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Su Delos 59 (www.delos.fantascienza.com/delos59/omelas.html) trovate la presentazione della prima edizione del premio Omelas.
Le regole sono rimaste sostanzialmente invariate: si può partecipare al premio con opere inedite o edite in formato di racconto breve, racconto lungo o romanzo breve (lunghezza massima 80 cartelle), purché il copyright sia di sola proprietà dell'autore. La giuria sarà composta da alcuni tra i maggiori rappresentanti della fantascienza in Italia e da membri di Amnesty International esperti di fantascienza.
Al premio Omelas lavorano attivisti di Amnesty International in tutta Italia, con la collaborazione di fantascienza.com, Star Trek Italian Magazine e World Italia SF.
Il premio non intende essere soltanto un riconoscimento formale, ma anche uno spunto per riflettere e prendere posizione sui diritti umani, la loro violazione, la loro difesa, attraverso i punti di forza della fantascienza, la sua capacità di analisi, di immaginazione e di denuncia.
I diritti umani significano in sintesi che ogni persona che ha diritto alla vita, a non essere torturata, perseguitata, ridotta in schiavitù; che merita di essere trattata con dignità; che ha diritto a votare, a fare attività politica, a non essere incriminata per quello che pensa, che ha diritto a un lavoro, all'istruzione, all'assistenza. In parole povere ogni persona ha il diritto ad esistere e vivere come un essere umano.
Per quanto possa apparire incredibile, questo non è così scontato, ancora oggi, in molte parti del mondo. Proprio in questo momento ci sono donne, uomini e bambini in stato di schiavitù, prigionieri sottoposti a tortura per motivi di opinione, discriminazioni, crimini e guerre per ragioni religiose o etniche.
Tutto questo non è fantascienza, ma pura e cruda realtà quotidiana. In alcuni casi si tratta di violenze e ingiustizie che sono con noi fino dall'inizio dei secoli, altre sono nuove, o in rapido mutamento.
Spesso la reazione di una persona normale è cercare di ignorarle. Non si tratta di indifferenza o insensibilità, ma di proteggersi da un dolore intollerabile, da una sensazione insopportabile di impotenza e di rabbia di fronte all'ingiustizia, al sopruso, alla tragedia.
Omelas ritorna per chiedere di non aver paura dell'ignoto e del disumano, per squarciare insieme a chi scriverà questo velo protettivo.
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