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Star Trek al femminile: The Next Generation, un passo avanti e due indietro

Seconda parte dell'analisi del ruolo della donna nell'Universo televisivo creato da Gene Roddenberry. Questa volta tocca alla seconda serie, andata in onda tra il 1987 ed il 1994.


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Star Trek: The Next Generation è andata in onda negli Stati Uniti per sette stagioni tra il 1987 e il 1994. Le prime due stagioni sono state pietose ma la serie è rimasta in vita grazie allo zoccolo duro dei trekker che hanno continuato a guardarla malgrado tutto, anche perché all'epoca non c'erano in alternativa altri prodotti televisivi di fantascienza. La frustrazione, lo strazio e la sopportazione del pubblico sono stati premiati con la terza stagione che ha fatto decollare la serie rimasta a livelli elevatissimi di qualità fino alla settima stagione, malgrado alcune cadute di tono, per fortuna rare. The Next Generation è stata la prima grande serie di fantascienza dei tempi moderni e ha stabilito degli standard narrativi, uno stile visivo e una filosofia ottimista e progressista con cui tutti noi oggi dobbiamo fare i conti. Chi produce una nuova serie di fantascienza oggigiorno si ritrova a dover scegliere tra due sentieri opposti separati da varie gradazioni intermedie: quello tracciato venti anni fà da The Next Generation e, secondo me, quello più recente intrapreso da Battlestar Galactica, ma di cui si potevano già vedere i primi segni negli anni Novanta in altre serie.

Per quanto riguarda la rappresentazione delle donne TNG è stata chiaramente un miglioramento. La vera grande novità della serie è stata porre una donna a capo della sicurezza, enfatizzando la sua grande preparazione atletica. Tasha Yar (interpretata da Denise Crosby) ha rivestito un ruolo importante ma è durata solo la prima stagione, dopodiché il personaggio è stato fatto morire e non è stata sostituita da nessun altra donna forte come lei. Uno dei tanti motivi dell'eliminazione del personaggio è stata la decisione dell'attrice di lasciare la serie perché si lamentava che il suo personaggio non veniva sviluppato e malgrado alcuni episodi in cui le avevano dato qualcosa da dire e/o da fare, il suo ruolo era assolutamente marginale rispetto ai personaggi maschili. Spesso l'unica cosa che le rimaneva da fare in un episodio era annunciare che le frequenze di comunicazione erano aperte: in pratica l'avevano relegata al ruolo di centralinista, esattamente come era accaduto al Tenente Uhura vent'anni prima. Spesso aveva anche meno battute delle altre due protagoniste femminili, la dottoressa Beverly Crusher (interpretata da Gates McFadden)  e il consigliere di bordo Deanna Troi (interpretata da Marina Sirtis). Come mai? La Crusher e la Troi erano personaggi femminili più tradizionali che ricoprivano ruoli in cui era fondamentale la cura degli altri: la prima è un medico e una madre, la seconda è una psicologa con capacità empatiche, quindi che lavora sulle emozioni, tradizionalmente il regno delle donne. Tasha Yar invece era addestrata nelle arti marziali, sapeva usare qualsiasi tipo di arma le capitasse sotto mano e avrebbe potuto bloccare e stendere a terra qualsiasi uomo della nave, compresi quasi tutti gli alieni. Non c'era mai stato in televisione un personaggio così. The Avengers poteva offrire ispirazione con la magnifica Emma Peel interpretata da Diana Rigg, ma era una serie inglese del passato, quindi estranea e lontana dalla cultura americana; il cinema di quegli anni aveva offerto qualche esempio di donna forte nel carattere e nel fisico, come Ripley (interpretata da Sigourney Weaver) in Alien (1979) e Aliens (1986), in quest'ultimo con un personaggio di supporto come Vasquez (l'attrice Jenette Goldstein), la marine che si fa saltare in aria insieme al suo commilitone per non cadere preda degli alieni, mentre Sarah Connor di Terminator 2 (nell'indimenticabile interpretazione di Linda Hamilton) sarebbe giunta solo alcuni anni dopo. La verità è che la produzione non aveva la più pallida idea di come gestire un personaggio femminile forte, così l'unica cosa che sono riusciti a fare è stato reprimere la sua forza perché non si trasformasse in una minaccia per gli altri personaggi maschili. D'altronde tra di loro c'erano già due personaggi fisicamente molto forti, l'androide Data (l'attore Brent Spiner) e il klingon Worf (Michael Dorn), quindi perché non dare le scene di lotta a loro invece di usare una donna? Probabilmente è questo che ha pensato la produzione, ma un simile atteggiamento ha finito per tagliare le gambe alla nostra eroina ammorbidendo il personaggio e ponendo Tasha Yar in scene dove doveva mostrare la sua femminilità a scapito delle sue capacità e del ruolo che rivestiva a bordo dell'astronave.

