Se Superman non è stato un grande successo, superando di poco i seicento milioni di dollari, il secondo film della DC capitanata da James Gunn, Supergirl, si avvia a ottenere la qualifica di disastro.

Secondo i dati di BoxOffice Mojo, il film, interpretato da Milly Alcock, era accreditato di un incasso di circa 65 milioni di dollari nel week-end d’apertura, ma ha esordito con poco più di 37 milioni. Il costo di produzione viene stimato in circa 175 milioni di dollari, ai quali si aggiungerebbero circa 100 milioni destinati alla promozione.

Nel secondo fine settimana di programmazione gli incassi sarebbero diminuiti del 74% rispetto al week-end d’esordio. L’incasso complessivo sul mercato statunitense è indicato in 58,4 milioni di dollari, meno di cento sul mercato globale. Sulla base di queste cifre è molto difficile che il film possa raggiungere gli incassi necessari a coprire i costi di produzione e marketing, stimati in un pareggio compreso tra i 450 e i 500 milioni di dollari a livello mondiale.

I week-end di inizio estate sono stati naturalmente dominati da Toy Story 5, uscito il 19 giugno e lanciato verso il traguardo del miliardo di dollari, e Minions & Monsters, uscito la settimana dopo Supergirl e con all'attivo già oltre 160 milioni.

Anche dal punto di vista del gradimento Supergirl non convince, con un voto di 6,1 su IMDb e un metascore (che misura i voti della critica) in zona insufficienza a 49.

È un periodo di crisi per i supereroi? Negli ultimi anni, l'unico franchise che sembra non aver avuto problemi è quello di Spider-man (quasi due miliardi per l'ultimo No Way Home). A fine mese uscirà Spider-Man: Brand New Day, e allora forse capiremo se sta davvero finendo un'epoca del cinema fantastico.