John Wood Campbell jr. ha solo 28 anni quando assume la direzione di Astounding Science-Fiction nel 1937, uno dei più importanti pulp magazine di fantascienza. Memore della lezione di Hugo Gernsback, l’editor chiede agli scrittori di continuare a celebrare nelle loro storie la scienza, ma senza farne il fulcro centrale e, soprattutto, che sia una scienza più vicina alla realtà e più realistica. Isaac Asimov ha ribattezzato quel periodo che va dalla fine degli anni Trenta all’inizio degli anni Cinquanta in “l’Era di Campbell”, proprio a sottolineare l’influenza del curatore di Astounding e dell’importanza della rivista, ma più convenzionalmente quel periodo è stato etichettato dagli storiografi come “l’Età dell’Oro della fantascienza”. Su quelle pagine, infatti, apparvero molti racconti e romanzi destinati a diventare dei classici a opera di autori che fisseranno nuove coordinate per il genere narrativo e diventeranno a loro volta in qualche modo “fondatori” della science fiction. Scrittori come lo stesso Asimov, Robert A. Heinlein, Alfred E. Van Vogt, Theodore Sturgeon, Jack Williamson, Clifford Simak e altri introducono rispetto alle storie scritte nell’epoca di Gernsback anche una maggiore caratterizzazione psicologica dei personaggi.
La fantascienza trova una sua precipua forma su questa rivista attraverso il racconto, ma comincia anche a sperimentare alcune formule ibride, come quella del fix-up, un romanzo creato a partire da diversi racconti di narrativa breve, indipendentemente dal fatto che inizialmente erano stati o meno concepiti come un’unica storia lunga.
A luglio del 1939, a New York, si svolge la prima World Science Fiction Convention (Worldcon), segno del crescente interesse per la fantascienza e, soprattutto, del suo seguito di appassionati (fandom), molto vivace fin dai tempi della rubrica a loro dedicata su Amazing Stories.
Sotto lo pseudonimo di Eando Binder, i fratelli Earl Andrew Binder (1904–1966) e Otto Oscar Binder (1911–1974) pubblicano una serie di racconti raccolti con il titolo Adam Link – Robot (1939-42), in cui uno scienziato di nome Link crea un robot con una straordinaria intelligenza, ma anche con sentimenti umani. Storie che avranno un’enorme influenza su Isaac Asimov, quando alcuni decenni più tardi scriverà le sue storie di robot, ma che costituiscono già un interessante riflessione sul tema uomo-macchina. Un tema affrontato anche nel romanzo Il triangolo quadrilatero (The Four-Sided Triangle, 1939) di William F. Temple, in cui due scienziati e amici sono gli ideatori di una macchina in grado di replicare qualsiasi cosa non organica e questo li porta a diventare molto ricchi, fino a quando uno di loro chiede che venga duplicata la loro amica Joan, che ha deciso di sposare l’altro uomo.
Isaac Asimov (1920-1992) è certamente la figura di riferimento della fantascienza americana del secondo dopoguerra, conosciuto spesso anche dal lettore che non frequenta il genere. Allievo prediletto di Campbell, lo scrittore americano fu uno dei principali autori di Astounding, pubblicando tanto racconti singoli quanto racconti raccolti nella forma di romanzo successivamente. Tra i primi, c’è Notturno (Nightfall, 1941), uno dei suoi più famosi. Ambientato su Lagash, dove la notte e sconosciuta, perché ci sono ben sei soli a illuminare tutta la superficie del pianeta. Ma una setta religiosa preannuncia che prima o poi verrà la notte e la fine del mondo per una profezia scritta nel Libro delle Rivelazioni. La scienza sembra concordare con questa previsione, ritenendo che a breve ci sarà un’eclissi causata da una luna che oscurerà l’ultimo sole del pianeta.
