– Di cazzo, direi, “testa di cazzo” mi sembrano le parole giuste. – L’entrata in scena di una voce inattesa. Armando spiana il cannone, ma solo su Francesco, il quale si trova sotto due traiettorie di fuoco.Gunman s’era aspettato di tutto, tranne che di trovare la porta aperta, in un rifugio di sovversivi pericolosi come loro, almeno stando a quanto dicevano i backup di missione.– È un tuo amichetto, Bice? – Non proprio. Ma se non fai cazzate, lui ci lascia andare via. È venuto per il Cast, vero? – Questi erano gli accordi – conferma Armando.

Bice abbassa l’arma. Fissa Francesco, come se uno sguardo bastasse a spiegare tutto.

Non c’è spazio per la delusione, né per il risentimento, no. Pochi secondi: una bocca di fuoco da evitare, procurarsi un’arma e colpire. Fottere il nemico. Abbattere l’obiettivo, a costo di lasciarci le penne: paradigmi dell’esercito della RFN che il caporalmaggiore Maierato conosce bene. Bice è a meno di un metro. C’è solo una cosa da fare, senza neanche perdere il tempo di sperare che vada bene.

Si lancia sulla sua ragazza, che ha la guardia bassa. Rotolano per terra. Il killer esplode due colpi, il primo con la sicurezza di uccidere, il secondo col solo obiettivo di ferire.

La scena si cristallizza.

Armando si avvicina per controllare la selvaggina, mantenendo la mira fissa. Non ha sbagliato i calcoli, Maierato è morto, Bice è ancora viva.

Quanto basta per piazzargli un proiettile in mezzo alla gola.

 

                                ***

 

Anche se il sangue finisce di sgorgare dalla gola di Armando e la sua vita è scivolata via per sempre, l’hardware di cui è rimpinzata la sua carne funziona ancora grazie dall’alimentatore nucleare.

Il sistema è compromesso.

Sparge in giro segnali e onde radio.

Dagli altoparlanti del terminale Bice ascolta pezzi di playlist susseguirsi senza senso, brani che il più delle volte non riescono a concludere la loro corsa.

In mezzo allo shuffle terminale, parte Vocal dei Madrugada.

 

You better run, you better run

You better not wait too long

You better run, you better run

You better run for you have a heart

So let's start, so let's start

So let's start, tear it all apart

 

Accordi come gocce di pioggia.

 

                               ***

 

Le lacrime non servono a niente, ma vengono da sole, e Bice non riesce a fermarle.

La notte diventa profonda, all’unisono col senso di colpa e la disperazione. Ferma l’emorragia della gamba con una cintura. Sviene diverse volte, e a ogni risveglio sente le tenebre farsi sempre più fitte, senza via di scampo, pesanti.

Che idea.

Come aveva potuto pensare, anche per un solo istante, di fidarsi della RFN? La promessa di passare il confine con la Francia sani e salvi, di ricominciare una nuova vita con Francesco, senza guerra e senza dolore, era stata fin troppo ghiotta, e argomentata fin troppo bene.

Bice ammacca col calcio della pistola i due chip d’identità falsi fornitele dall’RFN per quella che doveva essere una fuga sicura, appena restituito il Cast.

È l’alba. Ma non c’è nessun raggio di sole ad annunciarla. Bice non trova attorno e dentro di sé nessun segno di speranza.

Si spoglia. Va verso il terminale, scarica su un supporto di Francesco i codici elaborati assieme al Comitato di Bologna per forzare il Server della Centrale di Propaganda. Applica la pasta salina nei punti giusti, inserisce il supporto nell’hardware dedicato e s’infila nel Cast.

I portelli si chiudono.

Il viaggio comincia con il download dei codici di sicurezza e l’esplorazione dei dati del supporto rigido di Francesco.

Byte che grondano ricordi: una foto dei suoi genitori, e poi quintali di materiale sul reggino, il posto dove s’era rifugiato in attesa della missione: fosse comuni, mendicanti, merda, intere città rase al suolo dalle bombe della Guerra Civile, tra le macerie il cadavere gonfio di una bambina...

Basta.

Il download dei codici è finito.

Il lavoro preparatorio di Francesco le spiana la strada: mappe precisissime, che la portano dritta nel Server da fottere. I codici funzionano. Un secondo ancora e la routine dei cittadini della RFN è bella che andata. È l’ora dell’informazione mattutina, della dose giornaliera di menzogne rassicuranti prima di affrontare un’altra giornata di sacrifici per il proprio Paese.

Nada.

Per le masse, Vuoto Catodico.

Rumore di fondo.

Comincia il caos. Per tutto il giorno la gente non riuscirà più a uscire di casa. Non sa che tempo fa, non conosce i dati precisi del traffico, non c’è nessun arresto a rassicurala che la Guerra Civile è finita una volta per tutte, nessun capro espiatorio. La massa è sola. Ha paura.

Bice commette lo stesso errore di Francesco, forza il Cast e ne esce prima che le procedure di disconnessione psicotropa siano terminate.

La costa, il mare. Identità nuove. Vita nuova.

Niente di tutto questo.

Francesco è morto.

Piangere non serve, già. E neanche abbracciarlo: nessuna anomalia nello spazio-tempo questa volta, solo la fredda carne di un cadavere. Minuti e ore vuote, senza conforto e dolcezza.