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Lo ritrovai proprio a Parigi, di persona, quasi una decina di anni dopo mentre firmava autografi al Centre Pompidou dopo un suo intervento sulla serie western di Jim Cutlass destinata a terminare proprio in quegli anni. Non avevo per le mani nessuna sua opera, nemmeno avevo letto l'Incal ancora e soprattutto, devo ammettere, mi mancò il coraggio di avvicinarmi ad un personaggio che sembrava uscito, fatto e finito, dalla materializzazione di una favola per bambini. Quindi rimasi in piedi come una pietra a godermi la scena e poi rimasi anche dopo, in biblioteca, a visitare la piccola mostra allestita sul suo lavoro e rimasi fino alla chiusura stessa della biblioteca, verso le dieci di sera, a leggere tutto quanto avevano a disposizione sull'autore. Ero stato incantato una seconda volta e scoprii, uno dopo l'altro, tutti i mondi e tutte le sfaccettature dell'animo di Jean Giraud, dal peculiare Vecchio West di Gir fino ai mondi alieni di Moebius.
Quando si parla di Moebius è difficile pensare, considerato l'approccio innovativo di quasi tutte le
sue opere, ad un autore nato prima della seconda guerra mondiale e formatosi nella Francia del primo dopoguerra, illustrando un classicissimo filone narrativo come il western, al tempo molto in voga. Nato nel 1938, Jean Giraud comincia ad appassionarsi di fantastico coi primi numeri delle riviste Fiction e Galaxie regalategli dal padre in occasione del suo quattordicesimo compleanno. Sceglierà il fumetto come messo d'espressione solo dopo la scuola superiore d'arte applicata lavorando, anche durante il servizio militare, per alcune testate come Far West, facendosi così conoscere nel mondo della bande dessinée franco-belga fino a suscitare l'interesse di Jijé, al secolo Joseph Gillain, al tempo già un maestro affermato e con idee non proprio appartenenti all'espressione classica del genere. Nel 1961 diventerà l'apprendista proprio di Jijé e poco dopo gli sarà assegnata la gestione della sua prima storia, un episodio della serie di Jerry Spring, western in uscita sul periodico Spirou, dal titolo La Route de Coronado. Nascerà da questa esperienza e dall'influenza creativa di Gillain, Blueberry, uno dei suoi personaggi più affascinanti, sempre appartenente al mondo del Vecchio West, ma con un sapore così europeo e così fuori dalle righe da lasciare una traccia indelebile nel modo di concepire la Frontiera americana da parte del fumetto d'oltreoceano.2 «The Long Tomorrow, a fine gennaio, ;;come tutte le opere maggiori
PAGINA 3
mi sa che c'avete messo un pò di punteggiatura ridondante
Bellissimo articolo... conosco poco Moebius ed è male... ho avuto modo di incontrarlo e di vederlo di persona al Comicon 2007 assieme a Go Nagai... due modi e mondi diversi di fare fumetto ma tutti e due grandiosi »
ho il dito pesante... ![]()
» postato da Zakalwe alle 15:21 del 29-04-2013
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1 The Long Tomorrow, a fine gennaio, ;;come tutte le opere maggiori PAGINA 3 mi sa che c'avete messo un pò di punteggiatura ridondante
Bellissimo articolo... conosco poco Moebius ed è male... ho avuto modo di incontrarlo e di vederlo di persona al Comicon 2007 assieme a Go Nagai... due modi e mondi diversi di fare fumetto ma tutti e due grandiosi
» postato da Piacca alle 11:00 del 15-02-2013