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La gente ritiene che questo sia un prezzo alto, a prescindere dal numero di pagine, che per Nova SF* sono sempre generose ed in genere almeno 256.
In occasione della DeepCon 2, svoltasi a Fiuggi nel marzo scorso, uno dei presenti contestava ad un noto editore che i suoi libri erano cari, citando un libro di quasi 600 pagine che costava ben 35.000 lire. Suggerimento agli editori: fate libri da 16 pagine a 5.000 lire. All'irrazionale non c'è limite.
Ma ritorniamo a Nova SF*. Premio Italia: finalmente è arrivato il doveroso riconoscimento.
Della prima serie abbiamo già parlato e l'occasione di questo riconoscimento ci offre l'occasione di parlare della nuova serie, ripartita da 1 sotto il marchio Perseo e quindi pienamente in linea con la rubrica che teniamo. Come dicevo, siamo tutti pigri e solo nel 1978 mi decisi a fare un mega abbonamento a tutte le pubblicazioni della Libra. La casa editrice navigava in cattive acque e praticamente non riuscii ad usufruire dei soldi versati. Ugo è un amico, non mi venne nemmeno in mente di chiedergli i soldi indietro e ci misi una croce sopra. Una vicenda analoga mi è capitata con la Sevagram, la famosa casa editrice di Pilo e Valla. Essendomi abbonato a 6 numeri di Fantascienza Book Club, cessata la collana al quarto numero, anche in questo caso non riuscii ad usufruire dei soldi versati. Gianni è un amico, non mi venne nemmeno in mente di chiedergli i soldi indietro, ma fui prevenuto: in fin dei conti, mi disse, il valore facciale dei libri ricevuti era superiore all'abbonamento sottoscritto (vero) e non ci hai perso niente; ci misi una croce sopra.
Fu quindi con vera sorpresa che ricevetti una lettera dalla Perseo in cui mi si diceva che il mio credito con la Libra mi veniva riconosciuto e che pertanto avrei ricevuto gratuitamente, per un po', tre anni, ricevetti tutta la produzione della casa editrice assolutamente in modo gratuito. Per una casa editrice sempre in lotta con i bilanci, un gesto veramente corretto. Per quanto ne so, anche altri, usufruirono di questo comportamento, seppure non tutti in quanto i vecchi archivi della Libra non erano a disposizione della nuova casa editrice.
Era il marzo 1985. Erano passati 51 mesi dall'uscita dell'ultimo Nova.
Malaguti, fantascientificamente parlando è un conservatore. La grafica di copertina è invariata dall'agosto del 1968, l'artista è sempre Allison, scomparsa ancor giovane.
Il primo numero della nuova serie (sul colophon fra parentesi, accanto al numero della nuova serie, è riportato a. XIX, n. 43, per rimarcare la continuità di una iniziativa, pressoché unica nel suo genere).
Pubblicato dalla Perseo Libri di Bologna, aveva 272 pagine e costava 12.000 lire.
Pubblica gli auguri, per la ripresa della rivista, di Dario Argento, Isaac Asimov, Walter Ernsting, Frederick Pohl, Gianfranco Viviani, Jack Williamson e Donald A. Wollheim.
Per il resto un numero nello standard, piuttosto elevato a dire il vero della rivista. Benché non disdegni dal presentare scritti innovativi, la rivista privilegia i racconti di fantascienza avventurosa americana degli anni '40 e '50.
L'effetto risultante è a volte un po' strano, anche se molte volte i racconti arcaici riserbano piacevoli sorprese (è vero anche il contrario: molti racconti presentati, nonostante le introduzioni accattivanti, sono assolutamente illeggibili per il gusto odierno).
La saggistica è sempre di notevole livello, sia per merito dei collaboratori abituali, sia per l'alto livello dei collaboratori occasionali.
Il rispetto della periodicità non è mai stato uno dei pregi della rivista; negli ultimi due anni però sta uscendo con scadenze teutoniche. Tutti i numeri (quello appena uscito è il 47) dovrebbero essere disponibili presso l'editore oltre che facilmente reperibili sul mercato dell'usato. Una rivista che non può mancare al lettore non occasionale.
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