La produzione letteraria di Asimov è sterminata, ma spiccano sicuramente le storie del “Ciclo dei Robot” e quello della “Fondazione”. Proprio la trilogia originale della Fondazione, iniziata nel 1942 con una serie di racconti riuniti in seguito sotto la forma del romanzo, vinse nel 1966 il premio Hugo come miglior ciclo fantascientifico. I primi tre romanzi della saga sono Cronache della Galassia (Foundation, 1951), Il crollo della Galassia centrale (Foundation and Empire, 1952) e L’altra faccia della spirale (Second Foundation, 1953) e rappresentano una lettura obbligata per chiunque voglia avvicinarsi alla fantascienza. La storia ha per protagonista Hari Seldon, primo e più grande psicostoriografo dell'Impero Galattico, che utilizzando complesse equazioni matematiche, arriva alla conclusione che l'Impero sta decadendo e che presto arriverà un periodo di barbarie, stimato in trentamila anni. Nel tentativo di ridurre questo tempo ad appena mille anni, Seldon spinge gli eventi per inviare su Terminus, pianeta nella periferia della galassia, una comunità di scienziati, che ufficialmente lavorano alla creazione di un'Enciclopedia Galattica, ma che in realtà sono destinati a superare una serie di “Crisi Seldon” che li porterà a realizzare un più solido e duraturo impero. La carriera di Asimov continuerà ininterrottamente fino alla sua morte.
Altra figura emblematica è Robert A. Heinlein (1907-1988), che per Salvatore Proietti (La fantascienza in Il Novecento USA (2009) a cura di Sara Antonelli e Giorgio Mariani) è: “[…] il più compiuto mitografo dello spazio come nuova, definitiva frontiera in grado di rivitalizzare l’America, proiettandola in un’espansione infinita. La sua ideologia muove da un pragmatismo tecnocratico, con un rugged individualist che risolve situazioni insormontabili grazie al sapere tecnico, e in cui, brillantemente, l’azione abbraccia anche il terreno dell’organizzazione e del conflitto sociale”.
Ne sono un esempio Requiem (1940), uno dei racconti più originali di Henlein, il cui protagonista è uno spietato imprenditore, di nome D.D. Harriman, che intende finanziare e realizzare il sogno di andare sulla Luna, anche se sa che molto probabilmente morirà nel tentativo, viste le sue precarie condizioni di salute; o il suo romanzo prequel L'uomo che vendette la Luna (The Man Who Sold the Moon, 1950), in cui si narra di come Harriman riesca a procurarsi il denaro per l’impresa del viaggio sulla Luna, attraverso speculazioni in borsa e corrompendo politici. Anche un juvenile, ovvero un romanzo scritto per adolescenti, come il Razzo G.2 (Rocket Ship Galileo, 1947) è pervaso dall’ideologia descritta da Proietti, cos’ come uno dei suoi capolavori La Luna è una severa maestra (The Moon Is a Harsh Mistress, 1966), vincitore del premio Hugo. Siamo nel 2075 e la Luna è abitata da circa tre milioni di persone, discendenti dei primi coloni che altro non erano che detenuti. Tra i coloni e i terrestri, però, scoppia una guerra a causa del fatto che un supercomputer ha previsto la fine del nostro satellite, sfruttato dai terrestri con l’esportazione coatta di materie prime.
Come sostiene ancora Proietti, individualismo e oligarchia sono le principali chiavi di lettura della narrativa dello scrittore americano, un dualismo che ritroviamo in un racconto come Universo (Orphans of the Sky, 1941), uno dei primi a raccontare di una nave generazionale, e nel romanzo Fanteria dello spazio (Starship Troopers, 1959), dove la Terra è dominata da una dittatura militare che concede i pieni diritti civili soltanto a chi svolge il servizio militare e in cui Johnny Rico è un giovane cadetto dei marines spaziali, impegnato in una sporca guerra contro una razza aliena, ma anche nel romanzo Straniero in terra straniera (Stranger in a Strange Land, 1961), divenuto un manifesto delle comunità hippy degli anni '60 per le sue idee sulla libertà sessuale.
Lo scrittore americano Alfred Van Vogt (1912-2000) è insieme a Asimov e Heinlein, il terzo fondamentale scrittore di questo periodo storico, anch’egli tra gli allievi più fedeli di Campbell. Il suo romanzo più noto è Slan (1951), apparso in quattro puntate a partire dal settembre 1940 su Astounding. Il protagonista Jommy Cross è uno Slan completo, in altre parole un essere telepatico capace di leggere nella mente degli altri e per questo odiato e temuto da tutta l'umanità. Con questo romanzo Van Vogt introduce nella fantascienza l’elemento dei superuomini: gli Slan sono dotati di poteri che li differenziano dagli altri esseri viventi (Slan incompleti e uomini). Quella dello scrittore canadese, naturalizzato americano, è una riflessione sulla paura dell’Altro, del diverso e sui pregiudizi che si attivano nella mente dell’uomo nei confronti di ciò che non si conosce e quindi di cui si ha paura. Van Vogt non ha resistito alla tentazione di scrivere anche romanzi più squisitamente spaziali e avventurosi, come Crociera nell’infinito (The Voyage of the Space Beagle, 1951) e I ribelli dei 50 soli (The Mixed Men, 1952).
