Contact
a cura di Alessandro Vietti e Emiliano Farinella

La nascita dell'Intelligenza artificiale

Cosa lega una mela avvelenata, una piccola cittadina della vasta provincia americana, una calda estate di quesi mezzo secolo fa, la famiglia Rockefeller e i nomi dei personaggi, dei centri di ricerca e delle aziende più importanti della scienza dei calcolatori, e la strega di Biancaneve?

L'incontro di Dartmouth

Nell'estate del 1956 si riunirono a Dartmouth, negli Stati Uniti, i principali esperti di una nuova disciplina che vedeva confluire in sé contributi di matematici, esperti di strategia, elettronici, informatici, studiosi di scienze cognitive e filosofi.

Questa disciplina non aveva ancora un nome, e se questa riunione verrà a lungo ricordata è anche perché si propose in quell'occasione di riferirsi a questo campo di studi come Intelligenza artificiale.

L'incontro di Dartmouth fu promosso da J. McCarthy del Dartmouth College, M. L. Minsky della Harvard University, N. Rochester della I.B.M. Corporation e C.E. Shannon, dei Bell Telephone Laboratories. Quattro personaggi che nei decenni seguenti saranno al centro della ricerca scientifica sui molteplici fronti della scienza dell'informazione.

L'ipotesi che guida John McCarthy nell'organizzazione del seminario è che "ogni aspetto dell'apprendimento o ogni altra caratteristica dell'intelligenza possono essere, in linea di principio, descritti in modo così preciso da poter essere simulati mediante una macchina".

Un documento diffuso il 31 agosto del 1955 annuncia ufficialmente il seminario per l'estate dell'anno seguente dal titolo: "Summer Research Project on Artificial Intelligence", e contestualmente battezza la disciplina.

Il progetto è finanziato dalla Fondazione Rockefeller, che decide di investire in quella che sembra la riunione di un gruppo di ecclettici un po' eccentrici...

 

Il manifesto attorno al quale lavorano McCarthy, Shannon e Minsky descrive un progetto estremamente ambizioso, ma non utopistico. Intendono studiare come costruire "macchine che usino il linguaggio, formino astrazioni e concetti, risolvano classi di problemi ora riservate agli umani, migliorino se stesse". Sono tutti convinti che "le macchine potranno un giorno svolgere funzioni umane tradizionalmente ritenute intelligenti".

La storia sarà destinata a dare loro ragione nel corso del mezzo secolo di studi e ricerche che seguirà.

 

pagina 1 di 3 - continua
Autore: Emiliano Farinella - Delos Science Fiction 71 - Data: 20 novembre 2001

Vota questo articolo

Voti dei lettori

ancora nessun voto

Il tuo voto

seleziona il voto e clicca


Commenti

Questo articolo non è stato ancora commentato. Vuoi essere il primo?

Commenta questo articolo

Sei già registrato?
Inserisci DelosID e password

Hai dimenticato la password?

Registrati ora!

Non sei registrato?
Inserisci nome, cognome e email

Il commento verrà inserito anche nel forum di questo sito. L'indirizzo email à obbligatorio ma non sarà pubblicato né memorizzato. Commenti anonimi o con nomi falsi saranno cancellati.