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È a una “Generazione X-Files” più cresciuta o a una nuova generazione di possibili fan che si rivolge il nuovo lavoro di Chris Carter, X-Files — Voglio crederci? L’enigma di tutto il film, il secondo della serie cinematografica tratta dall’acclamatissimo cult televisivo degli anni Novanta, sta tutto qui. "Negli ultimi anni, mi ha colpito vedere che, quando parlavo con i ragazzi che andavano al college, molti di loro non conoscevano il telefilm" spiega Carter, l’ideatore — regista — produttore della serie. "Un ventenne di oggi era troppo giovane quando la serie è iniziata sedici anni fa. Quindi, c’è tutto un nuovo pubblico per X-Files. E questo film è stato realizzato per soddisfare loro, così come i vecchi appassionati".

Richiami, ricordi, rimpianti sono disseminati dentro e fuori dal film, a partire dal titolo: Voglio crederci era lo slogan di un poster che Mulder aveva appeso nel suo ufficio dell’FBI. Per Chris Carter il divertimento è stato quasi più il ritornare a girare con la coppia più affiatata della televisione americana che il dirigere un nuovo film: "Il primo giorno delle riprese, quando ho visto lavorare insieme David e Gillian, mi sono venuti i brividi… Vederli lavorare era come rimettere assieme una famiglia", ha rivelato il produttore.
E rimetterla insieme non è stato facilissimo, nonostante l’estrema volontà di entrambi. David Duchovny e Gillian Anderson hanno da subito detto sì al progetto: il primo faceva pressioni per tornare nei panni di Fox Mulder fin dalla conclusione della serie, nel 2002; la seconda non se l’è fatto ripetere due volte ma entrambi hanno poi scoperto che tornare nei rispettivi ruoli di Mulder e Scully era più facile a dirsi che a farsi. "Pensavo che sarei tornato a Mulder in maniera molto naturale, ma all’inizio interpretare il personaggio mi sembrava un po’ strano. Non volevo compiere dei cambiamenti drastici nel mio modo di incarnarlo, perché il personaggio è molto conosciuto. Ma ovviamente io ora sono più vecchio, così come lo è Mulder, quindi le cose dovevano cambiare", ha detto poi Duchovny. Mentre Anderson, che dopo X-Files si è gettata in ruoli quanto più variegati possibili per non essere etichetta a vita solo come Dana Scully, ha faticato a riprendere il suo stile di sempre. Ma la scintilla si è riaccesa ben presto e dopo un po’ è sembrato a tutti naturale ritornare in quei vecchi panni.

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