Theodore Sturgeon – il cui vero nome è Edward Hamilton Waldo (1918-1985) – compie i suoi primi passi da scrittore, nel 1937, ma il debutto nel mondo della fantascienza avviene nel 1939, con il racconto Ether Breather, pubblicato sulle pagine della rivista diretta da Campbell. Un memorabile racconto della sua fase iniziale è Dio Microcosmico (Microcosmic God, 1941), in cui uno scienziato crea una specie senziente microscopica, diventando per il loro mondo un vero e proprio dio, capace di causare catastrofi naturali e plasmando le società al suo volere. La sua produzione letteraria rimane fino al 1945 abbastanza legata alla narrativa breve, ma è dopo la Seconda Guerra Mondiale che Sturgeon scrive i suoi migliori romanzi: da Cristalli Sognanti (The Dreaming Jewels, 1950) a Nascita del Superuomo (More than Human, 1953) fino a Venere più X (Venus Plus X, 1961). Al centro della produzione letteraria dello scrittore newyorchese c'è l'Uomo, con le sue nevrosi, i suoi problemi, le sue aspirazioni, il senso di smarrimento connaturato nell'anima. Con Nascita del Superuomo, ad esempio, Sturgeon è riuscito, come pochi altri, a re-inventare il classico tema del diverso, del mutante, dell'alieno in senso lato. Ma nonostante il non troppo felice titolo italiano, quest'opera dello scrittore americano è un meraviglioso affresco sulla condizione umana nella società postmoderna. Solitudine, incomunicabilità, paura degli altri sono solo alcuni dei temi trattati.
Lester del Rey, pseudonimo di Leonard Knapp (1915-1993) è anch’egli un autore nato dalla fucina di Astounding, su cui apparve il racconto Helen O' Loy (1938), nel quale la protagonista del racconto è la prima donna artificiale presentata in letteratura. Nerves (1956), romanzo tratto da un racconto del 1942, è forse insieme a L'undicesimo comandamento (The Eleventh Commandment, 1962), il suo romanzo più noto, in cui si narra di un incidente in una centrale nucleare (il racconto è stato pubblicato tre anni prima del lancio delle atomiche su Hiroshima e Nagasaki). Ne L’undicesimo comandamento, c’è un comandamento seguito dalla chiesa americana, che recita più o meno così: “andate e moltiplicatevi”. Il che innesca la nascita di una feroce dittatura, legata a filo doppio alla religione, che ha nella procreazione il suo fondamento.
C. L. Moore, al secolo Catherine Lucille Moore (1911-1987), è stata tra le prime autrici di fantascienza e fantasy e una protagonista dell'Età dell'Oro, esordendo a soli ventidue anni su Weird Tales. Ha scritto notevoli racconti e romanzi, alcuni dei quali composti con lo scrittore Henry Kuttner (1915-1958), che divenne suo marito nel 1940. Per pubblicare sui pulp, che all'epoca erano praticamente "proibiti" alle scrittrici, si firmò con le iniziali C.L. e anche se la sua vera identità fu svelata presto da due fan, per molti anni i lettori continuarono a credere che fosse un uomo. La sua spiccata sensibilità femminile, tuttavia, è riscontrabile nella capacità di dare spessore ai personaggi, quasi sempre femminili, delle sue opere, tra cui non possiamo non ricordare i racconti La radiosa illusione (The Bright Illusion, 1934) e Insieme nel tempo (Tryst in Time, 1935). Kuttner, a sua volta, è stato un prolifico scrittore, di cui il suo romanzo Furia (Fury, 1947) è un capolavoro, uno dei primi ad affrontare il tema dei mutanti e che descrive la vita sotto delle cupole immerse negli oceani in modo molto realistico e affascinante.
