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![]() di Luigi Pachì |
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Siamo agli albori della rivoluzione industriale. Le scoperte scientifiche stanno cambiando il modo di vedere il mondo; la tecnologia sta facendo il suo ingresso nella società civile, e la sta cambiando e asservendo. La forza lavoro si trasferisce dalle campagne alle città, per lavorare nelle nascenti industrie. Il telaio meccanico Jacquard trasforma gli artigiani in operai da catena di montaggio; le ferrovie si allargano sul territorio degli Stati Uniti come una ragnatela spazzando via la leggendaria frontiera. Un'epoca di grande fervore e di grandi trasformazioni, spinte dall'energia imbrigliata del vapore.Tra i vari generi e sottogeneri fantascientifici uno di quelli più affascinanti si chiama Steampunk, nato secondo la critica specializzata nel 1979 con il romanzo Morlock Night di K.W. Jeter (in programmazione ad ottobre su Urania con il titolo La notte dei Morlock). In breve, questa corrente letteraria della fantascienza immagina come sarebbe stato diverso il passato se il futuro fosse accaduto prima. Una tematica certamente ricca di "sense of wonder" che ricade a buon diritto nelle storie degli universi paralleli e delle storie alternative, anche se principalmente lo Steampunk si differenzia dagli altri generi in quanto viene ambientato nella Londra vittoriana, tanto cara a Arthur Conan Doyle e H. G. Wells. In questo territorio dell'immaginazione vengono descritte anacronistiche tecnologie, armi e strumentazioni azionate a vapore, computer analogici e enormi apparati magnetici in grado di manipolare le orbite lunari. Di fatto si tratta di storie collocate temporalmente in un'Inghilterra nella quale il posto occupato dall'energia elettrica appartiene al vapore (steam in inglese). Nel romanzo di Jeter citato, l'autore ipotizza che i Morlock - descritti da H. G. Wells nel suo celeberrimo romanzo The Time Machine - rubino l'invenzione della macchina del tempo e ritornino nelle atmosfere della Londra vittoriana.
Nel 1995 Paul Di Filippo firma la sua ottima trilogia dal titolo Steampunk Trilogy (disponibile presso l'Editrice Nord e recentemente ripubblicata nei tascabili) e, nello stesso anno, possiamo annoverare anche Pasquale's Angel di Paul J. McAuley.
Questo romanzo vince il P. K. Dick Award nel 1996 e il J.W. Campbell Memorial Award, denotando come questa tematica affascini molto i lettori e i professionisti. Arthur C. Clarke, a tal proposito, afferma: "Sono tentato di dire che mai come in questo caso il seguito è superiore all'originale". Baxter era talmente ammaliato dal romanzo di Wells da non esitare a definirlo, in un suo articolo del 1995, "a wholly remarkable book." La distopica storia dello scienziato e avventuriero che costruisce una sorta di bicicletta per viaggiare nel tempo ed esplorare l'oscuro futuro dove incontrerà un mondo fatto da Eloi e da Morlock, lo attrae così tanto che Baxter sente la necessità di scriverne un seguito, ritoccando quell'affascinante periodo storico a cavallo del 1890. Alla Picon 13 del 4 febbraio 1996, presso l'Imperial College, Baxter presenta addirittura un suo intervento intitolato "La scienza della Macchina del Tempo" che si può gustare all'indirizzo: http://www.sam.math.ethz.ch/%7Epkeller/BAXTER/Articles/PicoconTalk.html. Stephen Baxter reinterpreta le idee di Wells alla luce delle più recenti scoperte sulla natura dello spazio, del tempo e della meccanica quantistica, ma soprattutto, con estrema fedeltà e vigore narrativo, riscopre e rilancia verso nuovi orizzonti l'emozione che La macchina del tempo aveva saputo regalare.
Il post-modernismo che caratterizza certe opere non può non far risaltare le doti narrative di Paul Di Filippo. Le tre storie raggruppate nel libro Steampunk (Cosmo Argento 268, Nord - 1996 e SF Tascabili Nord, 1998) rappresentano precisi passati alternativi riferiti al XIX secolo dove vengono sapientemente miscelati personaggi immaginari e storia. Così lo commenta lo scrittore Rudy Rucker: "Divertentissimo ed enciclopedico. Dopo averlo letto capirete che la storia non potrà mai più essere la stessa.."
Tre anni dopo Infernal Devices di Jeter, nel 1990, viene pubblicato in America In the Country of the Blind di Michael Flynn (Per il mercato europeo Pan Books, novembre 1993 - 4,99 Sterline). Anche in questo caso ci troviamo davanti a una cospirazione. Ambientato nel presente il libro riferisce all'invenzione di un computer meccanico creato dallo scienziato e matematico Charles Babbage circa cento anni prima dei giorni nostri. I libri di storia archiviano questa invenzione come un fallimento. In realtà i testi storici dicono il falso in quanto la macchina di Babbage è un vero successo ed è utilizzata di nascosto da una società dedicata alla "scienza segreta" che potrebbe guidare la razza umana lontana da guerre e verso un destino più roseo. Purtroppo con il passare dei decenni il loro obiettivo si tramuta per trasformarsi in coloro che dettano le regole del mondo. Sebbene i loro metodi siano imperfetti il successo sarà assicurato se non interviene qualcuno a fermare questo folle gioco. Anche in questo caso ricorre la costante domande: Cosa sarebbe successo se la seconda e terza Rivoluzione Industriale fosse accaduta un secolo prima, diciamo durante il periodo della Londra vittoriana?
