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Da allora, e per vari anni, egli si dedicò quasi esclusivamente al cinema. Nel 1969, ispirandosi molto liberamente al celebre racconto di Frederik Pohl Il tunnel sotto il mondo, Cozzi realizzò il film omonimo, certamente la sua opera cinematografica più anticonvenzionale e sperimentale, che venne poi presentata al VII Festival del cinema di fantascienza, a Trieste; la sceneggiatura fu curata da Alfredo Castelli e Tito Monego. Nel 1970 conobbe Dario Argento, avviando col celebre regista un sodalizio di lavoro che non si è mai interrotto. Cozzi ha scritto e diretto in proprio una ventina di film, vari telefilm per la Rai, ha curato una serie di programmi sf per tv private, ed è uno dei pochi registi italiani i cui film di fantascienza siano giunti con successo negli Usa, tramite importanti compagnie di distribuzione (Roger Corman, MGM, Columbia). Ad ogni modo la sua maggior fama di regista è dovuta anzitutto al film Scontri stellari oltre la terza dimensione (1978), una co-produzione Italia-Usa sulla scia delle "guerre stellari" lucasiane, che inizialmente doveva intitolarsi Starcrash. Interprete principale fu l'affascinante Caroline Munro; il film venne girato interamente in Italia, il realizzatore degli effetti speciali fu Armando Valcauda, per le musiche si prestò il celeberrimo John Barry (e come di consueto per moltissime sue regie, Cozzi si firmò Lewis Coates). Un altro suo film di rilievo, Contamination (1980), riprendeva e rielaborava atmosfere alla "Alien".
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