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Quando J. Michael Straczynski annunciò che Harlan Ellison sarebbe stato il Conceptual Consultant di Babylon Five qualcuno probabilmente iniziò a raccogliere scommesse su quanto ci avrebbe messo Ellison ad andare via sbattendo la porta con tanta violenza da far tremare l’edificio. Sembrava una scommessa praticamente vinta, i presupposti c’erano tutti: la lite con Gene Roddenberry che aveva portato alla diatriba ventennale a proposito dell’episodio The City on the edge of Forever in Star Trek TOS, altri incidenti di percorso verificatisi nel corso degli anni, tutto stava a indicare che Ellison e la televisione fossero come minimo in uno stato di attiva belligeranza. In realtà questo non era corretto, visto che Ellison, sin dai primissimi anni sessanta era stato una presenza costante nel panorama televisivo americano. Sono state molte le serie che lo hanno avuto come sceneggiatore, e del tipo più vario (consultare a questo proposito la pagina che gli è dedicata sul Internet Movie DataBase http://www.imdb.com).

Altra collaborazione significativa fu quella nella seconda serie di The Twilight Zone, quella che va dal 1985 al 1989, dove non soltanto contribuì con cinque episodi, tra cui spiccano il bellissimo Paladin of the Lost Hour (Premio Hugo 1986 per il racconto e Writers Guild of America Award 1987 per la sceneggiatura) ;e Shatterday. Ellison in effetti venne assunto dalla CBS con il ruolo di Creative Consultant. La mossa destò la perplessità di molti, perché Ellison era sempre stato pubblicamente molto critico, anche con dei veri e propri saggi nei confronti della televisione e del suo livello qualitativo. Oltretutto c’erano seri dubbi che la sua personalità “frizzante” potesse integrarsi nel sistema produttivo della CBS. In realtà non ci volle molto per arrivare ai ferri corti: nel corso della prima stagione lo scrittore sottopose alla CBS l’adattamento del racconto Nackles di Donald E. Westlake che avrebbe dovuto costituire lo speciale di Natale. La CBS però giudicò il trattamento inadatto, in particolare per una puntata natalizia, e ne bloccò la produzione con una rilevante perdita economica e causando l’esplosiva fuoriuscita di Ellison dalla serie. (en.wikipedia.org/wiki/The_new_twilight_zone ). Forse Ellison non sarebbe riuscito a salvare la serie dal progressivo e inesorabile calo di ascolti, ma considerando che l’episodio avrebbe dovuto costituire l’esordio dello scrittore nella regia, è lecito chiedersi cosa ci siamo persi a causa della ristrettezza di vedute dei manager della rete televisiva, e comunque, questo fatto la dice lunga su quale fosse l’esperienza di Ellison nella scrittura di sceneggiature e nella conoscenza dei meccanismi della televisione. Colmo della beffa, nell’ultima stagione della nuova serie a cura proprio di Straczynski, girata al solo scopo di poter venderla in sindycation Paladin of the Lost Hour venne scorciato da parte della CBS di 9 minuti per farlo rientrare nei tempi, rovinandolo completamente.
Con questi precedenti, non stupisce che molti avessero puntato sul cavallo sicuro dell’ennesima sfuriata di Harlan Ellison, tutto indicava che sarebbe finita così. Oltretutto non va dimenticato che Babylon Five era una completa creazione di Stracszynski, la possibilità che i due si scontrassero su qualche particolare dell’universo di B5 era quindi estremamente alta. Chi fece questo ragionamento dimenticò alcuni punti essenziali: in primo luogo Straczynski ed Ellison erano amici (e questo venne dimostrato quando in alcune occasioni Straczynski stesso intervenne sul newsgroup rec.arts.sf.tv.babylon5 per difendere l’amico); in secondo luogo Straczynski era anche egli sceneggiatore e quindi poteva immedesimarsi nello stato d’animo degli autori e capire come presentare suggerimenti o chiedere cambiamenti senza entrare in collisione con i loro sentimenti; terzo, Straczynski era il totale responsabile della produzione di Babylon Five, quindi, qualsiasi discussione sarebbe rimasta tra di loro, per così dire in famiglia, e non avrebbe coinvolto manager distanti e con una comprensione molto limitata del lavoro dello sceneggiatore.
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