C'è un passaggio di questo libro che può riassumere la ricerca dell'utilizzo del computer in un'epoca, quella vittoriana, in cui la tecnologia emergente permette di raggiungere nuove mete. Eccovi un dialogo che mette a fuoco le atmosfere di questo genere narrativo:" --... C'è una richiesta continua di lavoro per le Macchine. In ogni modo, perché la Società Geografica dovrebbe occuparsi di questa faccenda? Perché dirottare fondi dal necessario lavoro di esplorazione in terre straniere? Penso piuttosto che una indagine parlamentare... -- Ma il governo manca dell'ampiezza di visione necessaria, del gusto per l'avventura scientifica, dell'oggettività. Ma supponiamo che siano le Macchine della Polizia, invece che quelle dell'Istituto di Cambridge, per esempio. Cosa ne direste in questo caso? -- Le Macchine della Polizia? -- disse Mallory. L'idea era alquanto straordinaria. -- Come potrebbe la Polizia essere d'accordo per prestare le sue Macchine? -- Le loro Macchine sono frequentemente inutilizzate di notte -- disse Oliphant." Rivoluzione Industriale e Rivoluzione Informatica si fondono per dar vita ad uno dei testi a mio avviso più intriganti di questo genere dove la fantascienza tenta di riscrivere il passato dando un volto nuovo al futuro.
Parlando di Steampunk, Garth Spencer ha pubblicato nel 1993 una bibliografia che comprende anche alcuni autori e racconti finora non citati. E' il caso di Isaac Asimov con Sherlock Holmes through Time and Space (Blue Jay Boks,1984), ancora James P. Blaylock con Homunculus (Ace, 1986, Homunculus, Gli Squali Bompiani n. 8) e Two views of a Cave Painting (Axolotl Press, 1987), Ronald Clark con Queen Victoria's Bomb (William Morrow & Co., 1968), John Crowley con Great Works of Time (uscito in Usa nel 1989 e presente in Stelle di neuroni a cura di Gardner Dozois, Mondadori -1992), Sherman Joshepa con Monsieur Verne and the Martian Invasion (in Alternate Warriors, ed. Mike Resnick) e Terrance Dicks con Doctor Who and the talons of Weng Chiang (Target, 1977). In un panel dedicato allo Steampunk è stato anche citato Il diario segreto di Philias Fogg (Urania n. 1940 del 1990, The Other Log of Philias Fogg, DAW, 1973) di Philip Josè Farmer.
In quest'ottica più allargata, tra i testi che si avvicinano al genere troviamo allora anche L'era del diamante di Neal Stephenson (ShaKe, Milano, 1997) che rappresenta in un certo senso, attraverso la dettagliata analisi di una ricca comunità di mercanti, detti Neovittoriani, la cui struttura sociale si avvicina a quella inglese del periodo vittoriano, una rilettura del genere steampunk. Qui l'autore costruisce un tessuto narrativo ambientato però nel futuro, dove sviluppo tecnologico e problematiche morali/sociali si fondono in un tutt'uno.
L'altro bel racconto italiano da segnalare è opera di Franco Ricciardiello. E' intitolato La rosa bianca di Bonaparte ed è stato finalista al Premio Alien nel 1995. Apparso sulla fanzine Shining nello stesso anno (n. 2, anno II) lo potete leggere oggi su questo stesso numero di Delos. Se, dunque, non volete sapere di cosa tratta prima di leggerlo, vi consigliamo di passare al paragrafo successivo per evitare di rovinarvi la sorpresa finale. Il racconto di Ricciardiello narra le conquiste territoriali di Bonaparte, rivedute a tutti gli effetti nell'ottica "steampunk". Il generale, nell'aprile del 1796, si trova il Liguria, su un carro armato a vapore, pronto all'assalto del castello di Cosseria e del generale Provera. Volta ha già illuminato la notte parigina per festeggiare la vittoria sul Re di Prussia e scienziati francesi hanno montato macchine capaci di effettuare operazioni matematiche. Napoleone si fa ospitare per la notte da un nobile di Càrcara, incrociando nel frattempo sulla sua strada la principessa di Carignano Giuseppina Teresa di Lorena. Napoleone, visto il tardo orario, invita la principessa nella stessa abitazione per passare la notte. Qui la nobile vede per la prima volta la pascaline, una macchina per le operazioni matematiche e un soldato meccanico di caucciù. L'incontro tra il generale e la principessa non è affatto casuale, in quanto Giuseppina Teresa di Lorena ha come fine ultimo l'uccisione di Napoleone, reputato l'anticristo per le sue gesta. Durante la notte la principessa si infila così nella stanza del generale munita di pistola. Napoleone le si avvicina e, una volta sul letto, si infila fra le sue gambe. Guidata da Dio Giuseppina Teresa di Lorena trova il coraggio per sparare e uccide "il demonio". Ma il colpo di scena finale non manca, perché dalla ferita del collo del generale fuoriesce "il gomitolo di carta del nastro