Science Fiction Double Feature
Il Rocky Horror e la fantascienza

Basta ascoltare Science Fiction Double Feature, la canzone di apertura, per capire quanto la fantascienza cinematografica degli anni '50 abbia influenzato la fantasia di Richard O'Brien, permettendogli di partorire un pout-pourri di citazioni fantascientifiche come il Rocky Horror Show

Citato in varie pellicole successive, il Rocky Horror Picture Show nasconde a sua volta un numero impressionante di riferimenti alla cultura "popolare" americana, in bilico tra l'omaggio e la parodia.

Dal mondo dell'arte (American Gothic, uno dei più celebri dipinti americani, appeso nell'ingresso del castello ma anche proposto "dal vivo" di fronte alla chiesa nella scena del matrimonio; i duplici esemplari della Gioconda e del Davide di Michelangelo; la Venere di Milo con una candela sulla testa, il Discobolo a cui viene mozzato il capo, fino alla Creazione di Michelangelo sul fondo della piscina) alla cultura contemporanea (il numero 4711 tatuato sulla gamba di Frank-n-Furter, nome di un'acqua di Colonia molto popolare negli ambienti omosessuali degli anni Settanta; la formula dell'LSD che dovrebbe essere scritta sulla lavagna del laboratorio; in realtà è la formula di una molecola dell'emoglobina), ai classici del cinema (Il mago di Oz, Frankenstein, Dracula, King Kong), numerosissime sono le citazioni che ammiccano allo spettatore.

I riferimenti a Frankenstein (1931) sono fin troppo evidenti: dal nome del dottor Frank-n-Furter alla sua creatura, terrorizzata alla presenza del fuoco. Persino i capelli di Magenta, alla fine del film diventano simili a quelli della Moglie di Frankenstein (1935).

Il dottor Scott, scienziato già al soldo del terzo reich e bloccato su una sedia a rotelle, come il Dottor Stranamore (1963) ha difficoltà nel controllo di un arto (Stranamore ha un braccio "matto", Scott una gamba). Come lui, in qualche occasionale momento di distrazione si ritrova a imprecare in tedesco. Inoltre, l'attore George C. Scott interpreta uno dei personaggi principali del film di Kubrick.

Ma più di tutto è il brano d'apertura del film a costituire una continua citazione di personaggi e titoli di pellicole fantascientifiche. Ecco il testo:

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Autore: Maurizio Carità - Delos Science Fiction 80 - Data: 20 maggio 2003

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