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Autore: Luisa Iori - Delos Science Fiction 121 - Data: 9 febbraio 2010

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Commenti

1 Le prime due stagioni sarebbero brutte? e allora tutta la serie classica come la definisci? inguardabile?

» postato da (Simone Giovagnoli) alle 02:05 del 08-02-2010

2 «Le prime due stagioni sarebbero brutte? e allora tutta la serie classica come la definisci? inguardabile?» Che le prime due stagioni di TNG siano decisamente inferiori al resto è opinione abbastanza condivisa. La prima stagione è stata di rodaggio, per capire dove andare; la seconda è stata danneggiata dallo sciopero degli sceneggiatori, per cui si sono usate sceneggiature scartate, anche della serie classica, o scopiazzate da altre serie. TNG decolla con la terza stagione. S*

» postato da S* alle 08:57 del 08-02-2010

3 Perchè la serie classica dovrebbe essere inguardabile??? Comunque, riguardo all'articolo, devo dire che è davvero scandaloso. Spero solo che tutto questo maschilismo prima o poi scompaia dalla faccia della terra........

» postato da Luke Saian alle 16:11 del 09-02-2010

4 Cara Luisa, ho letto il tuo interessante articolo: non mi era mai capitato di leggere un´analisi così dettagliata dei personaggi femminili in star trek. Interessanti i tuoi punti di vista ma credo siano un po` troppo di parte. Sicuramente il personaggio di Tasha è stato trattato male, ma anche tu tratti male il personaggio di K'Ehleyr: lo appiattisci del tutto se lo releghi come funzionale a Worf e alla sua vittoria. Io credo che sia ben più spesso di come lo hai descritto. Il personaggio di Lwaxana Troi invece lo trovo molto bello: quante volte vedo madri e figlie in un rapporto come il loro. È un personaggio molto reale e il raporoto con la figlia è descritto molto bene. Probabilmente se star trek viene guardato nella voglia di vedere un certo tipo di donna si resta delusi, ma non credo che sia così fallimentare come lo vedi tu. Sicuramente avrebbero potuto sviluppare di più il discorso femminile, ma non vedo la sua trattazione in startrek così brutta. ..comunque mi meraviglia che tu non abbia trattato il personaggio di B´Elanna Torres: come mai??? Quello credo ti sia piaciuto.

» postato da (Alessandro Bonani) alle 18:31 del 11-02-2010

5 "mi meraviglia che tu non abbia trattato il personaggio di B´Elanna Torres: come mai??? Quello credo ti sia piaciuto." (postato da Alessandro Bonani) L'articolo era dedicato solo alle donne di TNG, non facciamo confusione. Per le altre serie, Deep Space 9, Voyager e Enterprise, ho in programma altri articoli separati, dato che c'è sempre molto da dire. Si, comunque il personaggio della Torres era molto interessante ma dire che mi piaceva è un po' tanto. Sono sempre molto delusa da come le donne vengono rappresentate in televisione perché dietro una facciata innovativa si nascondono sempre vecchi concetti patriarcali, che gli scrittori di Hollywood, al 90% uomini, non riescono a lasciarsi alle spalle. In pratica, le cose migliorano di anno in anno, ma si potrebbe fare di meglio. Luisa

