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A tempo indeterminato

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Ma il mercato globale non si ferma mai, e la concorrenza di altri paesi è spietata. Più scoprivano quanto fosse facile e redditizio ridurre i costi spremendo e ricattando una massa di precari, più erano infastiditi dallo zoccolo duro dei contratti a tempo indeterminato. E le leggi, purtroppo, non erano retroattive.

Hanno tentato, di modificarle. Ma alla lunga hanno dovuto rinunciare. Quei milioni di disoccupati sono già abbastanza una minaccia latente, non è proprio il caso di innescare altre scintille. Troppo pericoloso.

Meglio lasciarlo, almeno come puro miraggio, il posto sicuro.

Quando gli ultimi fondi per mobilità e ristrutturazioni si sono definitivamente inariditi, quando persino i governi più conniventi si sono tirati indietro, esausti, allora si sono dovuti ingegnare a trovare altri sistemi.

Mettere le persone in competizione, gli uni contro gli altri, per due soldi o una parvenza di carriera. Stringere i topi in gabbie sempre più strette e asfissianti, fino al punto che si mordessero fra loro. Trasformare il luogo di lavoro in un inferno in terra, per tutti, capi compresi, con un messaggio che è una minaccia ben precisa: nessuno può dirsi tranquillo e in salvo.

Ma non ha funzionato: l'essere umano si adatta a ogni condizione, pur di sopravvivere, e per quanto vilipese, disperate, frustrate, incazzate, le "risorse umane" resistevano, come patelle attaccate a uno scoglio.

Meglio andava quando privavano le persone del loro ruolo, davano loro poco o nulla da fare, attività e qualifiche fittizie e inesistenti. Qualche cedimento, c'era.

Così, poco alla volta si è arrivati alla deprivazione sensoriale. Ora è l'ultimo grido. Pare che funzioni bene, per costringere gli esuberi a licenziarsi. A parte qualcuno che dà fuori di matto in modo clamoroso, di tanto in tanto, suscitando fiacche e poco convinte proteste da parte di politici che, in fondo, non chiedono di meglio che risparmiare sulle pensioni.

Ma io non mollo, no. A qualunque costo. Non mi licenzio. Ho bisogno di lavorare, ho bisogno di soldi per mantenere la famiglia.

Non è poi così male, questa vita, dalle otto alle cinque meno un quarto, sabato e domenica esclusi. E dove lo trova, una donna, alla mia età, un altro lavoro fisso...

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Autore: Milena Debenedetti - Delos Science Fiction 72 - Data: 20 luglio 2002

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