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Sotto spirito
a cura di Francesco Grasso

Viva la Satira!

Da molto tempo, come un fastidioso prurito, in chi vi scrive cresceva la voglia di preparare un vasetto "sotto spirito" contenente l'imitazione beffarda di Nathan Never. Ma l'impresa sembrava invero difficoltosa: come imitare, in forma narrativa, un'opera a fumetti? L'impossibilità quasi tautologica di tale compito fungeva da autosomministrato sedativo ogni qualvolta la voglia di cui sopra si riaffacciava prepotente. Eppure, essa rimaneva. Insoddisfatta


Antonio Serra e Francesco Grasso: l'originale e... l'originalone
Ma è lo stesso bersaglio/vittima in questione (e cioè Antonio Serra, creatore insieme a Vigna e Medda del personaggio di Nathan Never, e sceneggiatore di buona parte degli albi della serie) a offrirmi una scappatoia e a prestare così il fianco (ahilui) alla mia perfidia.

Il bravo e gentilissimo Antonio, difatti, ebbe la sciagurata idea di donarmi una sceneggiatura originale firmata di suo pugno, durante una mia visita alla Bonelli risalente a... be', a un po' di anni or sono (sia io che Antonio avevamo tanti capelli in più e altrettante rughe in meno, a giudicare dalla foto che immortala l'evento).

Ho sempre ritenuto tale sceneggiatura assai più godibile e intrigante dell'albo che ne è prodotto finale. E non perché tale albo sia una ciofeca, tutt'altro. Il punto è che la sceneggiatura rivela il "dietro le quinte" dell'opera, portando alla luce particolari succosi che il fumetto non contiene, e che in genere si ignorano.

Io credo che, proprio come si realizzano documentari sulla realizzazione di film o di videoclip, a volte sarebbe utilissimo e interessante mostrare al grande pubblico le sceneggiature delle opere a fumetti (consiglio alla Bonelli di pubblicarne qualcuna, prima o poi): anzitutto si renderebbe palese quale e quanto lavoro si celi dietro quelle vignette inchiostrate che molti filistei si ostinano ancora a considerare produzioni per ragazzi (e che comunque spesso si leggono con troppa fretta e sufficienza); e poi si chiarirebbe finalmente ciò che quasi tutti ignorano, cioè che la realizzazione di un fumetto è un lavoro corale, più vicino alla produzione cinematografica che alla stesura di un'opera di narrativa.

Mentre infatti un romanzo è tutto sommato frutto di un impegno solitario e monolitico da parte dell'unico autore (escludendo gli interventi del curatore che cambia il titolo all'ultimo momento, sic!), un fumetto è una costruzione complessa e figlia di molti padri, i quali devono trovare un punto d'incontro e/o una chiave di impegno comune, compito non sempre facile (difficoltà puntualmente ignorata dal pubblico).

La sceneggiatura di un fumetto chiarisce questo aspetto e molti altri. Essa rivela le intenzioni originarie dell'autore del testo, e come tali intenzioni siano state poi rese e interpretate (Migliorate? Peggiorate? In ogni caso filtrate attraverso la sua personale sensibilità) dal disegnatore.

La sceneggiatura dona spessore al ruolo dello sceneggiatore, illustrandone anche i compiti di regista, di direttore d'orchestra, e anche di padrone del vapore, come nel caso del bravo Serra, il quale ha uno stile assolutamente "tatcheriano" nel trattare con i disegnatori, gli inchiostratori e gli autori del lettering.

Le sfuriate ai collaboratori, il disquisire e spaccare il capello in quattro sui dettagli "tecnici" delle vignette, le fonti e le documentazioni, i ripensamenti e la ricerca degli errori, le autocritiche e le considerazioni personali, l'abbandonarsi ai commenti salaci e/o alle divagazioni etnico/dialettali che tanto poi (si sa) verranno cassati o resi politicamente corretti nella versione finale dell'albo, tutte queste perle sono i motivi per cui, ancora una volta, ringrazio Antonio Serra per il suo dono. E contraccambio, nel mio piccolo, omaggiandolo con un "falso d'autore" che, per un appassionato di citazioni e di remake come lui, costituirà sicuramente una gradita sorpresa.