» postato da Luisa Iori alle 12:23 del 12-02-2010

6 Complimenti alla scrittrice dell'articolo, che trovo ben documentato e interessante.

» postato da (Spinoza CoolHand) alle 16:00 del 17-02-2010

7 Devo dire che questo articolo mi è sembrato molto di parte e tutto teso a dimostrare la tesi dell'autrice senza preoccuparsi di fornire una visione oggettiva ma mistificando e modificando le situazioni per giungere a conclusioni che spesso non vi hanno nulla a che fare. Per esempio. All'inizio dell'articolo si parla del comportamento scortese di Picard verso Tasha Yar e questo comportamento viene collegato al maschilismo ( presunto) della serie, ma cosa dire allora della sgarberia con cui Picard si comporta, in quella stessa puntata, verso Riker, personaggio assolutamente maschio che viene trattato in maniera veramente sgarbata, Picard neanche lo saluta. Poi che lo stesso Picard sia più duro con Tasha e più accondiscente con Worf è vero ma ciò non vuol dire che Tasha sia in qualche modo discriminata, semmai ad essere discriminato quì è proprio Worf, Picard infatti si "arrabbia" con Tasha in quanto la considera sua pari, un ufficiale sotto il suo comando che non può permettersi di fare errori mentre con Worf Picard è più rilassato, quasi come se si aspettasse che il klingon avrebbe fatto qualche casino. Per parlare , sempre riguardo a Tasha dell'episodio Naked Now mi sembra assurdo dire che Tasha venga sminuita dal fatto di mostrare un suo lato più seducente ed erotico in questa puntata, cito dal testo "La sotto-trama di Tasha però implica dei significati ulteriori sul suo ruolo di ufficiale e di donna. Il desiderio di togliersi l'uniforme fa capire che essa per lei è qualcosa di costrittivo che non le piace perché non la fa sembrare abbastanza femminile, in pratica è come se dicesse che il suo lavoro non la fa sentire donna. Nella sua vita, quindi, c'è un conflitto tra la forza e l'autorità del suo ruolo e il suo essere anche una donna. Questo conflitto nasce da una concezione antiquata della femminilità, vista come morbida, accogliente, dolce, sexy ed eterosessuale. Mostrare Tasha Yar già nel primo episodio dopo il pilot con tutte queste qualità, di cui l'ultima ribadita dal suo rapporto con Data, significa sminuire le sue capacità professionali, smorzare i lati del suo carattere troppo duri e forti che costituiscono una minaccia per gli altri personaggi forti e maschili della serie e mostrare come in fin dei conti lei non sia altro che una donna e non desideri altro che essere femminile (secondo la concezione antiquata che abbiamo visto) e di stare accanto a un uomo" A me sembra invece che qui Tasha, eccitata dai gas alieni ( o quel che erano) volesse solo fare del sesso. Perché questo debba sminuirla non lo so proprio tenendo anche conto che durante tutta la scena è lei ad avere l'iniziativa e il controllo, mentre Data fa la figura dell'uomo ( Androide) oggetto passivo mentre Tasha è attiva. Continuo a Citare dal testo "Intendiamoci, trovarsi un compagno non è sbagliato, ma lo è quando viene presentato come l'unico vero destino per una donna." E dove starebbe scritto che questo è il destino di una donna. A me la scena sembra una cosa estemporanea, la storia di una notte, non mi sembra che Tasha e Data si siano sposati. Quanto alla critica all'episodio code of honor posso solo dire che prendersela con gli episodi delle prime due stagioni di TNG è come picchiare un pugile che è già al tappeto o sparare sulla croce rossa. Per skin of Evil voglio solo ricordare che fu la stessa attrice che interpretava Tasha a volersene andare perché pensava che la serie non decollasse, cosa di cui si pentì anni dopo e di cui ci pentiamo anche noi