Si accorse del missile solo quando sentì il blip del sistema di puntamento automatico impiantato nell'addome. Il sottilissimo raggio laser fece esplodere l'ordigno in volo, ma troppo vicino.

L'esplosione al plasma lo scaraventò a terra. Assecondò la caduta e si tuffò nel fango della palude. La sua testa emerse pochi istanti dopo. Scrutò immobile l'orizzonte, come un serpente che ha fiutato la preda, sino a quando l'hud impiantato nell'occhio sinistro non calcolò il tracking esatto della torretta missilistica, 300 metri davanti a lui. Una torretta a ricerca mistica, costruita intorno alle mura del convento. E ce ne erano almeno altre 4, visibili. Ma era una tecnologia ancora sconosciuta in questi anni! Questa era tecnologia del suo futuro. Le puttane sacre dovevano essre state aiutate. Dal futuro.

Sentì l'energia mistica fluire nel suo corpo. Una bolla di luce nera si materializzò intorno a lui, per poi scagliarsi contro la torretta, che esplose in mille pezzi. Così, non c'era fretta. Una per volta. Non potevano tenerlo lontano da suo figlio.

Era davanti a loro, a non più di 100 metri. Tutte le sorelle erano sdraiate nel fango, disposte in semicerchio. Tutte imbracciavano i fucili al plasma. Le sharibe erano rimaste nel convento. Questa volta sorella Lorena era stata inflessibile. Il piano della Voce stava per compiersi, così come previsto. Lui doveva rendersi visibile, per far saltare da lontano le torrette che circondavano il convento, e così loro lo avrebbero eliminato con i fucili al plasma. Avanzarono ancora, strisciando nel fango, coordinandosi perfettamente grazie ai lunghi anni di addestramento militare. Sorella Lorena guardò nel mirino elettronico del suo fucile. I sensori mistici avevano rilevato il bersaglio, e lo schermo lcd dell'arma era come impazzito. Lock on. Lock on. Come se il fucile avesse compreso di aver finalmente raggiunto il fine ultimo per cui era stato creato. L'annientamento del Male. Lei doveva solo premere il grilletto. Troppo facile. Premette il grilletto.

La bolla al plasma che eruppe dall'arma la costrinse a socchiudere gli occhi, solo per un attimo.

Quando li riaprì, si ritrovò all'interno del convento, nella cella di preghiera. Lui era lì, urlando disperato accanto al cadavere decomposto di loro figlio.

Le avvertiva, tutte intorno a lui. Le puttane sacre lo aspettavano. Quelle torrette che stava facendo esplodere, una per volta, erano la prova che sapevano come combatterlo. Improvvisamente, intorno a lui cento esplosioni. Ma l'attivazione della velocizzazione mistica fu immediata. Il tempo, intorno a lui, sembrò fermarsi. Le cento bolle al plasma si immobilizzarono. Ognuna segnava la posizione di una puttana sacra. Avvertì forte l'esigenza di creare, con le parti essenziali dei loro corpi, nuove costruzioni artistiche, nuove espressioni concrete del suo genio. Forse più tardi. Anche Lorena era immobile nel fango. La sollevò e, attento a non ferirla, la trascinò con lui all'interno del convento.

Era tutto come ricordava. Trovò subito la cella di preghiera e ne divelse la porta. All'interno, su un tavolino di marmo, il cadavere di un bambino di circa 10 anni. Il corpo senza vita di suo figlio, lasciato lì a marcire secondo la tradizione funebre della Furia Lucente. Avevano osato ucciderlo. Avvertì dentro di sé, per la prima volta, un dolore sordo e disperato. Ma poi sintonizzò i suoi sensi mistici sulla frequenza vitale del figlio, e in qualche modo si tranquillizzò. Gettò sul pavimento il corpo di Lorena, e interruppe la velocizzazione mistica.

Lui le era accanto, all'interno di quella angusta cella. Lorena distolse lo sguardo dal corpo imputridito di loro figlio.

- Come hai potuto farlo? - le urlò contro, furente.

- Avrebbe seguito le tue orme. Il Monolite ci aveva avvertite.

Il Monolite? E improvvisamente comprese. Doveva essere un messaggero inviato dalla Furia Lucente, dopo che avevano scaraventato lui indietro nel tempo.

- Ho preferito ucciderlo piuttosto che vederlo trasformarsi in un mostro, come te.