Buona lettura.

Allora, miei cari disegnatori, chi tra voi vuole occuparsi di questo albo? E' la storia più megafantastica degli ultimi tempi. Si riprende la saga dei tecnodroidi, i viaggi del tempo, la Fratellanza Ombra, i super-sapiens e i... Ehi! Dove credete di scappare?! Venite qui e... Preso! Fermo lì, Roberto, non ci provare! Prendi le tue matite e comincia a prendere appunti. Cos'è, fanno ancora male le bacchettate sulle dita dell'altra volta? Non preoccuparti, oggi ho dimenticato il nerbo di bue a casa. Andiamo, dunque...

 

NATHAN NEVER — Doppia Coppia di Futuri

(di Antonio Serra e Roberto De Angelis?) 

Tavola su tre strisce1/2) Ci troviamo nel quartier generale dei tecnodroidi, durante la guerra contro Nemo e Ann/Dakkar. L'ambiente è tecnologico, opprimente. Un soffitto a cattedrale, oscurità, pareti trasudanti umori e fumo. Per disegnarlo, tieni presente l'interno del cubo Borg di "First Contact" o delle puntate di Next Generation di cui ti ho mandato le cassette.

Sono presenti quattro tecnodroidi, brutti e minacciosi come al solito. Per disegnarli, l'indicazione è sempre la stessa: hanno l'aspetto di Borg come li vedi dopo che ti sei scolato due bottiglie di Cannonau.

PRIMO TECNODROIDE: Stiamo per perdere la guerra, Lucifero. Gli umani ci hanno circondato. Non abbiamo scampo. LUCIFERO: Maledetti! Eppure deve esserci un modo per sconfiggerli.

 

3/4) Controcampo. Inquadratura un po' dal basso. Primo piano degli altri due borg... pardon, tecnodroidi. Mi raccomando che siano brutti e (come diciamo a Cagliari) "barrosi", Roberto, altrimenti ti faccio cancellare e disegnare tutto un'altra volta. Bevi un paio di bicchieri di Fil'e ferru e ispirati.

TERZO TECNODROIDE: Abbiamo mandato indietro nel tempo Selena, ma non è servito. QUARTO TECNODROIDE: E non abbiamo neanche più la macchina del tempo, adesso.

 

5/6) Spettacolare. Lampi e tuoni sulla testa del gruppetto di tecnodroidi. I quattro guardano in su, sorpresi.

EFF. SON.: Skkkrrrraaak! LUCIFERO: Che succede? Gli umani?

 

Tavola a 6 vignette1) Colpo di scena! Dalla nube di lampi si materializza una DeLorean volante. In PP, di spalle, Lucifero osserva stupito. Più distanti si possono vedere anche gli altri tre, indecisi.

TERZO TECNODROIDE: Ma... è un'automobile! 

2) La DeLorean atterra. La portiera si solleva. Ti ricordi come funzionava, vero Roberto? Altrimenti va' ad affittarti la cassetta! "Ritorno al futuro" va saputo a memoria. Dall'interno della vettura, fa capolino "Doc" Brown, vestito come nel secondo episodio della serie, col camicione giallo, il visore argenteo e la faccia da pazzo.

DOC: Ehm... salve. Qualcuno ha una buccia di banana? Sono a secco. Avete anche i bollini? LUCIFERO: Prendetelo!

 

3/4) I tecnodroidi, senza tanti complimenti, strappano Doc dall'automobile e lo portano davanti a Lucifero. Si deve vedere quest'ultimo di spalle, mentre l'umano viene sollevato da terra (è più basso dei tecnodroidi) e immobilizzato.

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Autore: Francesco Grasso - Delos Science Fiction 65 - Data: 15 aprile 2001

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