L'annuncio è arrivato durante una conferenza stampa dal Johnson Space Center di Houston: i membri dell'equipaggio sono Andre Douglas (NASA), Frank Rubio (NASA), Luca Parmitano (ESA) e Randy Bresnik (NASA). Una notizia che ha risuonato con particolare intensità in Italia, dove Parmitano è diventato da un giorno all'altro protagonista di una nuova pagina di storia spaziale.

La missione: test tecnologici, non ancora la Luna

Prima di tutto, è importante chiarire cosa farà — e cosa non farà — Artemis III. Contrariamente a quanto previsto inizialmente, Artemis III non sarà la missione che riporterà gli astronauti sulla superficie lunare. Dopo una revisione del programma annunciata dalla NASA nel 2025, la missione avrà il compito di verificare le tecnologie necessarie per i futuri allunaggi.

Durante Artemis III, il razzo SLS lancerà la capsula Orion e il suo equipaggio dal Kennedy Space Center in Florida verso l'orbita terrestre bassa. Dopo i controlli ai sistemi di Orion, la navicella dimostrerà per la prima volta le capacità di rendezvous e attracco con versioni di prova dei sistemi di atterraggio lunare commerciali in sviluppo presso Blue Origin e SpaceX.

Orion e l'equipaggio di Artemis III si agganceranno al lander, trascorrendo circa un giorno collegati a quella navicella. Una prova generale complessa ma fondamentale: Artemis IV, con il suo allunaggio previsto per il 2028, è pensata esplicitamente nell'ottica di arrivare prima della Cina, che ha un programma lunare con equipaggio che punta a un primo allunaggio entro il 2030 e che procede con una regolarità difficile da ignorare.

L'equipaggio: quattro profili d'eccezione

Al comando c'è Randy Bresnik, con un addestramento da pilota come Parmitano. Veterano di due precedenti missioni spaziali, Bresnik ha volato sia a bordo dello Space Shuttle Atlantis sia sulla Stazione Spaziale Internazionale, ed è una figura molto conosciuta all'interno dell'agenzia.

Frank Rubio è entrato nella storia nel 2023 stabilendo il record statunitense di permanenza consecutiva nello spazio grazie a una missione durata 371 giorni a bordo della ISS. Medico e ufficiale dell'esercito americano, porta nel programma Artemis una notevole esperienza operativa.

Andre Douglas, invece, si prepara al suo primo volo spaziale come specialista di missione. Selezionato da NASA nella classe di candidati astronauti del 2021, aveva già servito come membro di riserva per la missione Artemis II. Originario della Virginia, ha conseguito una laurea in ingegneria meccanica dalla U.S. Coast Guard Academy e quattro lauree post-universitarie, tra cui un dottorato in ingegneria dei sistemi alla George Washington University.

Parmitano: il primo italiano in una missione lunare

Il nome che ha fatto esplodere l'entusiasmo in Italia è quello di Luca Parmitano, 49 anni, siciliano di Paternò. Con la nomina a pilota della missione Artemis III, Parmitano è diventato il primo italiano a ricoprire un incarico operativo in una missione del programma lunare della NASA. È l'unico membro non statunitense dell'equipaggio.

Per Parmitano si tratterà della terza missione nello spazio dopo le lunghe permanenze sulla Stazione Spaziale Internazionale del 2013 e del 2019. Nel corso della sua carriera ha accumulato oltre 360 giorni in orbita e nel 2019 è diventato il primo italiano a comandare la ISS.

Parmitano è stato nello spazio nelle missioni Volare e Beyond, ed è stato protagonista di sei attività extraveicolari per oltre 30 ore — tra cui una rimasta nella memoria per via di un casco che si stava riempiendo d'acqua, e altre quattro dedicate alla riparazione del "cacciatore di antimateria" AMS-2, considerate fra le più complesse della storia astronautica.

Dopo il ritorno dalla missione Beyond, Parmitano ha lavorato come ufficiale di collegamento dell'ESA presso il Johnson Space Center della NASA a Houston, ricoprendo il ruolo di CAPCOM e addestrando gli astronauti dell'ESA per le passeggiate spaziali e le operazioni robotiche. Nel 2025 ha inoltre partecipato all'Underway Recovery Test 12 della NASA, un'esercitazione al largo delle coste della California che ha simulato l'ammaraggio della capsula Orion e le operazioni di recupero dell'equipaggio.

"L'Italia è la mia piattaforma di lancio"

Durante la conferenza stampa, Parmitano ha voluto rendere omaggio al sistema scolastico e alle istituzioni italiane: «Ci sono molti elementi che devono incastrarsi per un lancio spaziale. E serve una piattaforma di lancio. E per me, quella piattaforma di lancio è il mio Paese, l'Italia, il suo sistema educativo, l'Aeronautica Militare Italiana che mi ha fornito gli strumenti professionali per arrivare qui oggi. L'Agenzia Spaziale Italiana che mi ha dato il primo volo per mettere alla prova queste competenze.»

Particolarmente toccante anche il passaggio dedicato alla famiglia: «Mia, Sara, Marta, tutta la mia famiglia nel pubblico, voi siete l'energia che alimenta la mia anima e il vostro amore è la scintilla.»

Il ruolo dell'ESA e dell'Italia

La presenza di Parmitano non è frutto del caso. L'ESA fornirà il suo terzo European Service Module (ESM-3) per questo volo di prova con equipaggio in orbita terrestre. Il modulo sarà fondamentale per l'obiettivo della missione: testare le capacità di rendez-vous e attracco in vista delle future missioni di allunaggio del programma Artemis.

Il ministro Adolfo Urso ha ricordato che Roma guida la Ministeriale ESA e che lo scorso marzo, a Washington, ha firmato con Isaacman un'intesa bilaterale tra l'ASI e la NASA che implica la realizzazione del primo modulo abitativo lunare e la partecipazione degli astronauti italiani al programma Artemis. Parmitano è la conferma pratica di un investimento politico e industriale che l'Italia ha costruito negli anni.

Con il lancio previsto per la seconda metà del 2027, Artemis III si avvicina. E per la prima volta nella storia, su quella capsula ci sarà anche un italiano.