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Il ritorno dei Bionici

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Lee Majors e Lindsay Wagner ingrandisci
L'enfasi sul costo dell'operazione è uno dei tormentoni della serie. Il referente di Steve nell'OSI, Oscar Goldman, interpretato da Richard Anderson, ricorda spesso quanto sia stata costosa l'operazione e quanto siano alte le aspettative dell'agenzia nei confronti di Steve. Un altro personaggio importante nella serie è il Dottor Rudy Wells, nel pilot interpretato dall'attore cinematografico, Martin Balsam. Nella serie regolare poi saranno due gli attori a interpretare questo ruolo, Alan Oppenheimer e Martin Brooks, ma il personaggio non perderà mai la sua caratteristica di essere una figura di riferimento per Steve. Infatti, il Dr. Wells, era il medico di Austin sin dai tempi della NASA e il loro rapporto era andato oltre la collaborazione professionale, diventando sempre più simile al rapporto padre-figlio. Quando Steve subisce l'incidente, Wells è riluttante a operarlo, temendo conseguenze psicologiche gravi per il suo protetto, poi comunque cederà pur di salvargli la vita. In effetti Steve tenterà persino il suicidio nel primo episodio, ma sarà grazie al Dr. Wells (e anche all'amore di una bella infermiera), che poi accetterà il suo stato.

 

Diverso è il rapporto con Oscar Goldman, che all'inizio vede in Steve solo un oggetto da usare e manipolare per i suoi scopi. D'altra parte la responsabilità di prendere decisioni per la sicurezza nazionale non contempla i sentimenti. Ma il rapporto tra Oscar e Steve si evolverà gradualmente, fino a diventare di fraterna amicizia. Anche se, ogni tanto, Oscar giocherà qualche tiro mancino a Steve, perché comunque la sua prima responsabilità è verso il governo.

 

L'attore che interpretava il sofferto ruolo dell'uomo bionico era Lee Majors, reduce dal successo del serial western La Grande Vallata, dove interpretava il ruolo di Heath Barkley, figlio illegittimo del defunto marito di Victoria Barkley, interpretata da Barbara Stanwyck. Anche questo telefilm era trasmesso dalle TV commerciali italiane dell'epoca, che stavano saccheggiando il magazzino degli arretrati dei produttori statunitensi e giapponesi. Quindi Majors, che invece aveva interpretato la prima serie dal 1965 al 1969, e la serie dell'uomo bionico, dal 1973 al 1978, si trovava, a cavallo tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, ad essere conosciuto in Italia per ben due serie.

L'uomo da sei milioni di dollari era una serie che non era solo fantascientifica: a parte la sua ispirazione iniziale, le avventure di Austin spaziavano dal giallo, al thriller, alla spy story. L'uomo bionico si scontrava anche con alieni, poteri ESP, androidi e altri cyborg.

Il mondo nel quale il personaggio si muoveva era il mondo reale, nel quale tuttavia si trovava a incontrare l'inconsueto con estrema facilità.

Un privilegio non concesso all'uomo della strada, ignaro di quando avvenisse dietro le quinte. Pertanto non abbiamo visto mai nella serie, forse anche per motivi di budget, cieli solcati di navi aliene o dimostrazioni pubbliche dei poteri dell'uomo bionico.

 

È un mondo nel quale le meraviglie bioniche sono possibili, ma agiscono con discrezione, per il bene comune. L'esistenza dell'uomo bionico è un segreto che si cerca il più possibile di tenere nascosto al resto del mondo. Probabilmente la giustificazione, più o meno esplicita è sempre la solita. Le tecnologie per realizzare l'uomo bionico sono costose e sperimentali. Il mondo non è pronto a conoscerle e accettarle come un progresso della medicina.

Una visione che sarebbe poco credibile oggi, in un mondo che sta vedendo superare le meraviglie della fantascienza. Se il peacemaker è sicuramente da considerarsi come un innesto bionico, ormai non fanno scalpore innesti come cuori artificiali ed arti bionici così sofisticati che qualcuno si chiede se non diano un vantaggio competitivo. Ci riferiamo al caso dell'atleta disabile Pistorius e alle protesi inventate per lui da Hugh Herr. Un medico e ingegnere disabile, famoso sia per le gambe progettate per l'atleta, sia per aver progettato, al MIT di Boston, protesi sperimentali che hanno aiutato migliaia di persone colpite da ictus, paralisi, sclerosi multipla.

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Autore: Emanuele Manco - Delos Science Fiction 109 - Data: 6 novembre 2008

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Commenti

1 Bravo Emanuele! Quant'è che non vedo questi telefilm... mi hai fatto tornare in mente un sacco di nomi che non sentivo da tempo (la Wagner vinse l'Emmy? :shock: ). Complimenti! :D

» postato da Irene Vanni alle 08:53 del 09-11-2008

2 "...la ABC produsse una serie interamente dedicata a Jaime, chiamata semplicemente La donna bionica (The Bionic Woman). La serie ottiene forse più successo della serie madre, riuscendo nell'impresa di immedesimare di più lo spettatore, di quanto non facesse l'altra serie. Nonostante il grande successo, l'immedesimazione nel personaggio di Steve Austin era sicuramente più difficile. Austin era già una specie di Superman prima di diventare bionico. Jaime no. Era una donna comune, come comuni sono l'uomo e la donna della strada, con le loro fragilità, ma anche con i loro punti di forza. L'attrice Lindsay Wagner era bella senza essere una top model, e questo le ha portato anche l'ammirazione delle spettatrici. Poi era molto più espressiva del suo collega Majors." Un lungo articolo, ma capace - anche in poche righe - di centrare il bersaglio. ;-) Thanks. P.S.: sì, la Wagner vinse l'Emmy Award.

» postato da (Paolo ) alle 14:06 del 02-12-2008

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