perforato", mentre il vero Napoleone, quasi annoiato ricorda con sufficienza di portare via la donna, dando il via all'attacco ai piemontesi. Insomma, due ottimi esempi di fantascienza "made in Italy" che nulla devono invidiare ad alcune delle opere citate in questo articolo. Naturalmente il genere steampunk non poteva passare inosservato al mondo del fandom e circa un'anno fa ha preso il via una nuova fanzine inglese dedicata completamente allo steampunk. Si intitola The Heliograph ed è una pubblicazione amatoriale che si occupa appunto di storie fantascientifiche ambientate nella Londra vittoriana. Nel primo numero uscito nel giugno 1997 (e che aveva l'intento di diventare un bimestrale), vi sono racconti di Dave Brown, Mitchell Grieg, Philip Reeve e Adrian Vonner. Per maggiori informazioni potete contattare il curatore Mike Grant al seguente indirizzo: 118, Ratcliffe Rd. Loughborough - LE11 1JH, Inghilterra. Al cinema è invece in produzione il più strano film western di tutti i tempi, mescolato a spionaggio e fantascienza steampunk. La notizia è recentissima e riguarda Will Smith, uno degli uomini di punta di Hollywood che dopo i successi di Independence Day e Men in Black, sarà James West, il protagonista di The Wild, Wild West, un film tratto da una serie televisiva degli anni Sessanta basata su una coppia di agenti segreti nel Far West, dotati di tutta una serie di gadget "a vapore" degni della migliore fantascienza steampunk. Insieme a Smith lavorerà, nella parte dell'inventore Artemus Gordon, il grande attore Kevin Kline (Ti amerò fino ad ammazzarti, Un pesce di nome Wanda). Il cattivo, il diabolico dottor Arliss Loveless che costruirà un enorme ragno meccanico per uccidere il Presidente, sarà interpretato da Kenneth Branagh. Fra i molti strumenti archeo-fantascientifici che saranno presenti nel film, anche grazie a un pesante uso di effetti in computergrafica, particolare rilievo ha un treno tutto speciale che, alla fine delle riprese, sarà esposto al pubblico a Santa Clarita, in California. L'uscita del film è prevista per l'estate del prossimo anno e sarà interessante vedere cosa ci riserva finalmente Hollywood in riferimento allo steampunk.
Un sito invece davvero interessante per chi ha letto The Difference Engine è quello di Eileen K. Gunn che ripropone The Difference Dictionary, già pubblicato sul n. 8 della rivista Science Fiction Eye. All'indirizzo www.sff.net/people/gunn/dd/ veniamo a conoscenza del dizionario amministrato appunto da E. K. Gunn, una sorta di supplemento organico al romanzo di Gibson e Sterling. Qui si possono fare ricerche in ordine alfabetico di parole e nomi tipo Charles Babbage, Sir Henry Bessener, Carbonari, Crinoline, Matrix e molto altro. Chiudiamo questa parentesi con il corposo lavoro The Age of Steam. Un'analisi temporale dove le cronache riferiscono a sviluppi tecnologici che sono andati diversamente dalla realtà grazie all'utilizzo anticipato del motore a vapore. L'invenzione dell'utilizzo pratico del vapore causa in questa cronologia un effetto d'onda verso altre tecnologie, anticipando di fatto molti strumenti, macchinari, nonché generando elettricità. L'indirizzo è http://home.sprynet.com/sprynet/hoff5767/Steam.htm Il lavoro, di Dough Hoff, è suddiviso per date e oltre al testo vi sono anche delle rappresentazioni grafiche dei macchinari descritti, come ad esempio il primo modello di motore a vapore opera del francese Henri Papin e del britannico Thomas Savery (1680-1682). In questa cronologia si presenta, ad esempio, un tardo 1850 in cui nelle città di Londra, Parigi e New York la tecnologia di Babbage ha permesso di installare nella maggior parte delle case il telegrafo e la telescrivente. Anche socio-politicamente troviamo dettagli davvero interessanti. Un ultimo sguardo va dato anche al settore dei giochi di ruolo, il quale non poteva non accorgersi di questo genere narrativo. Dallo steampunk sono infatti nate da qualche tempo le ambientazioni dei GdR intitolati Steampunk e Spazio:1888. In conclusione possiamo dire che lo steampunk ci permette di vivere in prima fila le emozioni di una storia alternativa fatta di vapore e conquiste, nella chiave creativa che solo la letteratura di fantascienza sa offrire: una sua peculiarità che ci permette di tuffarci nel passato modificandone la storia, costruendo universi paralleli tanto strani, quanto affascinanti alla lettura. Una corrente della narrativa fantastica che merita indubbiamente di essere approfondita dagli appassionati. Forse, una delle poche vere nuove idee della science-fiction degli ultimi anni.
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