fan, considerando che il suo personaggio era uno dei più interessanti della serie. Cito nuovamente dal testo "Gli altri personaggi femminili fissi della serie sono la dottoressa Beverly Crusher (interpretata da Gates McFadden), il consigliere Deanna Troi (Marina Sirtis) e la barista Guinan (l'eccezionale Whoopi Goldberg). La loro funzione sull'astronave è di fornire una cornice femminile tradizionale che metta ben in risalto la virilità esemplare dei vari protagonisti maschili" Qui non capisco assolutamente cosa si intenda per cornice, se si parla di Guinam infatti questa, per quanto importante, è un personaggio secondario e quindi è naturale che non sia sempre al centro dell'attenzione, per quanto riguarda Beverly Crusher, invece lei è un personaggio primario e importante e mi piacerebbe capire quando, per l'autrice essa assumerebbe quel ruolo di cornice che le viene affibbiato nel testo. Sempre riguardo a Beverly vorrei capire in che modo essa dovrebbe venire sminuita dalla sua professione di medico, capirei se tutti i medici in star trek fossero stati donne ma McKoy, Bashir e il dottore olografico erano uomini. Parlando di troy invece devo dare , per una volta, ragione all'autrice, infatti si fa fatica a prenderla sul serio, un po' per la tutina un po' perché il suo ruolo nella nave sembra piuttosto inutile, ma questi difetti sono legati al personaggio e certo non al suo essere donna, semplicemente Troy è un personaggio la cui caratterizzazione è più debole rispetto agli altri per un incapacità degli autori a delinearla meglio. Per Guinam continuo a citare dal testo "Il personaggio di Guinan possiede delle capacità misteriose che non vengono mai razionalmente spiegate nella serie. Da una parte si tratta di uno stereotipo perché attribuire alle donne dei poteri mistici — o comunque oltre la dimensione umana — è un classico del maschilismo, tanto che nei secoli passati le streghe erano tutte donne. Guinan è simile a uno sciamano che vive al di fuori della tecnologia e della scienza e ha conoscenze che le derivano dal suo sesto senso." Questa poi è una delle affermazioni più assurde che mi sia capitato di leggere in tutta la mia vita, Guinam ha queste capacita perché è un aliena e non perché è una donna, che dire allora di Spock, personaggio assolutamente maschio che aveva anche lui i suoi poteri che appunto gli erano dati dalla sua parte aliena vedere in questo una discriminazione sessuale nei confronti di Guinam è veramente qualcosa di assurdo. Il testo continua poi a parlare di K'heleyr, definito il più riuscito della serie, strano io e migliaia di fan pensavamo che il personaggio più mriuscito fosse Data ma vabbè. Comunque anche qui si dice che K'Helyr sia solo un personaggio funzionale a Worf ed in parte è vero, ma questo è dovuto al fatto che K'Heleyr è un personaggio ospite, destinato a sparire dopo poche puntate, di personaggi così maschi ce ne sono a bizzeffe, perché secondo l'autrice K'heleyr viene discriminata e tutti gli altri no? Parlando poi di Lwazana viene criticato che il suo rapporto con Deanna non sarebbe corretto, esso invece è perfettamente calato in una storiua in cui nessuno dei rapporti famigliari sembra funzionare molto bene, per fare qualche esempio Riker ha un pessimo rapporto con suo padre e Picard anche. Per la parte della regina Borg invece devo dire che verso questo personaggio ho un rapporto di amore- odio la considero infatti una cattiva fantastica in Primo contatto ma detesto l'uso smodato e ridicolo che gli sceneggiatori, ormai a corto di idee ne hanno fatto in Voyager. Chiudo qui ringraziando anticipatamente coloro che avranno voglia di leggere questo mio interminabile sfogo. Lunga vita e prosperità a tutti

