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Dollhouse: la nuova schiavitù consensuale

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eliza dushku, protagonista e coproduttrice di Dollhouse. ingrandisci
La serie però non si ferma qui e affronta il problema da un'altra angolazione: le Doll certamente vengono programmate con delle abilità e ricevono anche degli handicap, ma poi sul campo ciò che le rende vincenti è la capacità di armonizzare tutti i pezzi del puzzle. Echo ha successo nelle sue missioni, anche le più difficili, perché è in grado di andare oltre la propria programmazione sfruttando al massimo grado sia le abilità che le debolezze e trovando soluzioni creative dove nessun altro le vedeva, Echo infatti viene considerata da alcuni la migliore della sua casa. Ma trascendere la propria programmazione è in fondo anche il desiderio dell'umanità e queste Doll non sono altro che una metafora della condizione umana.Malgrado questa nuova serie di Joss Whedon non sia la sua opera migliore e certamente neanche quella più innovativa, mostra comunque la maturità dell'autore che si esprime attraverso temi molto delicati e anche molto complessi. Forse è per questo motivo che la serie non ha avuto i risultati di audience sperati.

Non è il genere di intrattenimento che guarda una persona abituata al Super Bowl: i dialoghi esprimono dilemmi morali; i personaggi sono metafore della condizione umana; le storie si dipanano in modo imprevedibile; lo stile della narrazione, molto sofisticato, è spesso non lineare con frequenti riferimenti a fatti e avvenimenti che diventano comprensibili solo dopo una certa stratificazione degli episodi; anche le inevitabili scazzottate hanno un significato ulteriore.

Si tratta di una serie post-moderna che mostra tutta la complessità, l'ambiguità, le contraddizioni della società contemporanea, e attraverso una sottile auto-riflessività cerca di spingere il pubblico a pensare autonomamente e di criticare la morale e le convenzioni sociali.

Forse i primi episodi possono sembrare inconcludenti, ma abbiate pazienza e aspettate che la serie dispieghi le sue ali e voli verso il suo obiettivo e non ne sarete delusi. Ricordate però di mantenere acceso il cervello perché ne avrete bisogno.

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Autore: Luisa Iori - Delos Science Fiction 117 - Data: 6 settembre 2009

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Commenti

1 Leggendo l'articolo dopo poche righe ho capito (senza leggere la firma) che era scritto da una donna ... con questo non voglio certo sminuirne il valore, anzi, mi ha illustrato alcune sfaccettature della serie alle quali non avevo pensato mentre la seguivo. Per me e' stata una delle migliori serie della scorsa stagione, consigliatissima a tutti, maschietti e femminucce ...

» postato da Il Castiglio alle 02:31 del 13-09-2009

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