Starfleet Academy, la serie di Star Trek attualmente in onda su Paramount+ è stata accolta dagli spettatori in modo positivo, con un punteggio sull'aggregatore di critica Rotten Tomatoes che vede un 87% di recensioni positive. Tuttavia, come da prassi ogni volta che in un franchise dalla lunga storia e dallo storico fandom si propongono narrazioni diverse, non sono mancate le proteste, soprattutto dall'ambiente vicino alle idee dell'attuale Presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, per la supposta “deriva woke” della serie creata nel 1966 da Gene Roddenberry.
A invocare un nuovo corso per la proprietà intellettuale è stato, tra gli altri il Vice Capo di Gabinetto della Casa Bianca per le politiche e consigliere per la sicurezza interna degli Stati Uniti Stephen Miller, che nel condividere una clip dalla serie che vede in scena ben tre attrici contemporaneamente, ha definito “tragico” lo stato del franchise, appellandosi a (e taggando) William Shatner.
L'attore, storico interprete del Capitano Kirk nella serie originale, non si è tirato indietro nel rispondere all'appello, ma in pieno stile James T. Kirk ha deciso di usare l'ironia, anziché rispondere a tono:
Il fatto che non abbiano curato l'ipermetropia entro il 32° secolo è una svista abissale da parte degli sceneggiatori. Inoltre, Paramount Plus deve aumentare il budget perché sono sicuro che un'organizzazione ben oliata come la Flotta Stellare in un futuro lontano potrebbe permettersi più di un paio di occhiali per l'equipaggio del ponte di comando. Se li presteranno tra di loro mentre pilotano la nave?
Un modo elegante per non entrare nel merito della questione e, forse, mettere in pratica la regola della Flotta Stellare che prevede di non entrare in contatto con società non ancora evolute.












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