» postato da (Marco Bologna) alle 18:59 del 17-02-2010

8 Tutti i miei complimenti per l'articolo, profondo ed esaustivo. Non conosco cosi' a fondo, purtroppo, la serie next generation da poter discutere nel merito. Puo' anche darsi vi siano forzature e visioni "di parte". Dico pero' ai signori maschietti che anche voi le avete continuamente, visioni di parte. Solo che tendenzialmente le date per scontate e universalmente accettate. Anche perche' di solito lo sono. E perche' gli sceneggiatori le usano continuamente senza neppure farvi caso. Se pero' escono discussioni, perplessita' e obiezioni all'articolo (che, ripeto, potranno anche essere motivate, non posso entrare nel merito), vuol dire che si e' colto nel segno, che il lettore prova comunque disagio per il cambio di prospettiva. Un fenomeno che noto spesso: se faccio notare a mio marito o a qualche amico qualcosa che, in un libro, film, fumetto ecc, mi da' fastidio in quanto donna, la reazione iniziale e' quasi sempre incredulita' o fastidio. Poi, magari, riflettendo, il punto di vista diverso, se non condiviso, viene almeno assimilato come legittimo. Far riflettere su un punto di vista diverso, su cosa le donne vorrebbero da una serie e da personaggi femminili (spesso, una identificazione che non sia scontata, basata su stereotipi o comunque tesa a metterle in ogni caso sempre un pochino in secondo piano) e' importante. Specie adesso che, dopo le meteore luminose di qualche anno fa (come Sigourney Weaver e Linda Hamilton citate nell'articolo) stiamo riprecipitando verso figure piu' stereotipate. Un esempio su tutti, mi dicono (io non l'ho visto, tendo a precisare che riporto opinioni) twilight. Mentre personalmente ho trovato pessima la Uhura del nuovo film di Star Trek. Solo apparentemente, molto apparentemente personaggio piu' indipendente rispetto a quella storica. Perche' se entrambe vengono inquadrate nel loro contesto temporale, appare subito innovativa la prima, un passo indietro la seconda, nonostante le apparenze.

» postato da dued alle 09:44 del 18-02-2010

9 Ho parlato di b´lanna in quanto nell`articolo era trattata la regina borg, anch´essa non presente in TNG. Qui si parla di opinioni naturalmente, ma credo che pure l´autrice abbia un punto di vista molto di parte. Specifico che non voglio dire che le donne siano state trattate perfettamente ma che non ritrovo in TNG il maschilismo che l´autrice denuncia. Vorrei sempre ricordare che uomini e donne sono strutturalmente diversi. In questa diversitá si completano non essendo l´uno migliore dell´altro, ma nella loro ( o meglio: nella nostra) differenza si completano. Ci sono dinamiche proprie maschili e proprie femminili. Imporre una modalitá sull´altra siamo sicuri che sia "giusto" e soprattuto corretto ai fini del rispetto della persona? Trovo i personaggi femminili di TNG molto femminili appunto. Sicuramente in secondo piano a livello della gerarchia interna ma non relegati a "spalla" dei personaggi maschili. È sicura l´autrice di sapere cosa significhi parità tra i sessi? (non vuole la mia essere una provocazione ma un invito alla riflessione). Siccome è stata citata la regina Borg mi permetto nuovamente di invitare all`esame del capitano Janeway e de capo ingegnere Torres.

» postato da (Alessandro Bonani) alle 18:20 del 20-02-2010

10 «Ho parlato di b´lanna in quanto nell`articolo era trattata la regina borg, anch´essa non presente in TNG. » Be', la regina Borg viene in effetti introdotta in Primo contatto, un film che fa parte del ciclo di TNG. S*

» postato da S* alle 22:31 del 20-02-2010

11 Purtroppo ho idee molto chiare su cosa è la parità dei sessi e su come non esista ancora e anzi ne siamo molto lontani. Nella mia vita sono stata discriminata svariate volte perché donna nel mondo del lavoro, nel campo della salute. Non puoi immaginare cosa si prova ad avere davanti a te come prospettiva di carriera solo la professione di segretaria solo perché sei una donna. Non puoi immaginare cosa si prova quando non ti viene offerto un lavoro benché tu sia la persona più qualificata solo perché sei donna, sposata e in età fertile, e questo mi è accaduto non una ma svariate volte. Non puoi capire cosa si prova quando a parità di lavoro tu vieni pagato il 40% in meno rispetto a un collega uomo perché sei una donna. Non puoi capire cosa significa essere trattata da isterica da un medico solo perché sei una donna. Non puoi capire cosa si prova ad essere trattata come una vacca al macello durante il parto. Tutto questo succede in Italia a me nel 21° secolo. Mi immagino che cosa hanno dovuto sopportare mia madre e mia nonna. Quando in televisione vedo tanti personaggi femminili, mi domando perché non vengono trattati con rispetto, perché non sono alla pari con gli altri personaggi uomini, perché sono solo dei personaggi di supporto per l'eroe uomo o le vittime del serial killer di turno, perché il 51% della popolazione mondiale viene sempre rappresentata in una posizione subordinata, perché sono costretta ad identificarmi sempre con eroi uomini, perché c'è un personaggio femminile decente solo una volta ogni dieci anni. Ecco perché scrivo questa serie di articoli sulla rappresentazione della donna nei mass media con un approccio femminista. Mi sento come una "voce che grida nel deserto" e a quanto pare visti i commenti che i miei articoli ricevono, quello che faccio per far riflettere non è mai abbastanza.