Autore di notevoli racconti, che spesso non sono nettamente ascrivibili a un genere preciso, ma spaziano dall’horror al weird, dal fantasy alla fantascienza, lo scrittore americano Fritz Leiber (1910-1992) si distingue come voce originale della scena editoriale americana in quegli anni a cavallo tra la fine degli anni Trenta e il Secondo dopo guerra. Tra i suoi romanzi, spicca L’alba delle tenebre (Gather, Darkness!, 1943), dove in un futuro lontano, dopo una guerra atomica che ha ridotto la Terra a una sfera butterata di crateri, il mondo è dominato da una dittatura religiosa, la Gerarchia, che, forte di una scienza altamente avanzata, tiene il popolo soggiogato. Quello di Leiber è uno dei migliori romanzi sul tema della rivolta contro una dittatura teocratica.
Anche lo scrittore americano L. Sprague De Camp (1907-2000) è considerato tra i migliori scrittori di quel periodo, anche lui distinguendosi per la varietà delle storie di cui è stato autore. Notevole e fondamentale il suo romanzo breve L'abisso del passato (Lest Darkness Fall, 1939), considerato un prototipo del genere ucronia, in cui il protagonista si ritrova nella Roma del 535 d.C., cambiando il corso degli eventi storici.
Murray Leinster, pseudonimo di William Fitzgerald Jenkins (1896-1975), è stato invece uno scrittore prevalentemente di fantascienza, a cui viene generalmente attribuita la paternità del concetto fantascientifico di universi paralleli, ma autore capace anche di offre una visione diversa del classico cliché del primo contatto con il racconto Primo contatto (First Contact, 1945).
Nella “Vecchia Inghilterra”, C.S. Lewis (1898-1963), nome completo Clive Staples, docente di lingua e letteratura inglese all'Università di Oxford e sodale di J.R.R. Tolkien, pubblica quella che diventerà La Trilogia Cosmica (Space Trilogy), formata dai romanzi Lontano dal pianeta silenzioso (Out of the Silent Planet, 1938), Perelandra (1943) e Quell'orribile forza (That Hideous Strength, 1945), ambientata sul pianeta Marte (Malacandra), dove il Dr. Elwin Ransom scopre che la Terra è esiliata dal resto del Sistema Solare, e sul pianeta Venere, dove ha luogo un’epica battaglia. Una trilogia che ha nella riscoperta del Mito la sua peculiarità, attraverso la metafora del viaggio spaziale.
Alla fine della Seconda guerra mondiale, 1984 (Nineteen Eighty-Four, 1948) di George Orwell (1903-1950) diventa il romanzo simbolo dell’Anti-Utopia, ma anche la denuncia più cruda del totalitarismo che era dilagato in Europa, della repressione delle libertà personali e collettive.
La produzione di storie brevi è ormai tale che cominciano ad apparire le prime raccolte dei migliori racconti. Il primo di tali volumi è stato The Other Worlds (1941), curato da Phil Stong, che aveva storie brevi tra gli altri di Theodore Sturgeon, Lester del Rey, Murray Leinster e altri. Due anni più tardi, fu Donald A. Wollheim a curare un’antologia dal titolo The Pocket Book of Science Fiction, con racconti di Wells, Sturgeon, Robert A. Heinlein e altri. Dopo la Seconda guerra mondiale, vengono pubblicate due antologie entrate nella storia della fantascienza: Adventures in Time and Space (1946), a cura di Raymond Healy e J. Francis McComas, e The Best of Science Fiction (1946) a cura di Groff Conklin.
Autore controverso, per aver ideato Scientology, una vera e propria religione, Lafayette Ronald Hubbard (1911-1986) è autore di alcuni pregevoli romanzi e racconti, tra cui spicca L’ultimo vessillo (Final blackout, 1948), pubblicato inizialmente a puntate nel 1940 sulla rivista Astounding Science-Fiction di Campbell Jr. e che si configura come una vera e propria storia di fantascienza militare.
Il decennio dei Quaranta si chiude con un romanzo che più rappresentativo della fantascienza di quegli anni non può essere: Assurdo universo (What Mad Universe, 1949) di Fredric Brown (1906-1972). La storia ha per protagonista Keith Winton, il direttore di un pulp magazine, l’inverosimile “Storie Sorprendenti” che viene sbalzato da una potentissima esplosione in un mondo dove la Terra è in guerra con gli arturiani e i mostri vanno tranquillamente a passeggio per Manhattan e dove Winton capisce che il suo mestiere di esperto di fantascienza può tornargli molto utile. Brown è considerato un maestro di narrativa breve, con racconti spesso lunghi appena una pagina, il cui esempio più famoso è Sentinella (Sentry, 1954).

















