catturare ogni minima espressione facciale per riportarla sulla versione finale del loro personaggio, ricreato in computer grafica. Ma anziché effettuare un lungo lavoro di post-produzione nel trasporre l'attore in carne e ossa nella sua versione artificiale, l'intero procedimento avviene in simultanea. In pratica la tecnologia degli “avatar” al centro della trama del film è diventata anche la tecnologia stessa usata per la sua realizzazione. Che cos'è, infatti, un avatar? Chi ha un minimo di esperienza su Internet saprà che l'avatar è l'immagine che l'utente sceglie per rappresentare se stesso in luoghi virtuali come forum e giochi di ruolo online.

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Autore: Roberto Paura - Delos Science Fiction 120 - Data: 3 gennaio 2010

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Commenti

1 Ma basta leccare il c..o a Cameron. "Avatar" è dozzinale, e gli effetti speciali che sono stati impiegati non hanno niente di più di quelli già visti in diecimila altre produzioni hollywoodiane. Così come il tanto osannato 3D, che non è poi tutta questa esplosione dei sensi e che soprattutto non riescie a far dimenticare il fatto che tutto il film è una schifezza da cima a fondo.

» postato da (Pyros Hellraven) alle 18:29 del 03-01-2010

2 «Ma basta leccare il c..o a Cameron. "Avatar" è dozzinale, e gli effetti speciali che sono stati impiegati non hanno niente di più di quelli già visti in diecimila altre produzioni hollywoodiane. Così come il tanto osannato 3D, che non è poi tutta questa esplosione dei sensi e che soprattutto non riescie a far dimenticare il fatto che tutto il film è una schifezza da cima a fondo.» Pyros, hai già espresso il tuo giudizio - peraltro in modo piuttosto superficiale - altrove. Non c'è bisogno che lo ribadisci in cosa a ogni articolo su Avatar. S*

» postato da S* alle 18:40 del 03-01-2010

3 ripesco questo articolo (non volevo leggere niente fino al dopofilm e invece sto leggendo tutto :roll: ) per far notare che Roberto ha un'idea diversa dal resto del mondo : " in Avatar l'origine del film sta in un soggetto (per di più abbastanza complesso) e la tecnologia, che lo si creda o no, è solo lo strumento per realizzare quel soggetto"

» postato da l'Anto alle 21:35 del 12-01-2010

4 «Così come il tanto osannato 3D, che non è poi tutta questa esplosione dei sensi» se mi trovi un altro film in cui il 3D era - non dico migliore - ma anche solo vicino a questo, ti pago una pizza. ok? :shake:

» postato da jonny lexington alle 16:44 del 13-01-2010

5 «se mi trovi un altro film in cui il 3D era - non dico migliore - ma anche solo vicino a questo, ti pago una pizza. ok? :shake:» Pyros scrive dall'Italia. Probabilmente si è scaricato un cam e pretende di dare giudizi. S*

» postato da S* alle 17:25 del 13-01-2010

6 Vale la pena specificare questo punto: "soggetto" è forse un termine sbagliato, perché (come dico nell'articolo) il tema è sempre quello, un "Titanic" in salsa fantascientifica. Quello che intendevo qui con "soggetto" è piuttosto il mondo di Pandora, ossia "l'ambientazione", che era alla base del soggetto scritto da Cameron vari anni prima. Non si può negare che l'ambientazione sia complessa e, secondo me (in questo sì, ho un'idea diversa dalla maggioranza), l'intento originale di Cameron era rendere quanto più realistico possibile il mondo che aveva immaginato.

» postato da (Roberto Paura) alle 19:16 del 15-01-2010

7 «il tema è sempre quello, un "Titanic" in salsa fantascientifica.» "avatar" e "titanic" sono la stessa cosa tanto quanto "mad max" può essere considerato un "un maggiolino tutto pazzo" in salsa fantascientifica. :seifuori:

» postato da jonny lexington alle 19:00 del 16-01-2010

8 Visto oggi. Molto deluso. Magari domani espando l'argomento, comunque aveva ragione chi criticava la mancanza di trama; in realtà è molto peggio di così. S*

» postato da S* alle 21:59 del 16-01-2010

9 « Molto deluso. » anch'io. Aspetto la tua analisi che senz'altro sarà più profonda della mia (che ho messo da qualche aprte in quache thread...forse sarebbe meglio aorire una discussione di critica con spoiler? la apro).

» postato da l'Anto alle 22:39 del 16-01-2010

10 La storia d'amore tormentata tra due persone provenienti da "mondi" diversi è vecchia quanto il mondo, e la ritroviamo in "Avatar", come in "Titanic" come in tantissimi altri film.

» postato da (Roberto Paura) alle 12:38 del 18-01-2010

11 Visto. La trama non era niente di originale, ma era magnifico tutto quello che ci stava intorno. Interessante anche l'allegoria. Oltre ai sentimenti, non manca poi il sense of wonder e le meraviglie dell'ecosistema di Pandora. Anche lì però niente di super originale. L'insieme però è riuscito. Avrei preferito solo degli alieni (pardon, indigeni, gli alieni sono gli umani) meno "umani", ma molti spettatori avrebbero fatto più fatica ad identificarsi. Pazienza. Avatar deluderà chi cerca una storia originale e complessa (ma il primo Alien che trama aveva?), mentre piacerà a chi apprezza anche altre cose.

» postato da (Al Ien) alle 21:12 del 23-01-2010

12 Visto, in ritardo, e anch'io deluso dalla storia. L'autore dell'articolo ha spiegato cosa intendeva per "soggetto" e da quel punto di vista l'ambientazione è esteticamente ottima, direi pure meravigliosa, complessa, geniale... ma la trama... secondo me non è tanto un "Titanic" fantascientifico ma un "Balla coi lupi", un "Soldato blu", un "Pocahontas" (si scrive così?). L'iniziale presentazione del protagonista, con la sua paralisi, mi aveva ben impressionato, fino alla comparsa degli avatar... ma poi la vicenda diventa prevedibile. Di certo non complessa. Un'idea (senza mercato): Non poteva l'autore inventarsi uno pseudo-documentario? Inventarsi un mondo, una cultura, flora, fauna, evoluzione... senza una storia. Oppure con tante piccole storie. Bo... Tornando alla non originalità del "soggetto" mi viene in mente che il precursore di queste tematiche è stato Tex Willer col suo avatar "Aquila della notte". Un saluto, Sam.

» postato da samuele nava alle 20:28 del 09-02-2010

13 Luci ed ombre di un film che mescola vecchio e nuovo in tutto: struttura classicissima alla pochaontas (contatto iniziale - idillio - tragedia - eroismo finale), tecnologie CGI e 3D, quest'ultima abbastanza discutibile, e messaggi eco-mistici. In realtà mi è sembrato di vedere un esorcismo della tragedia dei nativi americani che ancora sembra causare incubi ai discendenti di chi ha sterminato quei popoli. Il film si salva perchè punta su sentimenti fondamentali della nostra cultura, compassione, amore, sacrificio e bellezza, e per il tanto mestiere del regista. Il tema per me più interessante è quello dell'interazione uomo-avatar in cui è l'avatar con le sue nuove esperienze a prendere il controllo dell'uomo che avrebbe dovuto controllarlo. MC

» postato da (marcofabio carosi) alle 07:35 del 22-02-2010

14 il messaggio che ci viene lanciato dal film è: "se non fai parte di facebo...ehm...se non fai parte della rete di anime che connette il pianeta, non sarai felice."

» postato da Andras Eris alle 14:35 del 21-03-2011

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