» postato da Luisa Iori alle 09:53 del 03-03-2010

12 «Mi sento come una "voce che grida nel deserto" e a quanto pare visti i commenti che i miei articoli ricevono, quello che faccio per far riflettere non è mai abbastanza.» Luisa, fai benissimo e vai avanti così. Magari a volte posso non essere d'accordo su qualche punto, ma sulla battaglia in generale lo sono completamente. Purtroppo, non siamo in un'epoca che apprezza le battaglie sociali. Il femminismo? Roba da fanatiche anni settanta. La difesa dei lavoratori? Roba da comunisti, da secolo scorso. Lo sfruttamento degli immigrati? Ma se ne tornassero a casa loro. La battaglia laica? Per carità, difendiamo le nostre radici culturali cristiani, se no finiamo tutti mussulmani. È un brutto periodo, ma non bisogna cedere. Anche a costo di passare per fissati. S*

» postato da S* alle 09:58 del 03-03-2010

13 Vorrei far notare a chi critica la mia mancanza di oggettività e la posizione di parte negli articoli, che quello che io faccio è analisi e interpretazione. Non esiste un'interpretazione oggettiva, l'interpretazione è per definizione soggettiva, soprattutto in una analisi di tipo testuale di un testo aperto e polisemico come quello televisivo che permette varie letture diverse. Quello che io scrivo non è una ricerca accademica, non è la verità rivelata che va accettata così com'è, ma è quello che io vedo quando guardo la televisione, per capirci è il tipo di lavoro che fa un critico cinematografico, non sempre siete d'accordo sulle loro critiche dei film. Non è poi tutta farina del mio sacco, magari lo fosse, ma come è possibile vedere dalle bibliografie che io sempre inserirsco alla fine degli articoli, ci sono studiose inglesi e americane che mi spianano la strada, gente per capirci che insegna critica dei media all'università, quindi molto superiore a me. Non è un problema se non siete d'accordo con me, il mondo è bello perché è vario.

» postato da Luisa Iori alle 10:11 del 03-03-2010

14 Definire, come avviene nell'articolo, Tasha Yar una donna 'forte' solo perché 'fa a botte' e definire invece 'di contorno' e 'tradizionali' personaggi come Beverly, Guinan e Troi solo in quanto professionalmente rispettivamente dottoressa, barista e psicologa nasconde già in esso un maschilismo latente. La parità dei sessi considerata secondo dei parametri dell'essere "uomo" (nel senso maschilista del termine) é già di per se discriminatorio. A onor del vero, io adoro Tasha Yar, ma forse é proprio lei il personaggio meno progressista tra tutte le donne della serie. Troi e Crusher sono state per sette anni ruoli centrali, forti e importanti della serie (chi + chi meno), e questo pur mantenendo loro caratteristiche proprie, anche e non solo nella loro identità gentica di donne. Fare di un personaggio femminile un maschiaccio mancato é una latente e pericolosa discriminazione essa stessa.

