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Numerose e varie le pellicole presentate: lungometraggi in concorso (sia per l’assegnazione dell’Asteroide che del Mélies d’Argento, che consente di accedere alla finale europea del Mélies d’Oro) e fuori concorso, corti, anteprime e proiezioni speciali e due retrospettive, una dedicata al cinema dell’Est Europa e l’altra ai film che Roger Corman trasse dai racconti di Edgar Allan Poe.
Due i Premi Urania alla carriera consegnati quest’anno: Roger Corman e Christopher Lee, ospiti la cui impronta sul festival è stata indubbia.
Tra i giurati chiamati a decidere, citiamo almeno Bruce Sterling, Antonio Serra ed E.G. Castellari…
Il festival triestino non è però solo cinema: il calendario degli incontri ha previsto importanti spazi dedicati alla narrativa, alla musica e al fumetto. Tra gli ospiti in tal senso, oltre ovviamente al presidente di giuria Bruce Sterling, guru cyberpunk e tra i più noti autori viventi di SF, anche l’immancabile Giuseppe Lippi, lo scrittore vincitore dell’ultimo Premio Urania Francesco Verso, gli esperti Riccardo Valla e Gianfranco de Turris, lo sceneggiatore di fumetti Antonio Serra e il disegnatore Mario Alberti, il giornalista scientifico Fabio Pagan, un concerto con i Massimo Volume, e svariati altri...
Abbiamo condiviso alcune nostre riflessioni assieme al direttore del Festival, Daniele Terzoli, cogliendo l’occasione per intervistarlo sulla storia della manifestazione, sulla sua ultima edizione e sul suo futuro…
La Cappella Underground è lo storico cineclub di Trieste, nato nel 1969 a pochi mesi di distanza dalla fondazione del leggendario Filmstudio di Roma; siamo un’associazione culturale che svolge attività di ricerca e sperimentazione nel settore cinema da oltre quarant’anni, e abbiamo un grande archivio di oltre diciottomila film su supporto analogico e digitale, oltre a una cineteca di un centinaio di pellicole di cinema di genere e soprattutto di fantascienza, che arrivano principalmente dalla collezione di Giovanni Mongini. La Cappella Underground ha sempre esplorato il cinema a 360 gradi; negli anni Settanta, in collaborazione con il festival della fantascienza di Trieste, ha organizzato alcune retrospettive che hanno lasciato il segno per la loro originalità, come Fant’Italia o Fant’America. Il gruppo fondatore si era anche proposto per proseguire l’esperienza del festival quando nel 1982 le istituzioni ne decretarono la fine. Poi, nell’anno 2000, un gruppo di “cappellani” di seconda generazione — al quale appartengo assieme ad altri amici che hanno condiviso con me questa esperienza, fra i quali vorrei ricordare almeno Massimiliano Spanu, Lorenzo Bertuzzi e Chiara Barbo — ha avuto la possibilità di rilanciare il festival della fantascienza: abbiamo intitolato la manifestazione con la sigla Science+Fiction, alludendo a un territorio vasto che non riguarda soltanto la fantascienza come genere ma anche tutte le forme di intrattenimento legate alle nuove tecnologie. Ma alla fine la fantascienza “old style” ha prevalso, e nel corso degli anni abbiamo recuperato non soltanto alcuni degli animatori del passato, come Lorenzo Codelli o Giuseppe Lippi, ma abbiamo anche ricreato una rete di corrispondenti internazionali molto qualificati, come Carlos Aguilar, Kim Newman, Alan Jones… insomma, siamo una squadra che lavora tutto l’anno, alla ricerca di film e di contatti con gli ospiti che poi si concretizzano nella manifestazione di novembre.
È andata decisamente “di lusso”, nel senso che siamo riusciti a organizzare l’edizione più ambiziosa e più ricca di ospiti dal 2000 ad oggi, soprattutto grazie alla presenza di due leggende viventi del cinema fantastico, ovvero “the king of the Bs” Roger Corman e Sir Christopher Lee. Due presenze clamorose in un colpo solo, anche se nel corso degli anni abbiamo offerto al nostro pubblico altri grandi nomi della scena internazionale, non soltanto cinematografica: penso a registi come John Landis, Dario Argento, Joe Dante, Terry Gilliam… ma anche ad artisti del fumetto come Neil Gaiman, Dave McKean, Moebius o Enki Bilal. E scrittori come Harry Harrison, Brian Aldiss, Ian Watson o Bruce Sterling (uno degli altri grandi ospiti del 2009).
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