11.

Rosanna ebbe un solo secondo per riflettere.La disperazione aveva ceduto il suo animo alla rassegnazione, ma una cosa era certa: quel mostro non avrebbe avuto la sua vita e il suo corpo. Mille ipotesi si erano affacciate alla sua giovane mente, mille pensieri su quello che le avrebbe fatto una volta iniettato in lei il liquido mortale, e tutte e mille la riempivano di orrore.Un solo secondo per pensare che sarebbe stato molto meglio morire nel plasma che essere uccisa e restare nelle sue mani, un solo secondo per credere, nella sua ingenuità di giovane donna, che forse poteva essere quella la sua unica via di fuga.

Là dove la parete faceva angolo retto con lo spessore, la dove c’erano pochi centimetri che la separavano dall’altro ‘vero’ spazio, dal suo mondo.

Così si gettò nella parete trasversalmente.

Nel vuoto, un corpo prosegue il suo moto rettilineo fino a quando non interviene una forza esterna a modificarlo. Nel plasma poteva accadere la stessa cosa, stando a quello che sapeva.

Ciò che nessuno, ma proprio nessuno conosceva era cosa avveniva a un corpo ‘vivo’ che fluttuava nel plasma verso un futuro più o meno lontano.

- Lei mi sta dicendo che… è possibile attraversare il plasma senza morire? Sopravvivendo?

- Io non ho detto nulla, sto soltanto raccontando ciò che è avvenuto.

L’ispettore sollevò le braccia sconsolato: - E, ammesso e non concesso che sia vero, come faccio io a spiegare al Questore che Ribera è stato ucciso da una ragazza cinque anni dopo che è morta? Perché è stata lei a ucciderlo, vero?

Ottavio non rispose alla domanda: - Mi sono spostato dall’altra parte della parete, quella che aveva i quadri, falsi ologrammi. Erano finestre nella finestra, a inquadrare i corpi delle fanciulle morte che proseguivano il loro viaggio verso il futuro. Avevano dimensioni differenti proprio a causa del diverso tempo di immissione nella parete.

Ho sentito… la voce dell’uomo. Soltanto quella dell’uomo.

Ma ho visto altri fantasmi.

Fantasmi a metà…

Edoardo Ribera era irrequieto.

Cosa molto insolita per lui. Aveva appena ucciso l’ultima delle ragazze, una splendida nera dal corpo statuario di soli sedici anni, e ora il corpo della fanciulla, con la sua bellezza preservata per migliaia di anni, fluttuava nel plasma come splendida stella nera lucente. Era felice. E irrequieto.

Dopo ogni sua operazione ‘salvabellezza’, come lui le chiamava, aveva un forte calo di tensione. Si sentiva svuotato, felice ma privo di forze. Il suo corpo subiva un fenomeno di completo rilassamento. Aveva fatto ancora del bene all’umanità e a una ragazza, quindi si sentiva pienamente soddisfatto.

Ma perché allora quella irrequietezza?