» postato da (Matteo Bistoletti) alle 14:04 del 17-03-2010

15 Matteo Bistoletti non ha tutti i torti e la penso abbastanza come lui: non vedo perché la donna, per emanciparsi, debba adeguarsi ad un modello di stereotipo maschile. Gli stessi uomini si stanno allontanando da quel modello, che secondo me non è naturale. Basta pensare agli uomini che "devo" trattenere le lacrime, che però spontaneamente vengono: cosa significa? Che non è un comportamento naturale ed innato, ma imposto culturalmente dalla società. Tolte le pressioni sociali che spingono all'esaltazione o l'esasperazione delle differenze, nei comportamenti e nei vestiti (e la gonna ormai sta andando in disuso), gli uomini e le donne sono meno dissimili di quel che si creda. Preferisco personaggi maschili meno scimmioni tutti d'un pezzo e femminili altrettanto meno stereotipati. Spero che alla fine ci si si scollerà di dosso questi modelli costruiti dalla società, per avvicinarsi, se non incontrarsi, in una più naturale posizione meno estrema; invece che far conformare le donne al vecchio modello maschile.

» postato da (Al Ien) alle 18:52 del 18-03-2010

16 Che fine ha fatto il commento con la mia opinione? Inghiottito da un'anomalia spazio-temporale? :O

» postato da (Al Ien) alle 23:12 del 18-03-2010

17 Trovato, era un'anomalia della cache! Scusate! :D

» postato da (Al Ien) alle 23:14 del 18-03-2010

18 I miei complimenti a Luisa Iori per l'articolo: ha approfondito al meglio uno dei tanti aspetti di Star Trek Tng poco approfonditi con competenza e precisione. Fa sempre piacere leggere un articolo come questo. Sono d'accordo in linea di massima con quanto riportato. Per me comunque il miglior personaggio femminile è stato un personaggio secondario della serie. Mi riferisco a Ro Laren, la Bajoriana interpretata dalla bravissima Michelle Forbes, che ovunque è stata, da Tng al Galactica, ha dato il meglio di sè, pur recitando in poche puntate delle rispettive serie. Il personaggio di Ro è forse quello più complesso e meglio riuscito tra quelli femminili. Dico di più: la resa psicologica è tra le meglio riuscite in assoluto non solo in Tng, ma in tutte le serie di Star Trek, assieme ovviamente a Kira di Ds9. Opinione personale eh....

» postato da Kobol77 alle 19:48 del 28-03-2010

19 Sono d'accordo sulla questione di Michelle Forbes e sulla sua interpretazione di Ro Laren in TNG e dell'ammiraglio Cain in Battlestar Galactica. Per ragioni di spazio sono stata costretta a parlare solo di alcuni personaggi e non di tutti quelli che mi sarebbe piaciuto. Ro Laren è stata una delle vittime che ho dovuto tagliare. Grazie per averla citata, anche per me era uno dei personaggi femminili preferiti.

» postato da Luisa Iori alle 09:44 del 07-04-2010

20 per luisa: premesso che personalmente sostengo la parità dei sessi E che mi rendo pure conto che viviamo in un mondo che non la pensa sempre così, dico due cose. Rispetto il tuo punto di vista, è la tua opinione così come io ho le mie. La mia critica al tuo articolo è sul tono che hai usato: da come ahi scritto tendo a pensare che il tuo punto di vista sia di parte e tenda a concentrarsi quasi esclusivamente sulla discriminazione. Questo è pericoloso perchè perdi di vista quello invece che c´è di buono e ti focalizza quasi esclusivamente sulla denuncia ( o sul biasimo che è pure inutile) della segregazione della donna. Ti scrivo questo per dirti che facendo così perdi appunto parte della realtà per cui ne vedi solo un pezzettino. Questo vuole solo essere un consiglio che puoi accettare oppure no non è un problema. Te lo dico perchè in passato sono stato vittima dello stesso modo di vedere le cose tutto qua. Un nota riguardo alla discriminazione di cui dici che non so e non posso immaginare niente: sono gay e pure dichiarato, credimi: ne son ben qualcosa di discriminazione!

» postato da (Alessandro Bonani) alle 17:38 del 14-04-2010

21 Se per progresso si intende mostrare in un'opera artistica una donna che fa a pugni e che per un malinteso concetto di socialità-inversa 'potrebbe picchiare tutti i maschi presenti, assenti e persino immaginati' non si sono capite due cose: la funzione dell'arte all'interno dello sviluppo culturale, cultuale e sociale per prima cosa, e il concetto di evoluzione sociale e di genere per seconda.

» postato da (david bowman) alle 05:25 del 18-04-2011

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