Il regime non è crollato. Il sistema non si è indebolito. Le ancelle sono ancora lì.

Benvenuti nella Repubblica di Gilead. Benvenuti negli Stati Uniti, uno Stato teocratico e totalitario, diviso in caste e dove la procreazione è l’obiettivo principale della società. Le ancelle, donne in grado di procreare, sono l’ultima ruota dell’organizzazione sociale. I comandanti sono i proprietari delle ancelle e con loro devono procreare per aumentare la popolazione della Repubblica.

È questo il contesto immaginato dalla scrittrice Margaret Atwood per il suo romanzo Il racconto dell’ancella (The Handmaid’s Tale, 1985), diventato nel 2017 una serie TV con protagonista Elisabeth Moss, nei panni dell’ancella June Osborne, a cui è stato dato un altro nome: Difred. Un nome che indica che appartiene al comandante Fred Waterford e alla sua famiglia.

Andata in onda per sei stagioni, fino al 2025, ora sta per arrivare anche sugli schermi italiani il suo seguito I Testamenti. Dal prossimo 8 aprile, su Disney+, potremo seguire l’evoluzione del mondo immaginato dalla scrittrice canadese, che lo ha già tratteggiato nel romanzo I Testamenti (The Testaments), pubblicato nel 2019 e vincitore del prestigioso Booker Prize, a pari merito con Ragazza, donna, altro di Bernardine Evaristo.

Nell'ultimo episodio della sesta stagione di The Handmaid’s Tale, infatti, (allerta spoiler!) si conclude con la vittoria della rivoluzione di May Day a Boston. Il sacrificio di Joseph, salito su un aereo con una bomba, ha eliminato tutti gli alti comandanti, compreso Nick, decapitando di fatto Gilead. Nel frattempo June è riuscita a far sollevare la popolazione, convincendo Serena ad universi definitivamente alla resistenza (portata poi in salvo in un campo profughi assieme al figlio Noah) e anche zia Lydia si è attivata per salvare Janine; congedatasi dalla madre e da Luke, June parte per liberare il resto degli Stati Uniti, nella speranza di ricongiungersi con la figlia Hannah, e decide di scrivere quello che diventerà Il racconto dell'ancella.

Ambientata oltre quindici anni dopo gli eventi di The Handmaid’s Tale, la nuova serie TV ci riporta nello stato totalitario che più o meno coincide con gli Stati Uniti, conquistati da alcuni estremisti religiosi dopo una guerra che ha avuto come conseguenza il rilascio nell’aria di rifiuti tossici che hanno sterilizzato la maggior parte delle donne.

Il racconto segue tre personaggi principali e quindi tre visioni diverse. Da un lato c’è zia Lydia, interpretata ancora da Ann Dowd, che aiuta dal di dentro di Gilead la resistenza. Ci sono poi Hannah, ormai cresciuta ma che ha cambiato il nome in Agnes, che ha il volto di Chase Infiniti, ed è pronta a diventare una Sposa; e Daisy, a cui ha dato il volto Lucy Halliday, una figlia di un'ex ancella che vuole entrare nelle fila di May Day e che scoprirà di avere un'identità che non aveva mai sospettato.

Come per Il racconto dell’Ancella, anche I Testamenti è stata sviluppata da Bruce Miller, e narra di una nuova generazione di ancelle, pronte a fare il volere della Repubblica di Gilead. Miller ha definito le due serie TV come: “una perversione, un'interpretazione errata delle leggi e dei codici dell'Antico Testamento”.

In un’intervista a Deadline.com, lo showrunner ha così raccontato I Testamenti: “Parla della crescita a Gilead. Sembra un mondo completamente opposto. Queste sono… le ragazze più preziose di Gilead. Eppure inizi a capire che anche loro camminano su una tavola, proprio come le Ancelle. Hannah deve fare i conti con la June che è in lei e all'improvviso inizia a sentirsi incredibilmente, incredibilmente, incredibilmente ribelle”.

Nel collegio gestito da Zia Lydia, le ragazze si preparano a diventare delle ubbidienti mogli, anche attraverso insegnamenti brutali giustificati dalla religione, spingendo così le due protagoniste Agnes e Daisy a stringere un rapporto d’amicizia molto forte. Eppure, le due ragazze sono all’inizio molto diverse per indole e carattere. Agnes, in qualche modo, fa parte del sistema, è cresciuta a Gilead e ha seguito le regole della Repubblica fin dalla nascita, imparando a essere devota e ubbidiente. Daisy, invece, è estranea a Gilead, è cresciuta in Canada, quindi fuori dai confini dello Stato totalitario e, non solo è refrattaria alle regole in generale, ma potrebbe nascondere molto più di quanto sembri.

Un ruolo centrale, in I Testamenti è svolto anche da Zia Lydia, che abbiamo già conosciuto nella precedente serie TV: cerca ancora di rispettare le regole, proteggendo al contempo le sue Ancelle dagli orrori a cui è diventata sempre più sensibile..

“Per lei, in questa stagione”, aggiunge Miller, “la situazione è molto diversa, perché sta cercando di espandere il suo potere. Sta cercando di esercitarlo in altri ambiti, non solo tra le Ancelle, ma nel mondo in generale. Lydia sta cercando di svolgere un lavoro molto difficile al meglio, e credo che col tempo si renda conto che queste ragazze hanno un valore intrinseco e stia cercando di trovare un modo per portare a termine il suo compito, riconoscendo al contempo l'umanità di queste ragazze, che non può ignorare completamente”.

Il compito di Zia Lydia è preparare le Ancelle alla prospettiva di matrimoni combinati e a una vita di sottomissione, ma le due giovani protagoniste cercano di ribellarsi e mettono in discussione il sistema. Il legame tra Agnes e Daisy diventa via via più forte e diventa il fulcro di una serie di eventi che metteranno in crisi il sistema di Gilead.

Uno degli elementi più interessanti della serie è proprio il potere, il controllo che Zia Lydia tenterà di acquisire nel sistema. A tal proposito, ancora Miller sottolinea a proposito di Zia Lydia che: “Credo che il suo livello di controllo si stia in qualche modo erodendo da sola. Si sta auto-sabotando dicendo: «Voglio controllare queste donne, ma non posso, perché sento che è sbagliato», ed è una persona che ha ragione e torto allo stesso tempo. Ma penso che ciò che fa, ciò a cui questa stagione la porta, sia l'idea che… cosa succede a qualcuno che ama il controllo quando si rende conto di non avere più nulla? Non si arrende e basta. Ciò che accade man mano che andiamo avanti e ci addentriamo in The Testaments è che cerca di ottenere più controllo”.

Riuscirà Zia Lydia a far crollare la Repubblica di Gilead? Agli spettatori l’ardua sentenza, ma di una cosa siamo sicuri: I Testamenti è una serie TV di un’attualità spietata.