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A questa domanda non so rispondere con certezza. Diciamo che, ad un certo momento, cominciano a ronzarmi nel cervello delle immagini, delle situazioni... allora, me le appunto su un taccuino. E le lascio lì. Di tanto in tanto le ritiro fuori e le rimugino. Aspetto che l'inconscio faccia il suo lavoro, insomma, e pian piano alcune idee si sviluppano, crescono, si aggregano... raggiunta una certa massa critica, comincio a scrivere. Di solito ho una scaletta parziale, so come cominciare, come finire e due o tre strade da percorrere, ma non ben delineate, giusto dei sentierini nella giungla che collegano le scene madri... sta ai personaggi scegliere come arrivare fino alla fine. E ogni tanto, me la cambiano pure!
Confermo la sensazione in pieno. Francamente, non so indicare con sicurezza delle cause, e di certo non i rimedi, altrimenti avrei pubblicato ottocento romanzi! Forse gli editori dovrebbero investire nelle "risorse umane", nel senso che dovrebbero aprire un dialogo con i propri autori. Ascoltarli e stimolarli. Ma per far questo, credo occorra anche un diverso mercato per le opere fantascientifiche.
Io sono convinto che un pubblico per la fantascienza esista eccome: resta da vedere per quale fantascienza. La fantascienza è un genere molto ampio, come il giallo: chi ama Agatha Christie potrebbe disprezzare James Ellroy e viceversa. Io, per esempio, non amo la space opera, non mi interessa e persino mi irrita. Le contaminazioni, il crossover non sono escamotage per frenare l'emorragia di lettori, sono il succo di qualsiasi forma di letteratura: naturalmente, ci sono quelle riuscite e quelle non. Ad esempio, lo steampunk è un triste manierismo, secondo me. Ma Hyperion, con quella superba cornice che rimanda al Decamerone e ai Racconti di Canterbury e che contiene al suo interno diverse forme di SF, è un capolavoro, una gioia per la mente. Personalmente, però, io credo che l'interesse primo della fantascienza risieda nel fatto che essa non parla del futuro, ma del presente. Ipertrofizza certe tendenze in atto e le trasporta nel futuro, le deforma: e così facendo le denuncia.
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