Thread

di Luigi Pachì
e Silvio Sosio

La forma delle parole
Questa volta parliamo delle parole che compongono un libro. Siano esse rappresentanti una lirica, una narrazione o una sceneggiatura, possono tutte quante essere contenute in un libro. La differenza fondamentale tra queste tre forme espressive la fa, di fatto, il lettore che sceglie cosa leggere.

Tocchiamo questo punto dopo aver osservato quello che quest'anno è avvenuto durante la pubblicazione dell'opera di P.K. Dick intitolata Ubik, edita da Fanucci. In questo libro vengono presentate due versioni di Ubik, quella in versione tradizionale e quella, sempre scritta da Dick, in versione "sceneggiatura". Fin qui nulla di nuovo, nel senso che già altre volte è capitato di trovare all'interno di un romanzo di SF anche la sceneggiatura scritta appositamente per la versione cinematografica (se non ricordiamo male Urania l'ha fatto, ad esempio, con L'Uomo che cadde sulla Terra).

Quello che ci ha fatto pensare, riferendoci a Ubik, è stata la scelta dell'editore di dare priorità alla versione sceneggiata, relegando solo nella seconda parte del libro il romanzo.

Vuoi vedere che dietro questa scelta esiste un ragionamento di fondo che rispecchia i nostri tempi?

Partiamo dall'assunto che viviamo nell'era delle immagini e che i lettori sono sempre meno. Le nuove generazioni faticano ad avvicinarsi alla letteratura inglobate dalla televisione. Ed ecco un'idea per invogliare i nuovi lettori a leggere Dick (e forse i prossimi libri in genere): dare la priorità alla versione sceneggiata, in modo tale da presentare un testo che parla per immagini e per dialoghi, ovvero nel modo con cui ultimamente siamo sempre più abituati a vivere "grazie" alla tv. Il messaggio risulta così più semplice da capire, più immediato. La forza della sceneggiatura, fa "pensare" il lettore con la stessa logica di chi guarda un telefilm o, ancor più semplicemente, legge un fumetto.

Non sappiamo se un giorno la narrativa si sposterà con i suoi tecnicismi verso una letteratura stile sceneggiato per coprire un bacino sempre più grande di teleutenti. Certo è che dare la priorità in un libro alla sceneggiatura (per altro mai realizzata al cinema) del romanzo che ne fa seguito, può rappresentare il primo caso di una lenta modificazione verso un linguaggio meno tradizionale e più portato alla sequenza di immagini e dialoghi tipica del cinema e della tv.

Non siamo convinti che ciò possa funzionare e crediamo che la narrativa debba rimanere così come è stata scritta sino ad oggi. Ma noi siamo della generazione nata quanto c'era solo un canale Rai che trasmetteva in bianco e nero e solo qualche ora al giorno. Le nuove generazioni vivono costantemente bombardate dalle immagini e il loro background è molto diverso dal nostro... Chissa?

Uno dei sottogeneri più curiosi della fantascienza degli ultimi anni è lo Steampunk, termine coniato da K.W. Jeter dalle parole "steam" (vapore) e cyberpunk. L'idea è quella di immaginare un passato alternativo, di solito attorno all'era vittoriana, nel quale utilizzando l'energia del vapore sono state sviluppate in anticipo alcune invenzioni dei giorni nostri, come computer, carri armati o robot. Se ne parla in questo numero di Delos, in uno speciale curato da Luigi Pachì, affiancato da una intervista con Paul Di Filippo, uno degli autori più interessanti di questo filone. Il grosso del numero è però dedicato al cinema: innanzitutto con un'anteprima di Godzilla, il colossal che uscirà fra poco in Italia, e con una lunga intervista in esclsuiva al suo regista, Roland Emmerich, che ha messo la firma su altri due "blockbuster" fantascientifici degli ultimi anni: Stargate e Independence day. Sempre per il cinema si parla di Armageddon, campione di incassi anche nel nostro paese, e con un'altra intervista facciamo la conoscenza di Casper Van Dien, che dopo aver fatto il marine spaziale in Starship Troopers è stato nominato erede di Johnny Weismuller diventando il nuovo Tarzan. Per una volta diamo spazio anche ai videogiochi e dedichiamo un articolo su quello che è stato un po' l'evento di quest'anno, la versione interattiva di Blade Runner.

Per finire, vi segnaliamo la prima di una serie di inchieste che vogliamo portare avanti con la vostra collaborazione. La prima puntata è dedicata ai luoghi comuni della (e sulla) fantascienza, ricavata da un dibattito sorto sulla mailing list Fantascienza, ma è già in preparazione la prossima: come definireste la fantascienza? Partecipate anche voi usando la pagina apposita che abbiamo preparato, all'indirizzo www.delos.fantascienza.com/inchieste.

Noi vi diamo appuntamento a ottobre per Delos numero Quaranta.