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Continua il revival delle serie degli anni Settanta. Pur se lontane anni luce dal modo attuale di concepire la narrazione, invecchiate molto di più di quelle degli anni Sessanta, tra esse c'erano comunque serie che sono entrate nell'immaginario collettivo. Due tra le più famose erano sicuramente L'uomo da sei milioni di dollari e La donna bionica.

La prima delle due serie L'uomo da sei milioni di dollari, prodotta dalla ABC, racconta le avventure di Steve Austin, astronauta e pilota collaudatore della NASA e, quindi, è già un super uomo di suo. Erano passati, infatti, pochi anni dallo sbarco sulla Luna, addirittura, se facciamo riferimento all'esordio del telefilm negli USA, poco meno di cinque anni. Era infatti il 1974 e in quel momento gli astronauti del mondo reale erano considerati dei veri e propri eroi.
Austin subisce un grave incidente durante il collaudo di un aereo sperimentale, perde le gambe, un braccio e un occhio. Rimarrebbe gravemente menomato a vita se nel frattempo, una agenzia governativa chiamata OSI (Office of Strategic Information), non avesse avviato un progetto per la creazione di un super agente. Questa agenzia è in attesa di un candidato, un essere umano al quale installare degli arti e degli organi bionici, ossia artificiali, notevolmente più potenti di quelli naturali. Lo scopo è di creare una sorta di super arma, più flessibile di un robot, in quanto comandata da un cervello umano, e adattabile alle mutevoli condizioni dei teatri di battaglia. Cinicamente, l'agenzia è in attesa di qualche incidentato abbastanza grave da sottoporsi all'intervento come unica possibilità di sopravvivenza.
La bionica è un branca tecnologica che si occupa dello sviluppo di apparecchiature meccaniche ed elettroniche che mimino il comportamento delle strutture biologiche. Biologia, imitata dalla tecnologia. Diversi dizionari, riportano che la parola è formata dai termini "biologia" e "elettronica".
Austin viene quindi trasformato in un cyborg. Questo concetto non era nuovo per la fantascienza dell'epoca, anche se anche questo termine è dovuto alla scienza medica e non alla fantascienza.
Il termine fu reso popolare da due scienziati, Manfred E. Clynes e Nathan S. Kline nel 1960, in riferimento alla loro idea di un essere umano potenziato per sopravvivere in ambienti extraterrestri inospitali. Essi ritenevano che un'intima relazione tra essere umano e macchina fosse la chiave per varcare la nuova frontiera dell'esplorazione spaziale in un prossimo futuro.
Al colonnello Austin, che però era già astronauta, senza bisogno di protesi, vengono innestate le gambe, un braccio e un occhio interamente artificiali.
Questi innesti gli consentiranno di correre più veloce e di sollevare pesi più di qualsiasi essere umano, nonché della possibilità di avvalersi di una vista telescopica. Il riluttante Steve Austin accetterà, non senza qualche problema di adattamento, di diventare il super agente che l'OSI si aspetta.
Il personaggio di Steve Austin non è un'invenzione della televisione. Era il protagonista di una serie di quattro romanzi scritti da Martin Caidin. Il romanzo di esordio della serie si chiamava per l'appunto Cyborg, citato nei titoli di testa del telefilm. Tant'è che il pilota della serie televisiva aveva proprio il nome Cyborg: The Six Million Dollar Man.
Alla serie sono succeduti altri due film per la televisione e poi una serie regolare, intitolata semplicemente L'uomo da sei milioni di dollari.
2 "...la ABC produsse una serie interamente dedicata a Jaime, chiamata semplicemente La donna bionica (The Bionic Woman).
La serie ottiene forse più successo della serie madre, riuscendo nell'impresa di immedesimare di più lo spettatore, di quanto non facesse l'altra serie.
Nonostante il grande successo, l'immedesimazione nel personaggio di Steve Austin era sicuramente più difficile. Austin era già una specie di Superman prima di diventare bionico. Jaime no. Era una donna comune, come comuni sono l'uomo e la donna della strada, con le loro fragilità, ma anche con i loro punti di forza.
L'attrice Lindsay Wagner era bella senza essere una top model, e questo le ha portato anche l'ammirazione delle spettatrici. Poi era molto più espressiva del suo collega Majors."
Un lungo articolo, ma capace - anche in poche righe - di centrare il bersaglio.
Thanks.
P.S.: sì, la Wagner vinse l'Emmy Award.
» postato da (Paolo ) alle 14:06 del 02-12-2008
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1 Bravo Emanuele! Quant'è che non vedo questi telefilm... mi hai fatto tornare in mente un sacco di nomi che non sentivo da tempo (la Wagner vinse l'Emmy?
).
Complimenti! 
» postato da Irene Vanni alle 08:53 del 09-11-2008